La situazione della raccolta differenziata nel Comune di Foggia continua a evidenziare criticità profonde che non possono più essere considerate episodiche o riconducibili esclusivamente a comportamenti individuali. I dati ufficiali dell'Osservatorio Regionale dei Rifiuti confermano, infatti, un ritardo strutturale rispetto agli obiettivi fissati dalla normativa europea e nazionale, mentre la crisi che interessa il conferimento della plastica rischia di compromettere ulteriormente un sistema già fragile.
Si tratta di una condizione che richiede un'assunzione di responsabilità da parte di tutti gli enti competenti. Per questo Legambiente circolo "Gaia" e Arci "Maria Schinaia" chiedono con urgenza un chiarimento pubblico da parte della Regione Puglia, di AGER e di COREPLA e l'attivazione di un piano straordinario capace di scongiurare il blocco della raccolta e garantire la continuità del servizio.
La legislazione europea e nazionale parla con estrema chiarezza. Le Direttive (UE) 2018/851 e 2018/852, che costituiscono il cuore del Pacchetto europeo sull'Economia Circolare, impongono il raggiungimento del 55% di riciclaggio dei rifiuti urbani entro il 2025, del 60% entro il 2030 e del 65% entro il 2035. Per gli imballaggi l'obiettivo sale al 70% entro il 2030. A questi traguardi si affianca la progressiva riduzione del ricorso alla discarica fino al limite massimo del 10% dei rifiuti urbani entro il 2035 e il divieto di conferire in discarica numerose tipologie di rifiuti raccolti separatamente.
Anche la normativa italiana, attraverso l'articolo 205 del Decreto Legislativo n. 152 del 2006, stabilisce per tutti i Comuni l'obbligo di raggiungere almeno il 65% di raccolta differenziata. Foggia, tuttavia, continua a collocarsi oltre trenta punti percentuali al di sotto di questa soglia minima.
I dati relativi ai primi sei mesi del 2026 fotografano una situazione che non lascia spazio a interpretazioni. La raccolta differenziata si attesta al 32,80%, pari a 1.837.329 chilogrammi di rifiuti, mentre quella indifferenziata raggiunge il 67,20%, con oltre 24 milioni di chilogrammi conferiti. Ogni cittadino produce mediamente 238,40 chilogrammi di rifiuti urbani nel periodo considerato. Sebbene il mese di giugno registri il risultato migliore dell'anno, l'andamento complessivo rimane altalenante e la città continua a restare ben al di sotto persino della soglia del 50%.
Questi risultati assumono un significato ancora più preoccupante se si considera che negli ultimi anni sono stati introdotti nuovi servizi e strumenti, dal porta a porta per la raccolta dell’organico per i locali food, all'estensione della raccolta di carta e cartone, fino all'installazione dei cosiddetti cassonetti intelligenti. Interventi importanti che, tuttavia, non sono stati accompagnati da un miglioramento significativo delle performance complessive del sistema.
A questa situazione si aggiunge oggi la grave emergenza che interessa la filiera della plastica. Al 30 giugno risultano quasi dieci milioni di chilogrammi di plastica in attesa di essere avviati al riciclo. Gli impianti pugliesi di selezione e trattamento risultano ormai prossimi alla saturazione. I due impianti COREPLA di Ginosa e Modugno e gli impianti regionali di prima lavorazione non riescono più ad assorbire i quantitativi prodotti. La stessa AGER ha segnalato ai sindaci pugliesi le criticità del comparto e, in diversi Comuni, il servizio di raccolta ha già subito sospensioni o rallentamenti.
Anche a Foggia i segnali della crisi sono evidenti: numerosi cassonetti destinati alla raccolta della plastica risultano pieni e non svuotati con la necessaria regolarità. Il rischio concreto è quello di una progressiva compromissione del servizio e di un peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie.
Il vero paradosso è che molti cittadini continuano a differenziare correttamente i propri rifiuti, ma il materiale raccolto incontra una filiera incapace di assorbirlo. Alla carenza della domanda di materiale riciclato si somma un'insufficiente capacità impiantistica regionale, dimostrando come il problema non riguardi soltanto la raccolta, bensì l'intero ciclo dei rifiuti.
Per queste ragioni Legambiente e Arci ritengono indispensabile che Regione Puglia, AGER e COREPLA chiariscano pubblicamente quali misure intendano adottare per affrontare l'emergenza. È necessario predisporre un piano straordinario che garantisca la continuità del servizio, rafforzare rapidamente la capacità impiantistica destinata alla selezione e al riciclo degli imballaggi, assicurare ai cittadini informazioni puntuali e trasparenti e definire, per la città di Foggia, una strategia strutturale che affronti finalmente le cause profonde delle difficoltà nella raccolta differenziata.
In questi giorni non sono mancate ricostruzioni semplicistiche che hanno tentato di ridurre una crisi complessa alla presenza di qualche cassonetto pieno. Una lettura superficiale che ignora le reali criticità del sistema: la fragilità dell'intera filiera, la carenza di programmazione, la saturazione degli impianti, le difficoltà organizzative e la scarsa comunicazione istituzionale. Limitarsi agli effetti senza interrogarsi sulle cause significa alimentare una narrazione fuorviante e impedire una discussione seria sulle responsabilità e sulle soluzioni.
Legambiente e Arci respingono quindi ogni accusa strumentale. In questi anni hanno sempre denunciato comportamenti incivili quando presenti, ma hanno anche costantemente chiesto investimenti, programmazione e trasparenza nella gestione del ciclo dei rifiuti. Continueranno a farlo con lo stesso spirito costruttivo, convinti che la tutela dell'ambiente non possa essere piegata a polemiche di parte o a letture opportunistiche della realtà.
Foggia merita un sistema di gestione dei rifiuti moderno, efficiente e trasparente. I cittadini che ogni giorno separano correttamente i propri rifiuti non possono essere lasciati senza un servizio adeguato né privati delle informazioni necessarie per comprendere ciò che sta accadendo. Oggi più che mai servono responsabilità istituzionale, programmazione e una visione di lungo periodo.
Legambiente e Arci continueranno a vigilare, a informare la cittadinanza e a sollecitare risposte concrete, nella convinzione che la gestione dei rifiuti rappresenti una delle principali sfide ambientali e civiche per il futuro della città.
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