Dicesare e Pd da un lato, Marchitelli e Sindaca dall’altro: e Foggia rimane la sola città pugliese senza Piao

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L’ennesimo conflitto interno al campo largo continua a tenere in ostaggio la maggioranza della Sindaca Marida Episcopo a Palazzo di Città. A settembre inoltrato il Comune di Foggia non ha ancora approvato il Piao 2026-2028, il Piano integrato di attività e organizzazione che riunisce in un unico documento una parte rilevante della programmazione dell’ente. Il termine è scaduto ormai da quasi cinque mesi. Il bilancio di previsione 2026-2028 è stato approvato dal Consiglio comunale a marzo scorso e, in virtù delle disposizioni che regolano il Piao, il piano avrebbe dovuto essere adottato entro i trenta giorni successivi, quindi entro il mese di aprile. Il documento accorpa diversi strumenti di programmazione che in precedenza viaggiavano separatamente e riguarda, tra gli altri aspetti, l’organizzazione degli uffici e la programmazione del fabbisogno di personale. Proprio quest’ultimo capitolo è diventato uno dei nodi più critici della vicenda foggiana. La regola generale fissa il termine al 31 gennaio. In presenza di un differimento del termine per l’approvazione del bilancio di previsione, per gli enti locali il termine del Piao viene differito di trenta giorni rispetto alla scadenza prevista per il bilancio. Nel caso di Foggia, dopo l’approvazione del bilancio a marzo, la scadenza è quindi caduta ad aprile. Il ritardo è evidente soprattutto nel raffronto con gli altri grandi comuni pugliesi. Ad Andria la delibera è dell’11 febbraio. A Bari e a Trani è stato approvato il 30 marzo scorso. A Lecce e a Brindisi l’approvazione risale al 31 marzo. Taranto lo ha approvato il 10 aprile e Barletta il 21 maggio. Il quadro regionale racconta dunque di Comuni che hanno portato avanti l’adempimento mentre Foggia è rimasta impantanata. Il portale nazionale del Dipartimento della Funzione pubblica raccoglie del resto Piao 2026-2028 approvati in Comuni di tutta Italia anche oltre la primavera, a conferma del fatto che il documento è stato adottato dalla generalità degli enti che hanno completato il relativo iter. A Foggia, invece, il piano continua a essere oggetto di discussione. La settimana scorsa si è tenuta l’ennesima riunione dei capigruppo di maggioranza e anche questa volta non è stato raggiunto un accordo. Una discussione che va avanti da oltre quattro mesi e che si intreccia con gli equilibri politici della maggioranza che sostiene Episcopo.

La questione riguarda soprattutto la struttura dirigenziale dell’ente e il piano delle assunzioni. Al centro della vicenda c’è Carlo Dicesare, dirigente e responsabile del Servizio economico-finanziario del Comune di Foggia. Dicesare ricopre questo incarico ininterrottamente da circa 25 anni, dai tempi dell’amministrazione del Sindaco Paolo Agostinacchio, ad eccezione di una parentesi registrata durante la sindacatura di Orazio Ciliberti, quando venne spostato ai Servizi sociali, prima di tornare a occuparsi della macchina finanziaria dell’ente.

Il tema della sua sostituzione era già emerso nella fase commissariale che ha preceduto il ritorno alla gestione politica del Comune. I commissari straordinari avevano evidenziato infatti la necessità di procedere all’individuazione di un nuovo responsabile finanziario. Durante il periodo del riequilibrio finanziario, però, la situazione dell’ente aveva posto vincoli alla possibilità di intervenire sulla posizione. Foggia era infatti entrata nel percorso di predissesto e aveva fatto ricorso alle misure di sostegno previste per gli enti in difficoltà finanziaria.

Con l’uscita dalla fase di riequilibrio, avvenuta nel 2024, la questione è tornata sul tavolo. La prima versione del Piao avrebbe infatti previsto proprio una nuova figura di responsabile finanziario. Su quella proposta, però, arrivò il parere negativo dello stesso Dicesare, nella sua veste appunto di responsabile finanziario dell’ente. La previsione venne quindi modificata. Nel nuovo impianto la posizione del responsabile finanziario destinato a sostituire Dicesare è scomparsa e al suo posto è subentrata quella del direttore generale, insieme ad altre posizioni dirigenziali.

Su questo punto si sta consumando lo scontro politico decisivo. Da una parte, infatti, c’è il Partito Democratico di Raffaele Piemontese, principale forza politica a sostegno di Episcopo, schierato con Dicesare. Dall’altra ci sono proprio la Sindaca e il dirigente comunale Giuseppe Marchitelli, già capo di gabinetto della prima cittadina. Il confronto riguarda la destinazione della nuova posizione e soprattutto le modalità attraverso le quali individuare il direttore generale. Il Pd, dopo avere ottenuto la modifica del piano con la cancellazione della posizione relativa al nuovo responsabile finanziario e l’inserimento del direttore generale, sarebbe adesso contrario all’ipotesi di una procedura pubblica per la copertura della nuova posizione, in considerazione della possibile candidatura del favorito di Episcopo, Giuseppe Marchitelli.

Quest’ultimo è arrivato a Foggia durante la fase commissariale e successivamente è stato nominato dirigente da Episcopo attraverso l’articolo 110 del Testo unico degli enti locali, una forma di conferimento di incarico a tempo determinato legata alla scelta dell’amministrazione.

La sua permanenza a Palazzo di Città dopo la fine della gestione commissariale è stata inoltre oggetto di una controversia davanti al giudice del lavoro, chiusa attraverso una composizione bonaria che gli ha consentito di proseguire l’attività fino alla fine dell’attuale mandato amministrativo. Il suo nome era già emerso nella vicenda legata al Piao nei mesi scorsi, quando l’ex assessora al Personale Daniela Patano, poche settimane dopo l’uscita dalla Giunta nel rimpastino deciso dalla Sindaca, che ha mantenuto per sé la delega, raccontò a l’Attacco la propria versione dello scontro.

In quella circostanza, Patano sostenne di aver ricevuto pressioni legate al Piao e alla sua permanenza in Giunta, spiegando che, durante la predisposizione della bozza, aveva chiesto a Marchitelli di preparare una nota da trasmettere alla presidente del Consiglio comunale, la dem Lia Azzarone, per condividere il documento con i consiglieri. Nella sua ricostruzione, Dicesare aveva inizialmente indicato una disponibilità di circa due milioni di euro per le assunzioni, successivamente ridotta per altre esigenze dell’ente.

 L’ex assessora riferì di aver inviato tre Pec alla presidente del Consiglio comunale e di avere appreso successivamente che, nelle chat dei consiglieri, alcuni esponenti della maggioranza sostenevano la necessità di attendere la verifica politica prima di procedere. Patano spiegò che il piano era già stato trasmesso e discusso all’interno della struttura amministrativa e con gli assessori competenti e che mancava soltanto la riunione dei capigruppo per la condivisione definitiva. Passaggio che torna a essere centrale. La riunione dei capigruppo, infatti, continua a essere convocata e il confronto resta aperto.

Ma il Piao, intanto, non arriva all’approvazione. Patano, nella sua intervista, aveva attribuito alla vicenda anche la ragione della propria uscita dall’esecutivo, sostenendo che il piano fosse stato utilizzato come pretesto per metterla in difficoltà e affermando di aver percepito una pressione politica sulla Sindaca. E aveva anche sostenuto che Episcopo, fino all’ultimo, avesse cercato di mantenerla nell’esecutivo per poi cedere alle pressioni dei partiti.

Oggi, a distanza di mesi, il problema che Patano aveva raccontato è ancora sul tavolo. La discussione sul piano assunzionale si è intrecciata con quella sulla nuova organizzazione della dirigenza e con il confronto sulla figura del direttore generale. Il nome di Dicesare resta centrale per il settore finanziario del Comune, mentre quello di Marchitelli è legato alla partita sulla futura posizione dirigenziale.

Nel frattempo l’amministrazione continua a riunire i propri rappresentanti politici nel tentativo di arrivare a un'intesa. Ma il ritardo è ormai evidente anche sul piano amministrativo. A luglio il collegio dei revisori dei conti aveva già richiamato l’ente sulla mancata approvazione del Piao, sottolineando le conseguenze del ritardo sul piano assunzionale, sulla performance e sugli altri adempimenti collegati al documento. Il bilancio, intanto, è stato approvato da mesi e la macchina comunale continua a funzionare senza che il nuovo Piao sia stato formalmente adottato. La partita che tiene fermo il documento riguarda così anche il futuro assetto della struttura amministrativa di Palazzo di città. E mentre la maggioranza continua a discutere, i candidati già inseriti nelle graduatorie restano in attesa di conoscere il proprio destino. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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