Ora si che la strada della riammissione diventa praticabile. La scomparsa della Ternana per il Foggia rappresenta il passepartout per ripartire dalla C. L’iter è già delineato, e davanti c’è tutto il tempo per farsi trovare pronti alla data del 20 luglio. Nel mirino c’è la riammissione e non ripescaggio, si badi bene. In casa Foggia si guarda con interesse alla prima opzione, la meglio calzante, ed anche la meno onerosa. Com’e noto riammissione e ripescaggio sono due procedure diverse usate per completare gli organici dei campionati professionistici.
RIAMMISSIONE. Avviene quando una squadra avente diritto a iscriversi al campionato: fallisce, rinuncia, non ottiene la licenza nazionale oppure viene esclusa. Nel qual caso si “riammette” una società proveniente dalla categoria inferiore o retrocessa, seguendo criteri sportivi stabiliti dalla FIGC. Esempio pratico: una squadra retrocessa dalla Serie C può essere riammessa se si libera un posto prima della composizione definitiva del campionato. La riammissione è considerata una procedura “prioritaria” rispetto al ripescaggio: soprattutto il merito sportivo e la posizione nelle graduatorie federali hanno il loro peso specifico. I costi sono più contenuti rispetto al ripescaggio, ed includono: contributo straordinario, fideiussione integrativa, eventuali tasse di iscrizione.
RIPESCAGGIO. Avviene quando, dopo riammissioni ed eventuali integrazioni, restano ancora posti vacanti. In questo caso specifico vengono ammesse squadre che normalmente non avrebbero diritto sportivo diretto alla categoria. Possono concorrere: squadre di Serie D, retrocesse, seconde squadre (“Under 23”) dei club di Serie A, club con determinati requisiti infrastrutturali ed economici. Si tratta, evidentemente, di una procedura eccezionale, che richiede solidità economica molto forte. Ha costi elevati perché la FIGC vuole evitare iscrizioni fragili. Per il ripescaggio in Serie C, si deve fare ricorso acontributi a fondo perduto molto elevati, fideiussioni e depositi cauzionali.
La differenza pratica principale: per la riammissione torni dentro” perché avevi già una posizione sportiva vicina al campionato. Per il ripescaggio “sali” senza aver conquistato sul campo quella categoria, grazie a graduatorie e disponibilità economiche. Per quel che concerne poi l’ordine delle procedure, di norma si parte con le verifiche delle iscrizioni; si passa alle esclusioni/rinunce, quindi ci sono le riammissioni e solo successivamente gli eventuali ripescaggi. Le regole predisposte per la corrente stagione dalla Figc aprono un’autostrada per il Foggia, che nella graduatoria delle riammissioni fin da sabato prossimo (dopo il return-match di playout fra Torres e Bra) potrebbe ritrovarsi al primo posto.
COSTI. Per la riammissione servono: tassa d’iscrizione (6mila euro); diritti di segreteria (2mila euro); contributo Figc (20mila euro); fideiussione ordinaria bancaria (350mila euro); costi Covisoc (2500 euro); Diritti LND (1000 euro); altri oneri amministrativi (2500 euro).
Il totale fa: 384mila euro. Per il ripescaggio il discorso cambia. Nella forma e nella sostanza: tassa di iscrizione (6mila euro); diritti di segreteria (5mila euro); contributi Figc (20mila euro); contributo straordinario (600mila euro); fideiussione ordinaria bancaria (350mila euro); fideiussione integrativa (700mila euro); costi Covisoc (5mila euro); diritti LND (1000 euro); altri oneri amministrativi (5mila euro).
Il totale ammonta indicativamente a circa 1.7milioni di euro.
Vale a dire 1.3 in più rispetto alla riammissione. Un abisso.
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