Oggi il Foggia potrebbe avere il via libera per la riammissione in C. Non dovesse infatti entro mezzogiorno essere depositato presso il Tribunale di Terni il 10% della base d’asta per rilevare la Ternana, la strada potrebbe considerarsi definitivamente spianata. Non che il fallimento del club umbro rappresenti l’unica opzione spendibile per il club di Casillo e De Vitto, perché alla data del 16 giugno (termine ultimo per le iscrizioni al prossimo campionato) potrebbero registrarsi ulteriori defezioni. Ma nel frattempo si potrebbe dare una accelerata alla programmazione, sapendo da subito da quale categoria si ripartirà. Un vantaggio non di poco conto da sfruttare nel migliore dei modi, evidentemente.
Nelle ultime ore il dg della Ternana Calcio Mangiarano ha tracciato un percorso netto tra i sacrifici compiuti, il valore reale della società e gli scenari futuri, incluso quello più temuto: la cancellazione dell’affiliazione federale.
“Abbiamo i conti trasparenti e la certezza che non ci saranno sorprese, come decreti ingiuntivi o debiti nascosti che spuntano dalla sera alla mattina”, ha dichiarato il dirigente, che ha sottolineato come l’obiettivo principale del lavoro svolto sia stato quello di rendere il club “un’opportunità appetibile e non un bagno di sangue. Dal primo luglio 2028 la Ternana avrà zero euro di contratti in essere”.
Una pulizia di bilancio che, secondo il dg, renderebbe la base d’asta di 2,9 milioni di euro non solo giustificata, ma persino conveniente nel panorama del calcio italiano. Fondamentale a tal proposito, secondo Mangiarano, sarebbe stato il contributo straordinario della componente interna al club: dipendenti, dirigenti e calciatori, che hanno rinunciato volontariamente a una parte delle proprie spettanze, consentendo di ridurre il monte debiti di quasi 1,5 milioni di euro.
“È una situazione unica in Italia: si può dire che i dipendenti si sono ‘ricomprati’ l’azienda”, ha evidenziato ancora Mangiarano, definendo questo gesto “il vero miracolo”. Il direttore generale ha anche respinto l’idea di chi vorrebbe lasciar fallire il club per ripartire dalle categorie inferiori: “Chi pensa di far fallire la Ternana per ripartire dal basso non calcola che costerebbe milioni di euro vincere campionati come l’Eccellenza o la Serie D per tornare tra i professionisti”. In assenza di offerte oggi, però, l’asta di domani andrà tecnicamente deserta. Le conseguenze sarebbero immediate e irreversibili: il 26 maggio potrebbe terminare l’esercizio provvisorio concesso dal Tribunale di Terni, e il 28 maggio la Federazione revocherebbe l’affiliazione della Ternana, decretando la fine dell’attività agonistica di tutte le squadre del club, comprese le giovanili. La sensazione, ormai sempre più concreta, è che la Ternana Calcio sia arrivata alle ultime ore della sua storia professionistica.
Dopo giorni di contatti, incontri e tentativi per trovare un acquirente disposto a rilevare il ramo sportivo del club rossoverde, tutto lascia pensare che anche la seconda asta fissata dal Tribunale sia destinata a concludersi senza offerte. Secondo quanto riportato da Tag24 Mangiarano avrebbe esaurito ogni possibile tentativo per salvare la società e garantire continuità alla Ternana in Serie C. Il dirigente avrebbe prima aggiornato i curatori fallimentari, comunicando l’esito negativo degli incontri avvenuti a Roma con potenziali investitori interessati al club di via della Bardesca.
Successivamente sarebbe arrivata anche una comunicazione istituzionale al sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, per informarlo che l’ultimo tentativo di convincere un imprenditore a ripartire dalla Serie C attraverso l’acquisto del ramo sportivo non avrebbe prodotto sviluppi concreti. Lo scenario che si profila, dunque, ricalcherebbe quanto già accaduto il 13 maggio scorso, quando la prima asta si concluse senza partecipanti. Anche in questo caso la procedura sarebbe destinata a chiudersi con un nulla di fatto. Si avvicina, insomma, la fine della Ternana Calcio. Sta per chiudersi una storia lunga cento anni, in attesa di capire se e in quale forma il calcio rossoverde potrà ripartire attraverso nuovi progetti sportivi legati al territorio.
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