L’allarme, forte e chiaro, lo ha lanciato nei giorni scorsi Valerio Antonini. Il patron del Trapani, retrocesso in D e beffato da una truffa accertata che però consentirà al club a rivalersi solo sui responsabili senza sconti sulla categoria, ha tuonato via social: “Un autogol clamoroso della Figc. Ci sono almeno dodici club senza i requisiti minimi. Vedremo tantissime sorprese”, ha preannunciato l’imprenditore romano, che così ha lanciato ombre sinistre sulla prossima stagione in Lega Pro.
La prima scossa tellurica, nel frattempo, è già ufficiale e va nella direzione tracciata da Antonini: la Federazione ha appena revocato l’affiliazione della Ternana, posta in liquidazione giudiziale. Gli umbri non saranno al via della prossima Lega Pro, e il loro slot con ogni probabilità sarà ereditato dal Foggia, un’operazione di surroga simile allo switch Lucchese-Pro Patria della passata stagione. Ma questa è solo la punta dell’iceberg.
Il Tribunale Federale Nazionale ha infatti già inflitto pesanti penalizzazioni la scorsa settimana per inadempienze amministrative da scontare nel prossimo torneo, e tra queste, 9 punti al Crotone. Proprio in Calabria la situazione va facendosi drammatica. Dopo oltre 35 anni di presidenza Vrenna, il Crotone stringe i denti tra irrigidimento del credito bancario e vicende extra-sportive, vedendo a forte rischio la stessa iscrizione.
Ore febbrili anche a Cosenza, dove i tifosi contestano la proprietà, mentre si valuta un’offerta da un gruppo canadese, ed anche in questo caso l’iscrizione non sembra proprio una formalità. I termini sono perentori: entro venerdì 6 giugno i club dovranno saldare le mensilità di maggio, i contributi e presentare una fidejussione da 350 mila euro, doppia per le neopromosse; entro il 16, invece, va depositata l’iscrizione e i documenti relativi allo stadio e alle licenze.
Per i ripescaggi e le riammissioni la scadenza è fissata al prossimo 20 luglio. L’ordine di priorità per integrare l’organico vedrà in prima fila le seconde squadre di (al momento però non è pervenuta nessuna richiesta), poi le retrocesse dalla C e infine i club di D. Ed è qui che le norme approvate, che privilegiano le riammissioni rispetto ai ripescaggi in caso di domande incomplete o prive di garanzie, aprono uno scenario clamoroso per il girone A.
Chi fa il tifo per il caos amministrativo, infatti, è la Virtus Verona. La squadra di Gigi Fresco, retrocessa sul campo al termine dell’ultimo campionato, ha tenuto i conti in perfetto ordine. In Borgo Venezia la solidità gestionale è un dogma e, di fronte al probabilissimo effetto domino di esclusioni e rinunce che si manifesterà dopo il 16 giugno, i rossoblù sono in primissima fila per una clamorosa riammissione, legittimata dai meriti strettamente amministrativi. Per l’infinito presidente-allenatore si profila l’ennesimo miracolo, questa volta firmato direttamente dal bilancio.
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