Dopo quasi una settimana dalla scadenza dei termini per la presentazione delle domande al fine dell’ottenimento della licenza nazionale per la partecipazione alla stagione 2026/27, e salvo sorprese dell’ultimo minuto, tutte le società aventi diritto hanno risposto presente. In questa fase, e non prima del 30 giugno, le richieste passeranno al vaglio della Commissione per il controllo sui conti dei club professionistici (ex Covisoc), che dovrà certificare la regolarità dei requisiti economici e strutturali.
Le posizioni più delicate, almeno nella fase iniziale, sembravano essere quelle di Crotone e Cosenza. Per i pitagorici, la società ha comunicato di aver completato ogni adempimento necessario, formalizzando l’iscrizione alla Lega Pro per il campionato ‘26/27. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente Gianni Vrenna durante un incontro presso la sede di Confindustria Crotone, alla presenza del sindaco Vincenzo Voce e del presidente Mario Spanò, nel corso del quale è stato spiegato come il club abbia rischiato seriamente di non iscriversi ma sia riuscito a rispettare tutte le scadenze grazie a uno sforzo personale decisivo.
Il Cosenza, invece, ha dovuto affrontare una situazione più complessa legata all’impiantistica: lo stadio San Vito-Gigi Marulla resta infatti inutilizzabile a causa della revoca della licenza d’uso e della sospensione della convenzione con il Comune, con l’impianto destinato a lavori di riqualificazione. La società, proprio nelle ultime ore utili, ha trovato una soluzione grazie alla disponibilità del Comune di Crotone e della famiglia Vrenna, ottenendo l’ok per disputare le gare interne allo stadio Ezio Scida. Al netto di ulteriori sviluppi, il girone C dovrebbe essere composto da Altamura, Bari, Barletta, Casarano, Casertana, Catania, Cavese, Cerignola, Cosenza, Crotone, Foggia, Giugliano, Inter U23, Monopoli, Picerno, Potenza, Salernitana, Savoia, Scafatese e Sorrento. Dal punto di vista geografico, il raggruppamento meridionale presenta una configurazione inedita: Puglia e Campania la faranno da padrona e saranno rappresentate da sette squadre ciascuna, un dato che testimonia la vitalità calcistica delle due regioni e che riporterà in calendario derby storici e ad alta intensità emotiva, come quelli tra Foggia, Bari e Barletta o le sfide tra Savoia, Salernitana e Cavese.
La Basilicata conferma la presenza di Picerno e Potenza, la Calabria quella di Cosenza e Crotone, mentre la Sicilia sarà rappresentata dal solo Catania. A completare il quadro, l’Inter U23. Il livello di competitività si annuncia elevato, alimentato da rivalità radicate e da un contesto ambientale che, come spesso accade nel girone C, potrebbe portare a limitazioni nelle trasferte più delicate. Sul piano economico, emerge un dato che invita alla riflessione: il girone C non esprime una finalista playoff dalla stagione ‘22/23, quando il Foggia di Delio Rossi, allora guidato dal presidente Nicola Canonico, raggiunse l’ultimo atto prima di arrendersi al Lecco.
Nelle tre stagioni successive, le finali sono state monopolizzate da squadre dei gironi A e B, e questo nonostante il girone meridionale continui a essere quello con il monte ingaggi più alto. Nell’ultima stagione, infatti, la spesa complessiva ha raggiunto circa 87,5 milioni di euro, superiore del 65% rispetto al girone A e di quasi il 50% rispetto al girone B. Eppure, le due squadre più ambiziose del girone, Catania con 14 milioni e Salernitana con 10,7, si sono fermate in semifinale, mentre la finale ha visto protagoniste Union Brescia e Ascoli, i club che hanno speso di più nei rispettivi raggruppamenti.
Un paradosso che evidenzia come l’investimento economico, da solo, non basti a garantire risultati e che richiama l’importanza della programmazione tecnica e della stabilità societaria. Il mercato estivo aprirà ufficialmente il primo luglio, ma molte società hanno già iniziato a muoversi per definire assetti dirigenziali e scelte tecniche.
Il Foggia ha deciso di ripartire da due figure simboliche come Gianni Francavilla e Peppino Pavone, con l’obiettivo di rilanciare un progetto che nelle ultime stagioni ha vissuto troppe oscillazioni.
Il Catania punta dichiaratamente alla vittoria del campionato e ha affidato la direzione sportiva a Fortunato Varrà, proveniente dall’area tecnica del Napoli, mentre per la panchina il nome più caldo resta quello di Pietro De Giorgio.
La Salernitana prosegue con Daniele Faggiano come direttore sportivo e con Serse Cosmi in panchina, tecnico che ha già condotto i granata fino alla semifinale playoff.
In casa Audace Cerignola, dopo il cambio di proprietà, è stato confermato il direttore sportivo Elio Di Toro con rinnovo fino al 2028, mentre Raimondo Catalano, reduce dal trionfo con il Savoia, è destinato a diventare il nuovo allenatore.
Tra le pugliesi, l’Altamura ha confermato Lauriola come direttore sportivo e affidato la panchina a Ledian Memushaj, ex centrocampista con esperienza recente in Serie D. Il Monopoli riparte dal direttore Marcello Chiricallo e dal tecnico Alberto Colombo, mentre il Casarano ha scelto di proseguire con Vito Di Bari dopo l’ottima stagione culminata col raggiungimento dei playoff.
A Picerno restano Greco come direttore sportivo e Claudio De Luca in panchina. Tra le neopromosse, il Barletta conferma Massimo Paci, artefice della risalita in Serie C, mentre la Scafatese riparte da Giovanni Ferraro, guida tecnica decisiva per il salto di categoria. Ora l’attesa si concentra sul responso della Commissione per il controllo dei conti dei club, l’avvio ufficiale del mercato e, a fine luglio, sulla composizione definitiva dei gironi e sul sorteggio del calendario, che daranno forma concreta alla stagione. Si parte il 23 agosto.
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