Elio Di Toro la sua scelta l’ha fatta: sarà Raimondo Catalano a guidare l’Audace Cerignola nella prossima stagione, quella del nuovo corso. La scelta del 52enne tecnico barese non è casuale, e racconta molto della direzione che il ds vuole dare al nuovo ciclo gialloblù. Catalano arriva dalla promozione in Serie C ottenuta con il Savoia al termine di una stagione molto positiva. Prima ancora aveva costruito la sua carriera soprattutto in Serie D, guidando squadre come Fidelis Andria, Gravina, Fasano e Manfredonia. Nel suo curriculum c’è anche l’esperienza con la Primavera del Bari, rilevata in una situazione difficile e portata alla salvezza. Pur avendo appena conquistato il professionismo, non ha ancora allenato stabilmente in Serie C: quella di Cerignola sarebbe dunque la sua prima vera opportunità su una panchina professionistica.
Ci sono almeno cinque motivi per cui la scelta è ricaduta su di lui: Catalano e Di Toro hanno già lavorato insieme ai tempi del Manfredonia nella stagione ‘16-17. Inoltre sta per ritrovare figure dello staff come Maurizio Nanula e Antonio Cagnazzo, che conosce bene. Questo riduce i tempi di adattamento e favorisce una sintonia immediata. Dopo la promozione con il Savoia, Catalano arriva a Cerignola con una forte motivazione personale: dimostrare di poter fare bene anche tra i professionisti. È un profilo in crescita, non un tecnico a fine carriera. Le sue squadre sono note per pressing, aggressività, intensità e costruzione del gioco. Predilige sistemi come il 3-4-1-2 o il 3-4-2-1, moduli che si sposano bene con l’identità tecnica che il Cerignola ha costruito negli ultimi anni. L’esperienza con la Primavera del Bari e il lavoro svolto in Serie D lo hanno reso un tecnico abituato a lavorare con calciatori giovani e da forgiare. Un aspetto importante in una società che deve mantenere sostenibilità economica e valorizzazione del patrimonio tecnico.
Catalano non sarebbe la prima “scommessa” del ds gialloblù: già in passato Di Toro ha puntato su tecnici emergenti come Michele Pazienza e Ivan Tisci. Catalano nlon è molto dissimile da questi profili: preparato, ambizioso, con idee moderne e margini di crescita. L’unica incognita è il salto di categoria. Vincere in Serie D e allenare in Serie C sono due cose fra di loro molto diverse: aumentano qualità degli avversari, pressione, gestione della rosa e aspettative. Catalano arriva però dopo aver superato un lungo casting e aver battuto la concorrenza di profili più esperti, segno che la società è convinta della scelta. Più che un allenatore “di nome”, il Cerignola ha scelto un allenatore “di progetto”. Se il mercato gli consegnerà una squadra costruita sulle sue caratteristiche, è plausibile aspettarsi una formazione aggressiva, organizzata e con molti giovani valorizzati. La sensazione è che Di Toro abbia privilegiato la compatibilità con il nuovo ciclo tecnico rispetto all’esperienza pura in categoria.
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