E se il Foggia, con la riammissione in tasca, tentasse di giocarsi la carta per giocare nel girone B di Serie C? La questione al momento è stata solo sfiorata dai vertici del club, che fino ad oggi ha lavorato dietro le quinte per avere certezze circa la ripartenza dalla terza serie. Ma non è detto che dopo il 25 luglio un tentativo non venga esperito.
Molto dipenderà anche da ciò che suggerirà l’avvocato Edoardo Chiacchio, impegnato in questa fase in prima linea a perorare la causa del club rossonero per ottenere la ripartenza dalla terza serie nazionale. In linea teorica la strada sarebbe percorribile, per quanto non si tratti di un diritto.
Con la riammissione il Foggia oltre che rimpiazzare la Ternana, potrebbe cimentarsi anche nell’impervia strada di sostituirla pure nel girone di appartenenza: il club rossonero comincia a pensarci su seriamente e potrebbe anche decidere di avanzare istanza per essere inserito nel girone B, l’operazione è possibile e contemplata dalle norme federali. Che attribuiscono alla Lega Italiana Calcio Professionistico, d’intesa con la Federazione Italiana Giuoco Calcio, il potere di formare i tre gironi secondo criteri prevalentemente geografici, ma anche tenendo conto dell’equilibrio complessivo del campionato.
Non esiste cioè una norma che imponga alla squadra riammessa di essere collocata nello stesso girone della stagione precedente. Nel caso del Foggia, se la riammissione sarà formalizzata intorno al 25 luglio, il club potrà certamente presentare un’istanza, chiedendo l’inserimento nel girone B anziché in quello C.
La richiesta sarebbe ammissibile dal punto di vista procedurale, ma avrebbe natura esclusivamente discrezionale: spetterebbe cioè alla Lega Pro poi valutare se accoglierla o meno.
Dal punto di vista pratico, gli argomenti che il Foggia potrebbe far valere nelle sedi competenti potrebbero essere: la necessità di riequilibrare numericamente i tre gironi; la presenza di numerose squadre pugliesi e campane nel girone C, che potrebbe rendere più logica la redistribuzione di una società verso il B; il fatto che il regolamento non prevede un vincolo assoluto di permanenza nel girone geografico “naturale”.
Detto questo, però, ad oggi lo scenario appare poco probabile. Le indiscrezioni che circolano in queste settimane danno per più verosimile un girone C con il Foggia inserito insieme alle altre squadre del Sud, anche se la composizione definitiva sarà decisa soltanto dopo la chiusura delle procedure di riammissione e iscrizione.
Il club esce da una fase di profonda ristrutturazione e, dopo il cambio di proprietà, è alla ricerca di una sua nuova dimensione. Il Foggia di Casillo&De Vitto non ha oltretutto dalla sua quel peso politico che gli potrebbe permettere di giocarsi la partita con buone possibilità di successo.
Ricapitolando: l’istanza è possibile; non esiste un divieto regolamentare; la decisione è totalmente nelle mani della Lega Pro, che può accoglierla oppure respingerla in base ai criteri organizzativi dei girone.
La palla adesso passa al Foggia.
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