A San Marco in Lamis sono numerosi gli interrogativi sollevati dall’indagine di Procura di Foggia e Guardia di Finanza su presunti episodi di corruzione, turbativa negli appalti pubblici, induzione indebita, falso, omissione di atti d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, truffa e reati in materia di lavori pubblici. Tra gli indagati, com’è noto, ci sono diverse persone per fatti legati al paese garganico, a partire dal sindaco piddino Michele Merla (ad un anno dalle elezioni comunali del 2027), dal dirigente comunale Antonio Del Mastro, dall’ex dirigente comunale Tullio Daniele Mendolicchio (oggi al Comune di Foggia), dal funzionario comunale Giuseppe Martino e dal dirigente scolastico dell’istituto Giannone, Costanzo Cascavilla. In Comune non paiono finora esser state adottate misure di sospensione cautelare preventiva volte a tutelare l’ente fino all’accertamento giudiziario dei fatti. Eppure le questioni oggetto dell’inchiesta sono pesantissime, come quella che riguarda l'attuale dirigente del settore lavori pubblici e manutenzione, ovvero l’ingegnere Del Mastro, che per gli inquirenti avrebbe falsamente attestato l'assenza di causa e incompatibilità tra l'ufficio pubblico ricoperto e l'essere socio di Res Aedificatoria Real Estate srl, società che ha in corso di realizzazione un complesso residenziale nel paese garganico. Inoltre, la realizzazione del complesso immobiliare avrebbe comportato la commissione di gravi illeciti superati formalmente con la redazione dell'attuale Piano urbanistico generale del Comune sammarchese, atto che sarebbe viziato da irregolarità e omissioni di natura tecnica.
E’ per tale ragione che il pm Giuseppe Mongelli ha chiesto al Comune: tutti i permessi a costruire, nonché relativi fascicoli istruttori, rilasciati all’impresa del dirigente Del Mastro, ovvero Res Aedificatoria Real Estate srl; l'atto di sottomissione, datato 31 ottobre 1975 e registrato il 10 novembre di quell’anno col numero 8051 presso il Comune di San Marco in Lamis; il PUG (Piano urbanistico generale) del Comune approvato con delibera del consiglio comunale nel 2014, in particolare per quel che attiene al regolamento edilizio per le nuove costruzioni; gli atti di nomina di Del Mastro per gli incarichi ricoperti nel tempo presso il Comune di San Marco in Lamis.
Il dirigente è tuttora al proprio posto, tant’è che nel mondo politico c’è perplessità. “Del Mastro ha autocertificato di non avere cause di incompatibilità. La segretaria generale Graziella Cotoia, nella sua veste di responsabile anticorruzione, che ha fatto? Ha controllato? E che succede ora che è in corso un’inchiesta? Non risulta nessun atto, anche solo in autotutela dell'ente, nei confronti dell'ingegnere. E la giunta che dice? Che dice il vicesindaco Potenza, il quale è anche assessore al ramo?”, si domandano alcuni sammarchesi.
Già a gennaio 2025 l’Attacco evidenziò i dubbi circolanti a San Marco in Lamis dopo che il dirigente Del Mastro, assunto con l’articolo 110 del Tuel, all’incarico relativo all’urbanistica aggiunse anche quello dei lavori pubblici, rimasto vacante dopo l’assunzione di Mendolicchio presso il Comune di Foggia. L’ex assessore comunale Del Mastro, infatti, appariva controllore e controllato al contempo, per via del suo coinvolgimento nell’affare del villino Serrilli. Come rivelato su queste colonne nel 2024 e mai smentito dai diretti interessati, sono nomi noti quelli relativi al caso della demolizione e ricostruzione dell’antica villa Serrilli, tutelata dalla Soprintendenza, in favore della costruzione di numerosi appartamenti nel pieno centro della città garganico. Il vincolo della Soprintendenza fu dapprima confermato dal TAR ma poi annullato dal Consiglio di Stato.
L'area interessata è stata per ben due volte asservita ad inedificabilità e vi erano state ben due dinieghi ad edificare da parte dell'amministrazione comunale nel 1994, col sindaco Galante, e nel 2011 con atto a firma del responsabile del Settore urbanistica, ingegnere Mendolicchio, il quale ricoprì tale incarico fino al termine del 2023. Poi ne prese il posto l’ingegner Del Mastro, fino a quel 31 dicembre 2023 responsabile del Settore lavori pubblici e manutenzione. Villa Serrilli tempo fa fu acquistata dalla Res Aedificatoria Real Estate srl, costituita nel 2012 e avente come amministratore unico Antonio Nardella. L’Attacco evidenziò che erano però altre quattro persone quelle che comparivano come soci della srl: al 33,33% ciascuno il dirigente comunale Antonio Del Mastro e Gentile Costruzioni srl (dunque il costruttore Pietro Gentile), mentre al 16,67% ciascuno l’ingegnere Giacinto Lombardi e suo fratello Franco Nazario Lombardi (marito della consigliera comunale e dirigente scolastica Elisa Catta).
Oggi alcuni sammarchesi segnalano a l’Attacco che, stando alla giurisprudenza, l’asservimento a vincolo di inedificabilità non è superabile dal PUG. Stando alla sentenza del Consiglio di Stato 4134/2011 “l’atto di asservimento ha carattere definitivo ed irrevocabile”. “Proprio per le sue caratteristiche di strumento di pianificazione e delle sue possibilità di utilizzo, è del tutto evidente che lo strumento urbanistico (in questo caso il PUG), nel disporre le future conformazioni del territorio, considera le sole “aree libere”, tali dovendosi ritenere quelle “disponibili” al momento della pianificazione, e ancor più precisamente quelle che non risultano già edificate (in quanto costituenti aree di sedime di fabbricati o utilizzate per opere di urbanizzazione), ovvero quelle che, nel rispetto degli standard urbanistici, risultano comunque già utilizzate per l’edificazione (in quanto asservite alla realizzazione di fabbricati, onde consentirne lo sviluppo volumetrico)”, è l’analisi della sentenza. “Diversamente opinando, ogni nuova pianificazione risulterebbe del tutto scollegata dalla precedente, potendo da questa prescindere, e di volta in volta riguarderebbe, senza alcuna contestualizzazione storica, una parte sempre più esigua del territorio comunale (cioè quella non ancora occupata da immobili e manufatti), valutata ex novo. In tal modo, la pianificazione urbanistica si ridurrebbe a considerare il territorio solo nella sua mera possibilità di edificazione, in quanto non ostacolata da presenze materiali, e non già come un bene da conformare per il migliore sviluppo della comunità, salvaguardando i diritti costituzionalmente garantiti degli individui che su di esso vivono ed operano. Ciò comporta che l’eventuale modificazione del piano regolatore, che prevede nuovi e più favorevoli indici di fabbricazione, non può che interessare, nell’ambito della zona del territorio considerata dallo strumento urbanistico, se non le sole aree libere, nel senso sopra precisato, con esclusione, quindi, di tutte le aree comunque già utilizzate a scopo edificatorio, ancorché le stesse si presentino “fisicamente” libere da immobili”.
C’è infine un’ultima segnalazione giunta da lettori di San Marco in Lamis rispetto a Del Mastro. Lo scorso 19 marzo la giunta Merla approvò una delibera di mobilità intersettoriale, in base alla quale Martino (che tra qualche mese andrà in pensione) fu spostato dal settore lavori pubblici agli affari generali. Perse dunque il ruolo di RUP nella procedura di appalto da 7.516.583,87 euro per l’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione relativi all’intervento dei lavori di messa in opera di misure di prevenzione della ex discarica comunale ubicata in contrada Coppe Casarinelli. Poi, con la determina n. 248 del 4 maggio 2026, Del Mastro si autonominò RUP per l’ex discarica, pur essendo per taluni incompatibile avendo firmato diversi atti inerenti a tutto l’iter di affidamento e progettazione dell’opera.
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