Domiciliari per Massimo Sireno: è accusato di aver minacciato imprenditore per farsi consegnare 20mila euro

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Arresti domiciliari sono stati disposti per due soggetti, uno dei quali candidato come consigliere comunale a Foggia nell’ottobre del 2023, che avrebbero avvicinato un noto imprenditore del sub-appennino dauno chiedendo di versare la somma di 20mila euro quale contributo per la campagna elettorale, prospettando benefici per l’impresa. L’imprenditore non ha voluto versare la cifra richiesta, considerata da lui forse una sorta di ricatto: da qui, sarebbero conseguite esplicite minacce, anche di morte, nei confronti della vittima e dei suoi familiari da parte dell’esponente politico, nel frattempo dichiarato impresentabile, e dall’altro soggetto. Alle prime ore del mattino di ieri, dunque, i finanzieri del Comando provinciale di Foggia hanno dato esecuzione al provvedimento del Giudice per le indagini preliminari che ha disposto le misure cautelari a carico dei due indagati per tentata estorsione aggravata. “Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, si fondano su un quadro indiziario ricostruito dai finanzieri della Tenenza di Lucera al termine di una minuziosa attività di polizia giudiziaria”, riferiscono le Fiamme Gialle che – contattate da l’Attacco – sono rimaste abbottonate sulla vicenda. È probabile che l’imprenditore minacciato abbia denunciato il fatto e da qui sarebbero partite le indagini degli investigatori. Uno dei due arrestati è Massimo Sireno, ex artigiano 62enne, candidato nell’ottobre scorso nella lista di Forza Italia a sostegno di Raffaele di Mauro. Non si conosce il nome dell’altra persona finita agli arresti domiciliari e men che meno dell’imprenditore minacciato. Anche se si possono avanzare delle ipotesi, che tali restano ad oggi. 

Le indagini potrebbero svelare un quadro ben più complesso. Secondo quanto ipotizzato, infatti, ci potremmo trovare di fronte a uno schema in cui taluni soggetti opererebbero da anelli di congiunzione tra la componente imprenditoriale, impegnata a partecipare a gare pubbliche, e dirigenti e funzionari delle tecnostrutture, questi ultimi sia nella loro funzione apicale di responsabili dell’area tecnica che in qualità di componenti delle commissioni giudicatrici degli appalti.

Sireno aveva già tentato, precedentemente, la strada elettorale. Lo aveva fatto nel 2019, con l’Unione di Centro, al fianco di Franco Landella, senza raggiungere Palazzo di Città. Come detto, la Commissione parlamentare antimafia lo aveva indicato come impresentabile. All’epoca, infatti, era emersa – secondo la commissione – una condanna di primo grado del giudice monocratico del tribunale di Bari. Non si fece attendere la risposta di Sireno. “Non ho mai ricevuto formale notifica in afferenza alla esistenza di un procedimento penale pendente innanzi al giudice monocratico del Tribunale”, aveva dichiarato. 

Così, invece, si era espresso il senatore Dario Damiani: “Ero ignaro della pendenza del procedimento penale pendente presso il Tribunale di Bari (ossia di un circondario diverso dal suo luogo di residenza) e in presenza di un certificato che non riportava alcuna condanna, è stata accolta la candidatura in perfetta buona fede. Pur nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, stigmatizzo la condotta del candidato Sireno, il quale ha sottaciuto la pendenza di un procedimento penale che si è tradotto in una sentenza di condanna. Non è mai stato iscritto al Partito di Forza Italia e la sua candidatura è stata accolta quale indipendente”.  

Foggia deve tornare nelle mani dei foggiani. Basta con questi baresi che hanno distrutto la nostra città”, era la presa di posizione di Sireno rilasciata anche ai microfoni de l’Attacco in un’intervista.

E sull’attuale sindaca Marida Episcopo diceva: “È sicuramente una donna in gamba, una che sa il fatto suo. Il vero problema sono i personaggi di cui si è contornata. È tutta gente che vuole fare gli interessi di Bari, non di Foggia. Non possiamo lasciare loro le chiavi della nostra città. Prendete me, ad esempio. Io sono nato in via Lucera, nelle viscere di Foggia. Sono foggiano fino al midollo e voglio solo il bene per la mia comunità. Fui soddisfatto, nel 2019, dei consensi che presi. Questa volta, però, sono convito di poter fare ancora meglio e di riuscire a entrare in Consiglio comunale. Purtroppo paghiamo lo scotto di essere troppo vicini a Franco Landella e alla sua amministrazione, in quanto centrodestra”.

Proprio sull’ex primo cittadino aveva affermato: “Fui felicissimo della vittoria di Landella. Poi le cose sono andate come sono andate. Franco ha fatto i suoi errori e li ha pagati a caro prezzo. Oggi (era ottobre 2023, ndr) tutti lo attaccano. La campagna elettorale è diventata una corsa a chi ne prende meglio le distanze. Ma non dobbiamo dimenticarci che anche il centrosinistra ha arrecato un sacco di danni alla nostra città. Personalmente, affondo le mie radici politiche e culturali nella tradizione legata al centrodestra ma, a prescindere da questo, adesso è giunto il momento di cambiare in meglio la nostra città e farlo per davvero. Con i foggiani al comando, non con i baresi. Il mio è un accorato appello a tutti quegli elettori che credono nella rinascita di Foggia e che intendono ricollocarla ai vertici della politica provinciale, regionale e nazionale”, aveva concluso.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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