Nel giorno in cui l’Italia celebra il Primo Maggio e i diritti conquistati dai lavoratori, da Manfredonia arriva una notizia che parla esattamente di quei diritti: la sicurezza sul luogo di lavoro, la tutela della salute, la responsabilità dei datori di lavoro pubblici. Una vicenda rimasta finora sotto traccia, ma che nelle ultime ore ha assunto contorni molto più concreti.
Venerdì 24 aprile, nella tarda mattinata, alcuni funzionari dell’ASL Foggia sono stati visti entrare negli uffici decentrati del Comune di Manfredonia sul lungomare Nazario Sauro, negli spazi che un tempo ospitavano la scuola Bozzelli. In quelle quattro stanze lavorano dipendenti comunali e personale della C&C, la società concessionaria dei tributi. Il sopralluogo – secondo quanto appreso da fonti confidenziali – sarebbe stato attivato a seguito di una segnalazione proveniente da rappresentanti sindacali, preoccupati per le condizioni igienico‑sanitarie dei locali.
La visita dell’ASL non è stata una semplice ricognizione. Stando alle informazioni raccolte, sarebbe stato concesso al Comune un termine di sette giorni per intervenire e mettere in sicurezza gli ambienti. Sette giorni che scadono oggi, 1° maggio: una data simbolica, ma anche paradossale, perché coincide con una festività nazionale che introduce un fine settimana lungo. In pratica, quando lunedì i dipendenti torneranno al lavoro, sarà tecnicamente impossibile che quegli uffici siano ancora agibili.
Il rischio concreto è che gli spazi sul lungomare vengano dichiarati inadeguati e che il personale non possa farvi rientro. L’unica soluzione immediata sarebbe trasferire gli uffici in una parte di Palazzo San Domenico che non presenti criticità strutturali. Ma anche questa ipotesi appare complicata: non ci sono stanze libere, e ogni spostamento richiederebbe una riorganizzazione interna non semplice da realizzare in poche ore.
A confermare la gravità della situazione c’è la lettera firmata dal dirigente comunale, architetto Michele Prencipe, inviata nei giorni scorsi in risposta alle sollecitazioni dei dipendenti e delle sigle sindacali. Nel documento, il dirigente riconosce le criticità e la legittimità delle preoccupazioni dei lavoratori, ma sottolinea l’“oggettiva impossibilità” di procedere a interventi immediati senza prima individuare una sede alternativa e senza la necessaria copertura finanziaria.
Il quadro tecnico, del resto, è noto da tempo. In un’altra comunicazione ufficiale, il Settore Lavori Pubblici aveva già evidenziato la presenza di umidità di risalita capillare, definendola un “vizio strutturale” dell’edificio e non un problema legato alla manutenzione ordinaria. Per un risanamento vero e proprio servirebbero mesi di lavori, locali completamente sgomberi e fondi dedicati.
La domanda, ora, è cosa accadrà lunedì. I dipendenti non possono essere inviati in ambienti potenzialmente insalubri, ma il Comune non sembra disporre di spazi alternativi pronti all’uso. Una situazione che mette in tensione diritti fondamentali: da un lato la tutela della salute dei lavoratori, dall’altro la continuità dei servizi essenziali per i cittadini.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).