Vigna Nocelli, tossinfezione alimentare: spunta nuova ipotesi, numerosi casi a prime comunioni 3 maggio

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Fa ancora discutere il caso Vigna Nocelli. Nell’edizione di giovedì scorso, l’Attacco raccontò di trenta casi di tossinfezione alimentare che sarebbero stati causati dall’ingestione di ostriche avariate dopo un banchetto presso il relais 5 stelle situato tra Foggia e Lucera. Il tentativo di verificare quanto riportato da una fonte interna dovette fare i conti con il muro eretto dal dottor Angelo Castelluccio, direttore della Struttura Complessa del Servizio Veterinario di Igiene degli Alimenti di Origine Animale “Area B” della ASL Foggia, che ci liquidò in pochi secondi riferendo come non potesse dare alcuna informazione. L’articolo ha suscitato particolare clamore e ha trovato diverse conferme da parte di chi è rimasto direttamente coinvolto. Ieri, l’Attacco ha deciso di dare diritto di replica al gestore e proprietario del Grand Hotel Vigna Nocelli, nonché presidente della Camera di Commercio di Foggia, Pino Di Carlo – come già aveva provato a fare mercoledì scorso –, che ci ha tenuto a smentire categoricamente quanto riportato nell’articolo. L’imprenditore ha precisato come nell’ultimo periodo si stiano verificando numerosi casi di gastroenterite virale e che sarebbe stata questa la causa dei dolori intestinali avvertiti da alcuni ospiti del relais in agro di Lucera. Dopo una breve lezione di deontologia professionale, Di Carlo ha aggiunto, relativamente alle ispezioni dei NAS, come ci sarebbero state delle verifiche, che però non avrebbero portato a nulla. Tuttavia, quello che è emerso nella tarda mattinata di ieri racconta una realtà completamente diversa. Se la causa associata ad una partita di ostriche avariate regge ancora, per quanto le testimonianze giunte direttamente a l’Attacco – di cui leggerete più avanti –, avrebbero confermato come anche chi non abbia consumato pesce crudo si sarebbe sentito male, la nuova possibile causa potrebbe essere rintracciata nell’approvvigionamento idrico. Il Grand Hotel Vigna Nocelli, infatti, si servirebbe di acqua proveniente dal Consorzio di Bonifica, senza però possedere un impianto di potabilizzazione a norma. Inoltre, sembrerebbe non aver completato l’iter autorizzativo e sarebbe, quindi, sprovvisto della certificazione finale. Ad ogni modo, è acqua utilizzabile ad uso esclusivo di servizi di pulizia e per il verde.

Le prime comunioni dello scorso 3 maggio, tenutesi nel relais 5 stelle, da una giornata di festa si sono trasformate in giorni e notti di agonia. A distanza di poche ore, si sono infatti verificati centinaia di casi di dissenteria, vomito e spossatezza, costringendo gli invitati a utilizzare medicinali e a restare allettati per diverse ore. Tuttavia, non rappresenterebbero un caso isolato. Infatti, sono stati segnalati diversi episodi anche antecedenti alla cerimonia dello scorso fine settimana, in particolare un matrimonio tenutosi il 1° maggio scorso. Ma non è l’unico.

“Domenica scorsa, assieme alla mia famiglia, siamo andati a Vigna Nocelli per festeggiare una prima comunione. Eravamo una trentina, in una sala con almeno duecento persone. C’erano sette prime comunioni e una cresima – racconta un testimone –. Premetto che non abbiamo mangiato pesce crudo, ma solo una tartare di carne, eppure già dalla notte metà di noi è stata male, mentre altri hanno accusato disturbi nei giorni successivi, come nausea, vomito, mal di testa, spossatezza e dolori articolari. E alcuni sono ancora acciaccati. Abbiamo contattato anche la struttura, che ci ha detto come fosse stato a causa di un virus intestinale e che avesse colpito solo la nostra famiglia. Il giorno successivo, parlando con diverse persone, ho capito però che non fosse un caso isolato”.

E aggiunge: “Il 1° maggio c’è stato un matrimonio di oltre duecento invitati, e circa metà è stata male. La sposa, tra l’altro, ha fatto anche una serie di telefonate alla struttura per lamentare l’accaduto”. Ma come anticipato, non si tratta di episodi limitati alla settimana scorsa: “Ho saputo anche di episodi precedenti – continua –. Una famiglia di Pietramontecorvino, e parliamo addirittura di dicembre, e un’altra di Alberona. Non è un virus intestinale, credo invece che andrebbe fatto un bel controllo”.

Mentre un’altra testimone, anche lei invitata ad una comunione lo scorso 3 maggio e vittima insieme alla sua famiglia di dolori intestinali, ha fatto sapere come avrebbe manifestato l’intenzione di segnalare l’accaduto alle autorità competenti.

Al racconto del primo testimone, si è aggiunta una seconda testimonianza, che ha spiegato: “Domenica scorsa ero ad una comunione a Vigna Nocelli. In sala eravamo circa duecento persone. Noi eravamo una trentina e almeno la metà ha accusato debolezza, dissenteria e brividi di freddo. Ma è stato male anche chi non ha consumato pesce crudo. Già il giorno dopo sentivo che qualcosa non andasse. Adesso abbiamo ancora qualche sintomo residuale, come lievi giramenti di testa, ma per fortuna il peggio è passato”. 

Poi, conferma la segnalazione offerta dal primo testimone: “Posso anche aggiungere che un’amica di mio padre, anche lei alla comunione, era stata invitata ad un matrimonio il 1° maggio, al quale però non ha partecipato, ma gli è stato riferito che la maggior parte degli invitati ha patito gli stessi sintomi”.

Infine, l’Attacco ha provato a contattare la struttura, perché sembrava fosse stata disposta la chiusura preventiva del ristorante. Dalla reception ci hanno risposto: “Credo non sia possibile”, aggiungendo solo in un secondo momento come risultassero al completo. Ma, ovviamente, ciò non conferma la chiusura, sicuramente non dell’hotel.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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