San Menaio, vandalizzato lido Onda Azzurra: 70 lettini tagliati da ignoti nella notte, c’entrano i parcheggi

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Un atto vile e meschino quello subito da Barbara Arcaroli, proprietaria dello stabilimento balneare “Onda Azzurra” alle porte di San Menaio. Nella notte tra il 4 e il 5 luglio scorso, ignoti hanno tagliato 70 lettini dei 160 complessivi, causando un danno non indifferente alla gestrice. Casus belli un post social, apparso sul proprio profilo Facebook la mattina precedente all’evento, in cui scrisse testualmente: “Non capisco come mai, lungo tutta la strada di San Menaio, con i dovuti parcheggi a pagamento, c’è solo un lido che ha diritto al suo parcheggio riservato e gratis! Spiegatemelo per favore!”. Intervistata da l’Attacco, Arcaroli ha spiegato nel dettaglio quanto accaduto. “Da quando hanno attivato i parcheggi a pagamento sulla strada antistante al lido, così come lungo tutta la statale, ho sempre avuto un pò il fiato sul collo. L’anno scorso, i parcheggi a pagamento sono stati attivati a maggio, quando ancora non c’era nessuno, mentre stavo ripristinando la spiaggia e sistemando il chiosco per affrontare la stagione estiva. Ero, quindi, l’unica auto parcheggiata e i vigili di Vico del Gargano insistevano affinché pagassi. Io l’avrei anche fatto, ma nel momento in cui mi avessero concesso un parcheggio riservato al lido. Questo perché, ad agosto, se lascio il parcheggio per recarmi a casa, abitando per di più dalla parte opposta del lido, sono costretta a scandagliare tutta la litoranea alla ricerca di un parcheggio”, continua. “Quest’anno, i parcheggi sono stati affidati ad una società appaltatrice. Mi è capitato di avere delle discussioni con i parcheggiatori, ma nulla di serio. Ciò che mi premeva sottolineare maggiormente nel post Facebook era che mentre davanti al mio lido erano così meticolosi, davanti ad un altro stabilimento balneare c’era invece un posto riservato gratuito”. Quello di Arcaroli non voleva essere un j’accuse, ma semplicemente un’osservazione fatta bonariamente. Sta di fatto che la notte stessa della pubblicazione le sono stati tagliati quasi la metà dei lettini. Immediatamente, in segno di solidarietà, tanti lidi, compreso lo stesso che la proprietaria menzionava nel suo post, si sono fatti avanti per prestarle i lettini mancanti. Poi, Arcaroli fa una precisazione molto importante ai fini della ricostruzione: “Escluderei a priori qualsiasi titolare di lido. Ed escludo qualsiasi di forma di racket. A San Menaio siamo sempre stati super tranquilli. La cosa più grave accaduta è stata trovare qualche lettino spostato, mai altro. Si è trattato semplicemente di uno sgarbo nei confronti della mia persona”.

La gestrice dello stabilimento balneare afferma come abbia ricevuto, proprio in seguito all’accaduto, addirittura una telefonata da EasyPark – app per il parcheggio –, durante la quale le è stato chiesto perché non usufruisse delle agevolazioni per le partite IVA, alla cui domanda ha risposto “sto aspettando una bici elettrica. Appena arriverà, utilizzerò quella per spostarmi”. Archiviato il discorso sull’atto vandalico subito, l’Attacco è tornato ad affrontare il tema erosione costiera, che ha colpito in particolar modo il litorale che da Rodi Garganico conduce a San Menaio, affrontato su queste colonne mercoledì scorso.

“Non sono una geologa”, esordisce Arcaroli, “però è chiaro come il porto di Rodi abbia deturpato tutta la costa. Infatti, personalmente pago un bel pò di soldi per dell’acqua, perché la spiaggia sta scomparendo anno dopo anno”.

Da 100 ombrelloni, il lido “Onda Azzurra”, nato nel 1997 con la mamma della signora Barbara, che è poi subentrata nella concessione dal 2007, oggi può contare su 75 ombrelloni, il 25% in meno.

“Già da quel momento la spiaggia si stava molto accorciando. Poi c’è stata l’alluvione del 2014, che ha riversato lungo tutta la costa, soprattutto in direzione del mio lido, una quantità enorme di sassi provenienti dal canale, che però non sono stati mai tolti perché considerati un bene naturale”, racconta. “Quindi, sia la costruzione del porto prima che l’alluvione poi hanno fatto arretrare di molto la spiaggia. Per cui, mi ritrovo a pagare la concessione demaniale e la TARI per 1.000 metri di mare”.

Un’ulteriore questione sollevata è stata quella dell’inutilità del dragaggio, intervento rivelatosi dispendioso e destinato ad esaurirsi nel giro di pochi mesi, senza quindi garantire risultati duraturi. “L’anno scorso, quando hanno fatto il dragaggio, la spiaggia si era effettivamente allargata, seppur non di molto”.

La considerazione che fa Arcaroli rende bene l’idea sulla reale utilità delle operazioni di dragaggio: “Sembravano i bambini che costruiscono i castelli di sabbia e poi arriva l’onda che butta giù tutto”.

La proprietaria del lido ritiene che sarebbe un lavoro da effettuare tutti gli anni, ma talmente proibitivo in termini di costi, e comunque non risolutivo, che appare chiaro come non sia alla fin dei conti l’intervento corretto.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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