Grave situazione igienico-sanitaria della Casa Circondariale di Foggia. Richiesta di sopralluogo istituzionale

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"Gentile Signora Sindaca, il sottoscritto Federico Pilagatti, Segretario Nazionale del SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa del Corpo, intende rappresentare la gravissima situazione igienico sanitaria in cui versa la Casa Circondariale di Foggia a causa di un livello di sovraffollamento tra i più elevati del Paese. L'istituto penitenziario, infatti, dispone di una capienza di circa 300 posti ma ospita attualmente oltre 650 persone detenute, quasi + 220% a fronte di un sovraffollamento nazionale del 135/140%".

"A tale situazione si aggiungono gli effetti delle eccezionali ondate di calore che stanno interessando il territorio in queste settimane, con temperature particolarmente elevate che aggravano ulteriormente le già precarie condizioni igienico sanitarie nonché di vivibilità dell'istituto, determinando una situazione di sofferenza che coinvolge sia le persone detenute sia il personale di Polizia Penitenziaria. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'esposizione prolungata a temperature superiori a 35 °C, in presenza di elevata umidità e in assenza di adeguati sistemi di raffrescamento, determina una condizione di grave stress termico, poiché il corpo umano non riesce più a disperdere efficacemente il calore accumulato e di conseguenza aumentano il rischio di tachicardia, disidratazione e stati di confusione mentale. Inoltre le elevate temperature possono provocare colpi di calore, insufficienza renale ed eventi cardiovascolari".

"Ulteriori effetti riguardano l'alterazione dell'equilibrio psicofisico, con fenomeni di insonnia, irritabilità, riduzione della capacità decisionale e stati d'ansia che portano i detenuti a porre in essere numerosi atti di autolesionismo, oppure violenza nei confronti di altri detenuti e poliziotti. Proprio per tali ragioni, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha più volte affermato che condizioni di detenzione o di vita che espongano le persone a sofferenze fisiche e mentali intense, evitabili e protratte nel tempo possono integrare un trattamento inumano e degradante ai sensi dell'articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo".

"Peraltro Il D.Lgs. n. 81/2008 impone al datore di lavoro, e quindi anche all'Amministrazione Penitenziaria, di valutare tutti i rischi presenti nell'ambiente di lavoro, compresi quelli derivanti dallo stress termico con temperature operative superiori a 32-35 °C, che in assenza di adeguate misure di prevenzione e protezione, vengono considerate una condizione di rischio non tollerabile. Inoltre gli organismi tecnici competenti hanno evidenziato che, in presenza di periodi prolungati di caldo estremo superiori a tre-cinque giorni consecutivi, con temperature minime notturne superiori a 24 °C, ampiamente superate a causa del rilascio notturno da parte del cemento del calore accumulato durante la giornata, e in assenza di adeguate misure compensative, può determinarsi una condizione di significativa sofferenza fisica e psicologica, tale da incidere sulla dignità della persona".

"Questa Organizzazione Sindacale ritiene che le eccezionali ondate di calore registrate nel territorio di Foggia a partire dal mese di giugno 2026 (più volte superati i 35°C) configurino un concreto e attuale rischio per la salute delle persone ristrette nel carcere considerata la presenza di molti detenuti con patologie croniche, con seri problemi psichiatrici nonché tossicodipendenti. La mancata adozione di adeguate misure di mitigazione da parte dell'Amministrazione Penitenziaria, espone infatti persone detenute e lavoratori a condizioni di sofferenza evitabile, incompatibili con il principio di tutela della salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione e con gli obblighi previsti dall'articolo 2087 del Codice Civile a tutela dell'integrità psicofisica dei lavoratori".

"Si chiede pertanto alla S.V., previa effettuazione di un sopralluogo istituzionale presso la Casa Circondariale di Foggia, di voler valutare, ove accerti la fondatezza delle criticità qui rappresentate, l'adozione dei provvedimenti contingibili e urgenti previsti dagli articoli 50 e 54 del D.Lgs. n. 267/2000, al fine di tutelare la salute pubblica e la sicurezza delle persone presenti all'interno del locale istituto di pena. Si richiama, quale precedente istituzionale, l'iniziativa assunta nel 2010 dal Sindaco di Pordenone, che adottò un'ordinanza finalizzata al ripristino di condizioni detentive compatibili con la capienza e le condizioni igienico sanitarie presenti nel carcere, prospettando, in difetto, l'adozione di ulteriori provvedimenti. Tale iniziativa determinò il trasferimento di circa 25 detenuti da parte del Ministero della Giustizia, con conseguente riduzione della situazione di sovraffollamento".

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testatina dillo al direttore WEB

 

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