L’interrogativo che l’Attacco si è posto è se TEDx riesca davvero a sedimentare nella comunità foggiana i contenuti e gli spunti emersi durante l’evento al Teatro Umberto Giordano, oppure se le idee condivise sul palco siano destinate a rimanere intrappolate tra le pareti della sala, senza riuscire a oltrepassarle. Chi ha seguito alcune edizioni di TEDx a Foggia ne muove una critica netta. I temi affrontati, seppur interessanti e approfonditi da illustri speaker, rischiano di rimanere circoscritti alla platea dell’evento. Perché possano produrre un effetto concreto, avrebbero bisogno di essere elaborati, discussi e metabolizzati dall’intera comunità, e non soltanto da chi ha acquistato un biglietto per assistere all’evento. “A mio modo di vedere, è l’ennesima declinazione di una formula globale che, dopo anni di repliche, comincia inevitabilmente a mostrare i segni del tempo. Il meccanismo è ormai noto: un palco, una scenografia studiata, tempi rigorosamente scanditi, una successione di speaker, biografie da raccontare, cadute e risalite, esperienze personali trasformate in pillole di ispirazione. Poi gli applausi, le fotografie, i video, i social. E soprattutto gli speech: brevi, confezionati, emotivamente efficaci, spesso impeccabili nella forma. Non mi ha mai appassionato: quella che qualche anno fa poteva apparire come una formula innovativa oggi rischia di sembrare una formula globalizzata, standardizzata e persino un pò vecchia. Un format replicabile quasi identico in qualunque città del mondo, nel quale cambiano i protagonisti ma non cambia davvero la grammatica dello spettacolo. Si riduce ad un evento piacevole, che trasmette qualche ispirazione individuale e una lunga serie di contenuti da condividere sui social, allora bisogna avere l’onestà di chiamarlo per quello che è: uno spettacolo. Legittimo, certamente. Ma pur sempre uno spettacolo. Cosa rimane alla comunità quando le luci si spengono, il palco viene smontato e gli speaker sono ripartiti? La risposta, troppo spesso, è: poco. A volte nulla. Rimangono le fotografie, i video, i post sui social, qualche frase sottolineata mentalmente, l’emozione di una testimonianza, magari la soddisfazione di aver assistito a uno spettacolo ben costruito. Quindi a mio giudizio TEDx lascia una scia utile per il mondo dei social e poco altro”.