Grano duro, da Bari la protesta dei cerealicoltori: “Prezzi sotto i costi, servono interventi urgenti”

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Tutta l’Italia del grano si è ritrovata a Bari per chiedere misure concrete a sostegno della cerealicoltura nazionale. Al Varco della Vittoria del porto del capoluogo pugliese, CIA Agricoltori Italiani ha organizzato un flashmob che ha coinvolto produttori provenienti dalle sei province pugliesi e da diverse regioni del Centro-Sud, tra cui Marche, Lazio, Basilicata, Molise, Campania e Calabria. In contemporanea, una manifestazione analoga si è svolta nel porto di Ravenna, a rappresentare le istanze dei cerealicoltori del Nord Italia.

L’iniziativa ha acceso i riflettori sulla profonda crisi che sta attraversando il comparto del grano duro. Gli agricoltori hanno denunciato una situazione economica ormai insostenibile, caratterizzata da prezzi di vendita ben al di sotto dei costi di produzione. Secondo i dati illustrati durante la manifestazione, nel 2023 il grano duro veniva pagato ai produttori circa 50 euro al quintale, mentre oggi il valore si è ridotto a poco più di 20 euro al quintale, livelli paragonabili a quelli di quarant’anni fa.

Particolarmente significativo il dato relativo ai costi aziendali: per produrre e raccogliere un ettaro di grano duro occorrono mediamente 1.170 euro, ma ai cerealicoltori vengono riconosciuti circa 700 euro per ettaro. Una perdita che, secondo l’organizzazione agricola, non consente alle aziende di continuare a operare senza gravi ripercussioni economiche. Negli ultimi vent’anni, infatti, la superficie coltivata a grano si è ridotta del 40%, segnale di una progressiva contrazione del settore.

Nel corso dell’evento, i rappresentanti della CIA hanno evidenziato anche gli squilibri presenti lungo la filiera. Mentre il prezzo riconosciuto agli agricoltori continua a diminuire, i consumatori hanno assistito a un incremento dei prezzi di pane e pasta. Una dinamica che, secondo l’associazione, dimostra come il valore generato dalla filiera non venga distribuito in maniera equa, penalizzando proprio il primo anello della catena produttiva.

Altro tema centrale della mobilitazione è stato quello delle importazioni di grano duro dall’estero. I cerealicoltori hanno chiesto controlli più rigorosi nei porti italiani, sottolineando la necessità di garantire piena tracciabilità, sicurezza alimentare e rispetto degli stessi standard qualitativi, ambientali e sanitari richiesti alle produzioni nazionali.

Durante il flashmob, CIA Agricoltori Italiani ha ribadito alle istituzioni sei richieste considerate fondamentali per il rilancio del comparto: piena applicazione della normativa contro le pratiche commerciali sleali; divieto di quotazioni inferiori ai costi di produzione; introduzione di strumenti di contrattazione interprofessionale che garantiscano un giusto reddito ai produttori; rafforzamento dei controlli portuali; rispetto rigoroso degli standard per il grano importato e corretta applicazione delle norme sul perfezionamento attivo.

La manifestazione di Bari si inserisce nel percorso di mobilitazione avviato nei mesi scorsi da CIA Agricoltori Italiani, che ha già raccolto circa 100mila firme a sostegno del grano duro italiano e coinvolto migliaia di produttori in diverse iniziative sul territorio nazionale. L’obiettivo resta quello di tutelare una coltura strategica per l’agricoltura italiana e garantire prospettive economiche sostenibili alle aziende cerealicole.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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