Un doppio intervento su programmazione turistica e organizzazione amministrativa segna una nuova fase per la Regione Puglia. Da un lato, il nuovo avviso “Grandi Eventi secondo semestre 2026” mette in campo 3 milioni di euro e introduce criteri più selettivi per individuare manifestazioni capaci di rafforzare il posizionamento della Puglia come destinazione turistico-culturale di eccellenza. Dall’altro, la Giunta regionale ha approvato la rimodulazione del modello organizzativo MAIA 2.0, ridefinendo l’assetto dei Dipartimenti e rafforzando il coordinamento tra indirizzo politico e macchina amministrativa. Il nuovo bando segna una discontinuità rispetto al passato: per la prima volta viene fissata una soglia minima di accesso, con progetti che non possono scendere sotto i 200mila euro di investimento e si introduce una procedura di selezione competitiva attraverso open call. Parallelamente, la revisione del modello MAIA 2.0 interviene sull’architettura amministrativa dell’ente, con l’istituzione di tredici Dipartimenti e una ridefinizione delle competenze che mira a rendere più efficiente l’attuazione delle politiche regionali. Tra le novità, il rafforzamento del ruolo del Capo di Gabinetto nel coordinamento dei direttori di Dipartimento e l’istituzione di una struttura autonoma dedicata all’attuazione del programma di governo, con funzioni di supporto, comunicazione istituzionale e partecipazione. Un riassetto che punta a garantire maggiore coerenza operativa, rapidità decisionale e integrazione tra le diverse strutture, superando frammentazioni e sovrapposizioni. Ne abbiamo parlato con l’assessora al Turismo Graziamaria Starace.
Assessora, partiamo dal nuovo bando per i grandi eventi. Perché avete sentito l’esigenza di cambiarne l’impostazione?
Semplicemente perché era necessario fare chiarezza. Fino ad oggi i bandi sui grandi eventi erano impostati in modo più generico e non prevedevano una vera soglia di sbarramento dal punto di vista quantitativo. Questo ha portato, nel tempo, a includere iniziative molto diverse tra loro, non sempre riconducibili a ciò che può essere definito un “grande evento”. Io ritengo invece che sia fondamentale distinguere. Se parliamo di grandi eventi, dobbiamo riferirci a progetti che abbiano caratteristiche precise, in termini di dimensione, capacità attrattiva e impatto sul territorio.
In concreto, cosa cambia per chi vorrà partecipare?
Cambia l’approccio. Questo bando è dedicato esclusivamente ai grandi eventi e introduce criteri più selettivi. Le proposte saranno valutate da un Comitato tecnico secondo criteri definiti, con l’obiettivo di costruire un calendario unitario di grandi eventi in grado di attrarre flussi turistici qualificati, generare ricadute economiche e promuovere l’immagine della regione sui mercati nazionali e internazionali. Otto gli ambiti individuati, dalla cultura alla nautica, dall’enogastronomia al turismo religioso, fino allo sport e al benessere, a testimonianza della volontà di valorizzare tutte le vocazioni del territorio. Un’impostazione che punta anche sulla destagionalizzazione e sulla distribuzione dei flussi, evitando concentrazioni eccessive e favorendo una fruizione più ampia e sostenibile della regione. Allo stesso tempo, è importante chiarire che non stiamo escludendo altre tipologie di iniziative: semplicemente, avranno strumenti diversi. Ci saranno altri bandi rivolti a eventi di dimensioni differenti o con caratteristiche specifiche, che saranno comunque sostenuti dalla Regione. Ma è giusto che ogni tipologia abbia il proprio contenitore e i propri parametri.
Un altro elemento di novità riguarda la programmazione.
Esattamente. Abbiamo superato la logica dei bandi distinti tra primo e secondo semestre. Il prossimo anno, il nuovo avviso avrà una scadenza annuale, perché un grande evento non si improvvisa. Chi organizza eventi strutturati conosce già con largo anticipo la progettualità dell’anno successivo. Per questo vogliamo incentivare una programmazione seria, evitando approcci estemporanei e favorendo invece continuità e qualità.
Intanto la Puglia ha ricevuto un importante riconoscimento internazionale, con la rivista ‘The Guardian’ che ha inserito il mare del Gargano al secondo posto tra i mari più belli d’Italia, quanto la inorgoglisce questo riconoscimento?
Sì, ed è una notizia che ci rende particolarmente orgogliosi. È un riconoscimento significativo, che conferma il valore del nostro patrimonio naturale. Per me ha anche un significato personale: provengo da quel territorio e ne conosco profondamente le peculiarità. Il nostro mare merita di essere annoverato tra le eccellenze del Paese.
La strategia turistica non si ferma però alle località balneari.
Assolutamente no. Accanto al mare, che resta un asset fondamentale, stiamo lavorando con grande attenzione anche sulle aree interne della Puglia. Parliamo di territori che custodiscono identità, tradizioni e paesaggi straordinari, ma che hanno bisogno di essere ulteriormente valorizzati.
Sono previsti interventi specifici per queste aree?
Sì, e sono interventi importanti, parliamo di 70 milioni di euro. Abbiamo individuato risorse significative per sostenere lo sviluppo delle aree interne e stiamo lavorando in modo integrato con altri due quelli guidati dalla Miglietta e dalla Leuzzi, per mettere insieme politiche di rigenerazione, cultura e turismo.
Qual è il metodo che intendete adottare?
Un metodo partecipato. Le aree interne pugliesi sono cinque: Alto Salento, Basso Salento, area delle Murge, Gargano e Monti Dauni. L’idea è costruire, insieme alle comunità locali, un percorso guidato che consenta di individuare la vocazione di ciascun territorio. Non vogliamo calare decisioni dall’alto, ma accompagnare i territori nella definizione delle priorità: turismo, infrastrutture, cultura, rigenerazione urbana. Saranno le comunità, insieme alla Regione, a scegliere come orientare le risorse.
In Giunta intanto avete approvato la modifica del modello organizzativo MAIA 2.0. Che cosa cambia concretamente?
Si tratta di una riorganizzazione della macchina amministrativa regionale. Il modello MAIA 2.0 viene rimodulato per rendere più chiara la distribuzione delle competenze e rafforzare il coordinamento tra le strutture. I Dipartimenti diventano tredici e rappresentano il livello centrale di attuazione delle politiche regionali.
Qual è la filosofia alla base di questa riforma?
La filosofia è quella di rendere più efficace l’azione amministrativa e più chiaro il rapporto tra politica e struttura tecnica. Si rafforza il ruolo di indirizzo della politica, che ha il compito di definire la strategia e assumersi la responsabilità delle scelte, mentre la macchina amministrativa e le agenzie devono essere strumenti operativi efficienti per attuarle. Nel caso del turismo, PugliaPromozione viene ricondotta in maniera più chiara all’indirizzo politico. Questo significa che la promozione turistica deve seguire una strategia unitaria, definita a livello politico, e non procedere in modo disallineato. È dentro questo scenario – tra nuove regole per gli eventi e una macchina amministrativa più strutturata – che si inserisce la strategia turistica della Puglia, sempre più orientata alla qualità, alla programmazione e alla valorizzazione delle identità locali.
Possiamo dire che è un altro cambio di impostazione rispetto al passato?
Quando ho assunto l’incarico ho trovato un assetto diverso. Oggi si sta costruendo un modello rispondente ai criteri di chi la amministra. Io non sono abituata a commentare la gestione altrui, ma a concentrarmi su quello che devo fare: assumermi le responsabilità delle scelte, in positivo e in negativo, quello che mi preme davvero oggi raggiungere una maggiore efficacia e maggiore velocità nell’attuazione della programmazione. Una macchina amministrativa più coordinata significa anche maggiore capacità di trasformare le strategie in risultati concreti sul territorio, soprattutto in un settore dinamico come il turismo.
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