Dopo vent’anni di attesa, il porto commerciale di Manfredonia ha finalmente visto il passaggio di consegne degli impianti idrici dalla Provincia di Foggia all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale: gruppo di pressurizzazione, rete di distribuzione dell'acqua potabile, centrali di aspirazione delle acque nere e di sentina, disoleatori e rete del vuoto. Un atto formale, che ha un’enorme valenza per la marineria sipontina che attendeva la piena operatività dei servizi di acqua potabile e raccolta delle acque nere e di sentina. “L’Autorità di Sistema Portuale – spiega a l’Attacco l’assessore Matteo Gentile - è l’ente competente per i porti di Manfredonia e ha preso in consegna gli impianti realizzati dalla Provincia, finanziati dalla Regione Puglia. Il Comune di Manfredonia era presente perché il tema delle infrastrutture portuali è centrale nel nostro lavoro. Lo abbiamo portato all’interno dell’Osservatorio della pesca come questione prioritaria, e da lì abbiamo seguito passo dopo passo l’evoluzione fino al completamento del verbale di consegna”. Il progetto – che era stato avviato tra il 2008 e il 2009 con fondi del POR Puglia - aveva subito un lungo stallo burocratico. “Non bisogna però abbassare l’attenzione – continua -. Il passaggio è importante, ma ora serve la gara per individuare il soggetto gestore, che dovrà completare l’opera installando le colonnine per l’erogazione di acqua potabile ed elettricità. Solo allora il servizio sarà pienamente operativo”. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare al completamento entro l’inizio del 2027, con tempi tecnici già fissati. “Ci siamo dati questa scadenza – spiega l’assessore – e continueremo a sollecitare gli enti competenti. Il nostro ruolo è proprio questo: mantenere alta la pressione istituzionale e garantire che la marineria non debba attendere altri vent’anni”. Dietro questo risultato c’è un metodo di lavoro che Manfredonia ha costruito negli ultimi due anni: l’Osservatorio comunale sulla pesca, il primo nato in Puglia nel 2011. L’organismo riunisce attorno a un tavolo permanente il Comune, l’Autorità di Sistema Portuale, la Capitaneria di Porto, le associazioni di categoria, i sindacati e le cooperative dei pescatori. È un modello di governance partecipata che affronta le questioni del comparto ittico con un approccio operativo e condiviso.
“Quando lo abbiamo istituito - ricorda Gentile -, ci siamo dati un metodo: portare le tematiche sentite dalla marineria all’interno di un tavolo tecnico e affrontarle insieme agli enti competenti. Non volevamo un luogo di sfogo, ma uno spazio di lavoro. In due anni abbiamo fatto una decina di incontri, ognuno con obiettivi precisi e risultati concreti”.
Tra i primi dossier affrontati, quello delle sanzioni ai pescatori per presunte irregolarità nel conferimento dei rifiuti speciali. “Abbiamo trovato soluzioni e linee guida condivise, migliorando la gestione dei rifiuti e avviando il servizio di raccolta. Poi abbiamo lavorato sul Villaggio dei pescatori, sui box e sui punti di sbarco, che ora stanno per essere consegnati ai soggetti gestori. E infine sulle infrastrutture portuali, come gli impianti idrici appena trasferiti”.
I risultati che l’Osservatorio può conseguire si fondano sulla sua capacità di creare compattezza tra le diverse anime della marineria. “Prima era difficile avere una voce unitaria – ammette l’assessore allo Sviluppo economico –. Ora, mettendo tutti intorno a un tavolo, affrontiamo i problemi con gli enti preposti e troviamo soluzioni. Quando un tema entra nell’Osservatorio, tutti ne sono informati e si sentono coinvolti: è una sollecitazione in più per agire”.
Il Sindaco Domenico la Marca, in un recente incontro, aveva definito il metodo “un modello di dialogo e confronto che produce risultati concreti”. Gentile aggiunge che “l’Osservatorio è diventato uno strumento stabile di programmazione. Condividiamo le scelte, coinvolgiamo tutti i livelli istituzionali e trasformiamo le difficoltà in opportunità di crescita. È un percorso che richiede costanza, ma che sta già dando frutti”.
Il passaggio di consegne degli impianti idrici, perciò, è solo l’ultimo tassello di un mosaico più ampio. “Abbiamo dimostrato – dice Gentile – che il lavoro concertato funziona. È un risultato che sembrava impossibile, ma che oggi sta diventando realtà”.
La marineria sipontina - che per anni ha dovuto convivere con la paradossale assenza di acqua corrente in numerosi punti di ormeggio - vede finalmente una prospettiva concreta. “È un buon risultato, e continueremo a seguirlo fino alla piena operatività – l’impegno che assume Gentile in conclusione -. Il nostro compito è restare sul pezzo, sollecitare gli enti e garantire che ogni passaggio si traduca in un beneficio reale per chi lavora in mare”.
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