La Capitanata: un pendolo che oscilla tra ferite ancora aperte e buone ragioni per continuare a sperare

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Ogni estate racconta una storia nuova, complessa, fatta di luci e ombre. Quella del 2026, in Capitanata, ci consegna un territorio che continua a convivere con problemi antichi, ma che non rinuncia a cercare nuove strade per il proprio futuro. È ancora un’estate di incendi che hanno minacciato boschi e aree di straordinario pregio naturalistico, ricordandoci ancora una volta quanto fragile sia il nostro patrimonio ambientale e quanto sia necessario investire nella prevenzione, nella tecnologia e nella tutela del territorio. Sul Gargano gli incendi non sono più un'emergenza occasionale. Sono diventati una tragica consuetudine: tra pinete secolari, macchia mediterranea e biodiversità, il Promontorio indifeso continua a bruciare. Non basta più contare gli ettari perduti: è il momento di chiedersi perché ogni estate si ripeta lo stesso copione. 
È l'estate del caldo record e delle preoccupazioni del mondo agricolo, che continua a rappresentare una delle colonne portanti dell'economia provinciale, pur dovendo affrontare costi crescenti, cambiamenti climatici e mercati sempre più complessi.
È naturalmente l’estate del turismo, con il Gargano ancora una volta protagonista di una stagione che ha confermato la forza attrattiva di un territorio capace di unire mare, natura, storia e tradizioni. Ma il successo turistico porta con sé anche una riflessione sulle sfide da affrontare. Restano aperte alcune criticità storiche: una rete viaria spesso inadeguata, collegamenti non sempre all’altezza delle esigenze di chi arriva e di chi vive questi luoghi, servizi che devono essere potenziati e un’assistenza sanitaria che, soprattutto nei mesi estivi, continua a mostrare fragilità di fronte all’aumento della popolazione temporanea e alla maggiore pressione sulle strutture territoriali. La vera sfida presente e futura sarà approdare ad un modello di sviluppo stabile, superando la logica della sola stagione estiva e accendere un motore permanente di economia, occupazione e nuove opportunità, capace di offrire soprattutto ai giovani una prospettiva diversa e un motivo in più per restare. 

Accanto alla grande bellezza della costa, anche i Monti Dauni continuano il loro percorso di valorizzazione, alla ricerca di un’identità turistica fatta di riconoscibilità, fondata sui borghi, sui paesaggi, sull’enogastronomia e su un patrimonio culturale che non può essere considerato una risorsa soltanto stagionale, ma un’opportunità da promuovere lungo tutto l’arco dell’anno. Festival, presentazioni di libri, concerti, rassegne, sagre, le tante iniziative nei piccoli comuni hanno dimostrato che la cultura non è un lusso, ma un investimento sulla qualità della vita e sulla crescita delle comunità. Naturalmente non mancano aspetti meno confortanti. Lo spopolamento continua a impoverire i nostri paesi, soprattutto nelle aree interne. La sanità resta al centro delle preoccupazioni dei cittadini pugliesi e di Capitanata, mentre servizi e collegamenti sopra ogni cosa continuano a rappresentare sfide quotidiane che richiedono risposte concrete e non soltanto annunci. 
C’è anche un’altra estate, quella che spesso non fa comodo vedere, lontana dalle ribalte dei festival, dagli eventi e dagli svaghi spensierati delle località balneari. È l’estate vissuta nelle campagne della Capitanata, dove migliaia di lavoratori migranti continuano, giorno dopo giorno, a raccogliere i prodotti della nostra terra. Parliamo di migliaia di persone che rappresentano una parte essenziale della nostra economia agricola, ma che troppo spesso sono costretti a lavorare in condizioni di sfruttamento, affrontando giornate estenuanti sotto il sole, in contesti difficili e con retribuzioni che in molti casi non corrispondono alla fatica, alla responsabilità e al valore del loro lavoro. È una realtà che interpella tutti: istituzioni, imprese, organizzazioni sociali e cittadini.

Infine, uno sguardo alla città di Foggia, che in questa estate rovente vive una fase delicata della propria vita amministrativa. L’amministrazione targata Episcopo è al centro di una fase complessa, il dibattito pubblico continua a interrogarsi sulla capacità della classe dirigente di garantire stabilità, programmazione e risposte concrete ai bisogni dei cittadini. Le difficoltà nella costruzione di una maggioranza solida, i confronti interni alla coalizione di governo e le tensioni emerse su alcune scelte amministrative hanno alimentato un clima di incertezza, in una città che invece avrebbe bisogno di coraggio e di una visione condivisa per affrontare problemi strutturali: dalla riqualificazione urbana ai servizi, dalla sicurezza al rilancio economico e culturale, alla salvaguardia degli equilibri ambientali – verde e rifiuti in primis -,  tema che continua a rappresentare uno dei punti più delicati e controversi dell’azione dell’esecutivo.

E’ questo lo scenario da cui la redazione de l’Attacco prende congedo per qualche giorno, il tempo necessario per ricaricare le energie. 
Buone vacanze ai nostri lettori, ci ritroveremo presto con lo stesso impegno e la stessa passione nel raccontare un territorio difficile, attraversato da contraddizioni e ritardi ma anche da storie che sfidano le fragilità e dimostrano che una prospettiva di cambiamento è possibile. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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