La proposta di modifica che potrebbe essere approvata a Palazzo Madama ricalca in sostanza un testo già all'attenzione dei senatori: è disegno di legge a prima firma di Domenico Matera depositato il 15 maggio 2025, e cofirmataria Anna Maria Fallucchi, dal titolo: “Incentivi fiscali per il rientro in Italia dei pensionati che trasferiscono la residenza fiscale da Paesi non appartenenti all’Unione europea a piccoli comuni”. Il disegno di legge dei due senatori, si legge nel testo: “Vuole introdurre un sistema di incentivazione fiscale volto a favorire il ripopolamento delle aree interne, in linea con le finalità e gli obiettivi della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI).
In particolare, l’obiettivo è di evitare la scomparsa di quei piccoli comuni e borghi che hanno le potenzialità – in termini di posizione sul territorio, di paesaggio, di relativa vicinanza a centri più grandi – tali da offrire un’ottima qualità di vita alle persone. L’incentivo produrrebbe una crescita della popolazione residente e un conseguente aumento dei servizi essenziali alla vita delle persone, tra cui quelli sanitari, scolastici, di mobilità, di comunicazione e sociali. Il sistema proposto prevede l’introduzione di una fiscalità premiante, per i titolari di pensione italiana che vivono fuori dall’Unione europea da almeno cinque anni e che trasferiscono la loro residenza in Italia, in un comune rientrante nelle aree intermedie, periferiche o ultraperiferiche della SNAI, con popolazione non superiore a 3.000 abitanti. Il beneficio consiste in un’aliquota IRPEF sostitutiva e forfettaria del 4 per cento sui tutti i redditi non già assoggettati a tassazione in Italia, compresi quelli prodotti all’estero e quelli corrisposti da istituti di previdenza italiani”. I dati dell'Inps resi in audizione sul testo Matera-Fallucchi, dicono che nel 2025 le pensioni di regime internazionale erano 675.000, in crescita dell'1,3% rispetto al 2024. Le pensioni che superano i 25.000 Euro, interessanti per l’obiettivo, rappresentano circa 27% del totale. Tre su quattro sono pagate in Paesi extra Ue in aree come Nord America, Oceania, Europa, Stati non Ue. Chiaramente il testo è molto più ampio ed è in discussione al Senato. L’obiettivo è chiaro e significativo, volto a stimolare tanti pensionati italiani e anche le piccole comunità. Ma cosa nel pensano i sindaci e non solo? Così a l’Attacco, da Rocchetta Sant’Antonio, Virgilio Caivano, presidente Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani, con 5100 adesioni, dalla Sicilia al Veneto:
“Alzando la tassazione sulle pensioni, i nostri pensionati sono andati a vivere all’estero. Ciò ha creato un vulnus terribile obbligando tanti italiani, soprattutto meridionali, dopo quarant’anni di lavori fatti in Germania, in Svizzera, in Austria, in Australia, in America, a non tornare nei propri paesi, ma ad andarsene verso Portogallo, Marocco, Algeria e Paesi dell’Est. Il decreto Fallucchi-Matera mi trova concorde e, in qualche maniera, cerca di porre delle soluzioni. Per questo lo sostengo ma dobbiamo vedere anche l’altra faccia della medaglia”. Così Caivano nel merito: “Si tratta di persone che hanno una certa età, dovrebbero cercare una nuova residenza e avranno bisogno dei servizi, perché non è solo una questione di premialità fiscale, di panorama o immersione nella natura. Mi spiego: se non ci sono le “quattro gambe”, come dico io, cioè il medico, il maestro, l’autista del pullman pubblico e il 5G, non ci sarà attrattività che tenga. Quindi bisogna pensare ai servizi, perché già le comunità, oggi, fanno fatica - visto che mancano i medici, i bancomat, le scuole, il trasporto pubblico, la rete internet – immaginiamo persone anziane che seppur attive, non hanno questi servizi, rischiano la solitudine. I pensionati che sono all’estero, oggi, sono abituati a certe comodità, ad assistenza sanitaria – anche con la telemedicina – e attività di socializzazione”. Il paradosso piccoli borghi e grandi comuni, per Virgilio Caivano: “Con una pensione di 1000/1200 Euro, a Rocchetta Sant’Antonio non vivi più. Può sembrare strano, ma il costo della vita è doppio nei piccoli comuni. Perché mentre a Foggia si possono comprare i generi alimentari al centro commerciale ad un certo prezzo, a Rocchetta gli stessi prodotti costano di più per via del trasporto, della mancata concorrenza e di altre dinamiche commerciali. Nei piccoli borghi consumi più energia elettrica e gas, perché fa freddo e non solo. La questione pensionati fa il paio col turismo e lo smart working, se mancano i servizi. Quindi – ha concluso Caivano – bene venga il decreto Fallucchi-Matera, partendo dalle infrastrutture”.
Leitmotiv ripreso da Gianfilippo Mignogna, già tre volte sindaco di Biccari, oggi, presidente dell’associazione Dalla parte dei paesi: “Concordo con l’intento del decreto, ma partirei dal fatto che non è un’aliquota corposa quella dei pensionati extra Ue; che ci saranno da impiegare risorse statali e regionali significative, anche in termini di sgravi fiscali; che si tratta di una categoria di persone che ha una “zona confort” nel luogo in cui vive; e che ha un’età in cui i cambiamenti non sono ben accetti. Ma saranno i fatti, a dare le risposte”. Ancora Mignogna, nella sua analisi: “Faccio un’altra riflessione: cosa succederebbe nei piccoli comuni, quando arriveranno nuovi residenti in età avanzata? Credo che costoro, almeno in teoria, metterebbero più pressione sul sistema sanitario e su altri servizi - che sono già in discussione -, come il trasporto pubblico e la rete. La riflessione politica che lascio né quella per cui non possono esserci solo incentivi fiscali e bonus, scorciatoie che la politica, nessuno escluso, cerca trovare ma che non producono benefici. La politica, penso, dovrebbe occuparsi degli “ecosistemi” abitativi nei piccoli comuni, per essere attrattivi anche con le agevolazioni fiscali. Ecosistemi accoglienti e idonei agli anziani ma anche ai giovani. Non è che per combattere l’inverno demografico creo il bonus da 1000 Euro e poi, il secondo, il terzo anno, quel bonus perde l’effetto; non è che con l’incentivo sulla bolletta energetica, riesco a dare slancio ai consumi, per lo stesso motivo. Incentivi e bonus non sono la soluzione ai problemi, Occorrono ecosistemi equilibrati – ha concluso Mignogna – che vuol dire mettere insieme anche 2/3 comuni, dotandoli del medico, di locali per far socializzare le persone, di creare aventi sociali, di trasporti ed infrastrutture moderne, come un’efficiente telefonia mobile, che consenta di sviluppare la telemedicina. Se non creo un ecosistema socio-economico, l’incentivo fiscale non servirà a far trasferire il pensionato”.
Si concorda con il decreto Matera-Fallucchi ma, dicono i sindaci, prima servono i servizi - per essere attrattivi, anche per i turisti – insieme agli incentivi fiscali: “Siamo 900 abitanti e si fa fatica ad andare avanti, perché più della metà della popolazione è over 65 – ha esordito a l’Attacco, Luigi Piacquadio, Sindaco di San Marco la Catola -. Favorevole al decreto ma ci sono da attivare i servizi e le modalità di socializzazione per persone che arrivano da fuori, ponendo anche un range massimo. Altrimenti se si fa fatica con 900 persone, immagino, da un punto di vista sanitario, che fatica ulteriore ci sarà nelle nostre comunità. E non è solo una questione legata ai servizi sanitari”. Tanto vale anche per il Sindaco di Castelluccio Valmaggiore, Pasquale Marchese: “Si tratta di una proposta, come finalità rivolta ai pensionati, che feci anch’io e latri sindaci, diversi mesi fa per ravvivare le aree interne. Questione che va bene da un punto di vista della fiscalità, ma occorre avere alternative sociali – sono persone da tener allegre e non farle deprimere – creare servizi, dotare i paesi di un bancomat, di una sala ritrovo, di umanizzare i nostri borghi e renderli al passo coi tempi, visto che ci sono aree in cui manca il segnale telefonico e un pullman per andare in città”.
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