Noi siamo piccoli, ma non ci arrendiamo”. Potrebbe essere questo lo slogan capace di unire i piccoli paesi dell’Appennino Dauno, impegnati in una sfida che va ben oltre la sopravvivenza dei singoli borghi: quella contro lo spopolamento, l’abbandono e il rischio concreto di estinzione. Non è più una scommessa che si gioca soltanto sui tavoli delle istituzioni, ma un’azione condivisa che coinvolge sempre più le comunità locali, ormai consapevoli della portata del fenomeno e della prospettiva, tutt’altro che astratta, di perdere pezzi della propria storia, della propria identità e del proprio futuro. Lo ha dimostrato Celle di San Vito, il più piccolo comune della Puglia, dove i suoi 144 abitanti hanno scelto di mettersi in gioco e di prestarsi alla costruzione di un vero e proprio almanacco di biografie, presentandosi a viso aperto e raccontando sé stessi e il paese in cui vivono. “People, oltre i numeri i paesi sono delle persone”, il nome dell’evento conclusivo del progetto social nel quale, attraverso brevi video, ciascuno è diventato cantastorie di un mondo dal sapore antico, restituendo voce e volto a una collettività che, nonostante i numeri, rivendica il diritto di esistere e di farsi conoscere. L’iniziativa, realizzata per Officineventi dal videomaker e regista Niki Dell’Anno, in stretta collaborazione con le operatrici dell’Infopoint comunale, ha raccolto un risultato sorprendente: quasi un milione e mezzo di visualizzazioni. Ma il successo non si è fermato alla rete. L’attenzione suscitata dai video si è tradotta anche in presenze concrete: il B&B e l’albergo comunale del paese hanno registrato il tutto esaurito. Un successo che ha portato il piccolo borgo dell’Appennino Dauno ben oltre i suoi confini, fino al Tg1, che ha dedicato al progetto un servizio in una recente edizione delle 13:30. Una vetrina nazionale per un paese che per numero di abitanti potrebbe stare tutto dentro un grande condominio, dove non ci sono né la scuola né un presidio sanitario. Ci sono un piccolo alimentare, un bar ristorante e l'ufficio postale, che apre a giorni alterni. Il medico di base si contatta su whatsapp e sale in paese una volta a settimana.