Il suggestivo scenario di Pietramontecorvino si appresta ad accogliere la terza edizione della "Sagra del Cinghiale - Selvaticamente Buono", atteso appuntamento dell'estate sui Monti Dauni dedicato alle eccellenze gastronomiche e alla promozione del patrimonio culinario locale. L'evento avrà luogo mercoledì 12 agosto, con inizio alle ore 20:00, nella cornice di Via Mazzini presso il piazzale dell'Edificio Scolastico. L'iniziativa propone un menù speciale ideato per far conoscere da vicino le prelibatezze del territorio. I visitatori potranno degustare i primi fusilloni conditi con un ricco ragù di cinghiale e proseguire con un saporito gulasch di cinghiale. A completare il percorso di degustazione vi saranno contorni tipici quali la bruschetta impreziosita dal pregiato tartufo dei Monti Dauni e il tradizionale caciocavallo di fossa, il tutto accompagnato dai vini firmati Cantine Longo e da acqua fresca. A fare da colonna sonora alla serata sarà l'animazione musicale affidata alla consolle di DJ Old e DJ Dan, pronti ad allietare i partecipanti con una selezione di brani capace di coinvolgere un pubblico di tutte le età. 

Tutto pronto a Carpino per quello che sarà l’evento più atteso dell’estate 2026 sul Gargano con protagonisti i The Wailers, tra le band reggae più celebri al mondo. Si esibiranno sul palco del Festival Carpino in Folk, appuntamento domenica 9 agosto 2026, alle ore 21.30, nella suggestiva Piazza del Popolo del centro garganico, capitale indiscussa della musica popolare del promontorio. Il concerto sarà a ingresso gratuito e rappresenterà l’unica data nel Sud Italia del tour celebrativo. La storica formazione giamaicana festeggia infatti i 50 anni di Rastaman Vibration, iconico album del 1976 firmato da Bob Marley & The Wailers, che ha contribuito a portare il reggae sulla scena internazionale. Un disco che ancora oggi risuona con straordinaria attualità grazie a brani come Positive VibrationRootsRockReggae e War, autentici inni di resistenza, spiritualità e speranza.

Al via il Carpino in Folk 2026 dedicato al tema Pensiero Meridiano. E le storie che ci attraversano: la serata del 6 agosto (ore 21, piazzetta Padre Pio) propone un momento di riflessione sul Sud come spazio di memoria, interpretazione e futuro attraverso la presentazione di due opere che, da prospettive differenti, interrogano il rapporto tra territorio, identità e narrazione. Il Pensiero Meridiano elaborato da Franco Cassano invita a guardare il Mezzogiorno non come periferia da colmare o ritardo da correggere, ma come luogo portatore di una propria visione del mondo, fondata sul valore delle relazioni, della lentezza, della convivenza e della pluralità mediterranea. In questa prospettiva, i due libri dialogano tra loro offrendo chiavi di lettura complementari. Meridionalismo e meridionalisti di Michele Eugenio Di Carlo (Edizioni del Poggio) ripercorre la lunga storia del pensiero meridionalista, restituendo voce agli studiosi e agli intellettuali che hanno cercato di comprendere le ragioni del divario territoriale e il ruolo del Sud nella costruzione dell'Italia contemporanea. Attraverso figure come Pasquale VillariGiustino FortunatoGaetano Salvemini e Antonio Gramsci, il volume ricostruisce un dibattito che ha attraversato oltre un secolo di storia nazionale, mostrando come la questione meridionale non riguardi soltanto il Mezzogiorno, ma l'intero equilibrio democratico, economico e civile del Paese.

Domenica 9 agosto la XXIII edizione del “Festival d’arte Apuliae 2026 - Non soli, ma ben accompagnati”, diretta dal M° Dino De Palma, prosegue il suo viaggio addentrandosi nelle radici della musica jazz del primo Novecento. Alle ore 21:00, la Villa Comunale di Foggia ospiterà gli Sticky Bones con il progetto “Dust & Spirit - Songs from the Race Records Era”, un’immersione filologica e travolgente nelle atmosfere dell’America degli anni Venti e Trenta. L’ensemble, che annovera tra i suoi più autorevoli sostenitori un’icona come Renzo Arbore e che è stato protagonista su palchi prestigiosi come quelli di Umbria Jazz, propone un recupero sonoro unico. Il loro è un sound "sporco e ruvido", lo stesso che si poteva respirare fuori dalle barrelhouse, nei juke joint o negli spettacoli di vaudeville. Attraverso il progetto Dust & Spirit, gli Sticky Bones riportano l’orecchio del pubblico alle origini del jazz, del blues arcaico e della cosiddetta "race music", restituendo dignità e freschezza a brani spesso ignorati, ma fondamentali per la storia musicale mondiale. La formazione vanta solisti di assoluto rilievo: la voce magnetica di Irina Arozarena, il pianoforte di Silvia MancoDaniele Corvasce al banjo e chitarra, Maurizio Capuano al contrabbasso e tuba, Francesco Marsigliese alla cornetta e Filippo Marino al clarinetto. Il loro repertorio spazia dal boogie woogie allo stride, offrendo una fotografia rigorosa – quasi in bianco e nero – di un'epoca scossa dal terremoto del "Jass", dove anche l’influenza degli emigrati italiani (come il leggendario Nick La Rocca) fu determinante.



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