Foggia, i retroscena delle ultime trattative tra Episcopo e la coalizione. Pd, i nomi certi per il Parlamento

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“La verità è che abbiamo nascosto la polvere sotto al tappeto, è solo un tirare a campare”. E’ lo sfogo amaro che trapela, a l’Attacco, dal campo largo progressista del Comune di Foggia, che con una richiesta congiunta ha finto una ritrovata compattezza e ha convinto la sindaca Episcopo al ritiro delle dimissioni nelle prossime ore. La prima cittadina lo farà per poter partecipare sabato sera al gran finale del Gio Festival con l’Andrea Chenier in piazza Cavour, prima del ritorno in aula consiliare lunedì mattina per l’approvazione del bilancio consuntivo 2025. Ma i giorni scorsi sono stati anch’essi molto concitati rispetto ai rapporti tra Episcopo e la propria maggioranza. Dapprima Episcopo aveva fatto sapere di non gradire la versione originaria della lettera firmata dai capigruppo (“un univoco intendimento di portare avanti compatti la consiliatura fino alla scadenza naturale della stessa”, “deve prevalere il senso di responsabilità assunto nei confronti della cittadinanza il 23 ottobre 2023 e proseguire, al fianco della sindaca alla quale confermiamo sostegno e fiducia, con compattezza e determinazione nella realizzazione degli impegni presi in campagna elettorale”, “accertata la ritrovata compattezza della coalizione, tutte le forze di maggioranza chiedono ufficialmente alla sindaca di ritirare le proprie dimissioni di presenziare al consiglio comunale”, “i capigruppo chiedono alla sindaca di fissare a breve un incontro formale per confermare in presenza la volontà di sostenerla compatti fino alla fine del mandato elettorale”. Fonti interne al campo largo rivelano che Episcopo non aveva ritenuto adeguate tali dichiarazioni. “Teme sia solo una mossa per tenerla buona per ora, ma farla fuori dopo. Non è abbastanza per lei e vuole tirare dritto, sostiene che la lettera non racconti tutti i suoi successi, la risalita nelle classifiche nazionali. In effetti lei è destinata a morire, lo sa e ne ha paura. Teme di fare la fine di Mongelli e Ciliberti, se non peggio. Vuole una lettera che la esalti”. 

Stando ai rumors i soli eletti che erano propensi a mantenere la posizione erano i 5S Quarato e Strippoli, il socialista Di Chiara e la dem Palmieri. Dietro quella che è apparsa una resa, pur di far proseguire il percorso amministrativo, restano le mille fratture interne.

“Non la sopportano neanche nel Pd e la cosa peggiore è che a fare le trattative, per conto suo, ha mandato il proprio figlio. Roba che neanche ai tempi di Landella e della moglie Di Donna…”. L’ultima versione della lettera, rimaneggiatissima come da indicazioni di Episcopo, è in effetti molto diversa dalla prima, a partire dalla (menzognera) affermazione della “convinzione che non è mai venuta meno: ca scelta politica proposta ai cittadini nel 2023 continua a rappresentare una delle esperienze più significative innovative della vita pubblica cittadina”.

“Un'alleanza ampia, plurale è riformista, nata per restituire a Foggia credibilità istituzionale, stabilità amministrativa io nel futuro e che trova nella sindaca Episcopo il suo punto di equilibrio di riferimento”, vi si legge. “Tutti noi, sindaca in testa, abbiamo dovuto pagare dazio a una certa inesperienza di fronte a complessità di questa portata ma nessun assessore, nemmeno quelli che sono stati sostituiti, ha mostrato scarso impegno condotte meno che ineccepibili”. Altra affermazione facilmente smentita dalla realtà dei fatti. “Confermiamo piena fiducia alla sindaca per tutto il suo mandato, nel solco di una stima, di un apprezzamento e di un affetto che per quel che ci riguarda non sono mai venuti meno”, è la conclusione, che fa a cazzotti con le liti avvenute negli anni tra Episcopo e numerosi eletti della coalizione.

La decisione di ritirare le dimissioni è dipesa dalla consapevolezza della sindaca di non poter strafare. Di sicuro ha pesato l’indicazione dei partiti regionali e nazionali, che guardano già nel segno del campo largo (come da fresca foto postata da Conte, Schlein, Fratoianni e Bonelli) alle elezioni politiche 2027, previste per la primavera. Il Pd scalda i motori e propone come nomi certi l’ex presidente della Regione Michele Emiliano, l’assessore regionale e dominus del Pd di Capitanata Raffaele Piemontese e il parlamentare Francesco Boccia.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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