Anche in vista delle elezioni comunali della primavera 2027, come avvenuto nel 2021, a Cerignola si fa fatica a costruire una ampia coalizione che tenga insieme il centrodestra e il civismo che si oppone al sindaco dem uscente Francesco Bonito. Lunedì scorso si è riunito il direttivo di Fratelli d'Italia, alla presenza anche del coordinatore provinciale/consigliere regionale Giannicola De Leonardis, dell'altro eletto in Regione Nicola Gatta e dei parlamentari Giandonato La Salandra e Annamaria Fallucchi. E’ emersa con tutta evidenza una divergenza forte di posizione: il consigliere comunale meloniano Nicola Netti, dopo cinque anni di opposizione in aula a Bonito, invita a non dividere il centrodestra e a lavorare insieme a civici e Forza Italia, posizione condivisa anche dal livello provinciale di FdI; al contrario, il gruppo guidato dall’ex sindaco Antonio Giannatempo e dal segretario cittadino FdI Franco Reddavide pone un veto nei confronti degli azzurri e del civismo legato all'ex amministrazione Metta. La spaccatura è evidente.
Già nel 2021 le cose andarono male proprio a causa delle divisioni nel fronte del centrodestra. Allora i numeri dimostrarono come il mondo civico di Cerignola fosse determinante e rappresentasse il vero antagonista di Bonito. Insomma, il civismo fa la differenza, a differenza delle sigle di partito: Forza Italia è l’unico partito in salute nel centrodestra; la Lega di Natale Curiello ha perso tanto dopo che Vincenzo Specchio è andato via; mentre Fratelli d'Italia appare spenta da quando c'è Reddavide, che intende dialogare solo con i salviniani proponendo come candidato sindaco e idea di civismo Franco De Cosmo, in una coalizione Lega-FdI. Forza Italia avrebbe già pronte due liste e rinunciare all’unità rischia di essere nuovamente deleterio alle urne.
La riunione di FdI si è conclusa con l’impegno di Nicola Gatta di curare personalmente i rapporti coi civici e dar vita ad un tavolo che costringa il partito cittadino a lavorare per la coesione di tutte le forze che sono all'opposizione rispetto a Bonito. Ma è un obiettivo complicato, anche perché sono numerose le partite incrociate: tra i meloniani c’è chi non dimentica quanto è avvenuto a San Severo poche settimane fa e che ha determinato la caduta dell’amministrazione Colangelo. “La Lega ha firmato contro Fratelli d'Italia, non lo si può scordare, sebbene tutti puntino il dito contro Rosa Caposiena”, lamentano dal partito della presidente del Consiglio. “La stessa Lega che fece perdere Gatta alle elezioni provinciali e praticò il voto disgiunto pro Emiliano alle regionali”.
Chi fa appello ad abbandonare i veti è chiaro: “Si ripropone sempre lo stesso schema a perdere, come nel 2021: si va a spaccare, a delegittimare. Invece si dovrebbe stare nella stessa coalizione. Metta, volendo fare il padre nobile, sta cercando di unire tutte le opposizioni a Bonito, al pari di Netti. E’ questa la posizione più corretta”. E’ evidente quanto la situazione sia magmatica. Nella prima riunione del tavolo del centrodestra il segretario cittadino di Forza Italia Carlo Dercole si è alzato ed è andato via. Cerignola è considerata la sola città di Capitanata dove il centrodestra possa vincere nella prossima tornata elettorale e a Cerignola si rischia un ulteriore svuotamento dei partiti, in favore del civismo.
L’asse Dercole-Netti-Specchio rischia di sottrarre voti a FdI e Lega, con un dialogo in corso anche con pezzi del gruppo dell’ex candidato sindaco Tommaso Sgarro. Forza Italia, nel momento di massima debolezza del coordinatore regionale Mauro d’Attis, avrebbe preferito la candidatura a sindaco del proprio uomo, Dercole, ma dovendoci essere una forte apertura al civismo sono circolate altre ipotesi, dall’ex eletto dem Rino Pezzano (negli scorsi anni approdato alla civica emilianista CON) a Paolo Vitullo.
“Mi aspettavo che da parte di una certa generazione di Fratelli d'Italia ci fosse finalmente la volontà di mettersi da parte lasciando spazio ad una nuova generazione, e che dunque si potesse finalmente ragionare”, lamenta a l’Attacco Dercole. “Costoro hanno già amministrato e il giudizio della città è stato negativo nei loro confronti. Nel 2021 il gruppo di Giannatempo arrivò ultimo alle comunali. Noto che questa gente non riesce a mettersi da parte, vuole essere sempre protagonista. Ma il consenso espresso in città parla chiaro: le comunali scorse fecero capire come la bilancia penda dalla nostra parte, idem le elezioni regionali del 2025. Non escludo che al primo turno ognuno possa andare per la propria strada. Sento circolare, come nomi del possibile candidato sindaco, ipotesi improponibili, come Reddavide, De Cosmo e Giannatempo. Ovvero persone che hanno già dato alla città senza lasciare un buon ricordo. Vedremo al ballottaggio chi avrà avuto ragione. Peraltro”, conclude l’avvocato e genero di Metta, “se la scelta fosse limitata al centro-destra, senza civici, sarei io il candidato naturale, avendo doppiato alle comunali scorse il segretario di Fratelli d'Italia e avendo alle regionali dato 300 voti di scarto a Giannatempo, candidato meloniano”.
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