Scapato: “Prossima è più viva che mai. A Foggia servono meno litigi e più politica, facciamo housing sociale”

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Nessun giallo dietro al rinvio della prima grande assemblea regionale di Prossima, il movimento politico nato attorno alla leadership del presidente della Regione Antonio Decaro. C’è chi ha parlato di una frenata del progetto, chi ha ipotizzato tensioni con il Partito Democratico e chi, addirittura, ha letto nel rinvio un segnale di difficoltà interne. Una ricostruzione che Giulio Scapato, consigliere regionale e tra i protagonisti del nuovo percorso politico, respinge senza esitazioni. Nell’intervista rilasciata alla nostra testata chiarisce cosa sia realmente accaduto, anticipa un’importante novità sulla nascita ufficiale del movimento e, da esponente politico foggiano, offre anche una lettura della delicata fase che attraversa Palazzo di Città.

Consigliere, partiamo da Prossima. Il rinvio dell’assemblea costituente ha fatto parlare molto. Che cosa è successo realmente?
È successo semplicemente che le adesioni sono state talmente numerose da rendere la struttura scelta assolutamente insufficiente. Tutto qui. L’evento è stato rinviato esclusivamente perché vogliamo organizzarlo in una sede capace di ospitare tutti.
Quindi nessun passo indietro?
Assolutamente no. Anzi, posso anticipare una notizia. Lo statuto di Prossima è già pronto. A breve dovremo firmarlo noi sette consiglieri regionali eletti. Significa che il movimento sta entrando nella sua fase costitutiva vera.
C’è chi sostiene che il Partito Democratico abbia cercato di ridimensiona Prossima.
Non mi risulta. Se qualcuno ha questa preoccupazione significa che riconosce la forza attrattiva di Prossima. Ma bisogna ricordare una cosa: Antonio Decaro è iscritto al Partito Democratico e Prossima nasce attorno alla sua esperienza politica. Non è un soggetto in contrapposizione al PD, ma una realtà che può rafforzare tutto il centrosinistra.
L’idea di un movimento nazionale esiste ancora?

Prima bisogna costruire bene quello regionale. Sarebbe sbagliato pensare già all’Italia quando ancora dobbiamo completare il percorso in Puglia. Se poi Prossima dimostrerà di avere forza e consenso, allora potrà diventare un modello esportabile anche in altre regioni.
Nei giorni scorsi il centrosinistra si è riunito. Qualcuno ha osservato che Prossima non fosse rappresentata.
Non condivido questa lettura. Se al tavolo c’è Antonio Decaro, che è il punto di riferimento del movimento, è evidente che Prossima sia presente.
Anche sul futuro coordinamento del movimento si discute molto. Michele Abbaticchio in odore si nomina presso un dipartimento regionale potrebbe restare coordinatore?
Bisognerà valutare gli eventuali incarichi che ricoprirà, ma oggi non vedo incompatibilità. Ha già coordinato la lista Decaro Presidente e potrebbe tranquillamente continuare anche in Prossima.
Consigliere parliamo ora della situazione politica di  Foggia, lei ha definito gli attuali  consiglieri comunali ‘cani sciolti’,  che chiave di lettura dunque dà al futuro amministrativo della Sindaca Episcopo?
È una fase complicata. Esistono tensioni dentro quasi tutti i partiti. Nel Partito Democratico ci sono sensibilità differenti, nel Movimento 5 Stelle pure. Ma il vero problema è un altro, che non esistono più i partiti di una volta, quelli che decidevano una linea politica e tutti la rispettavano. Oggi il segretario può trovare un accordo, ma poi in Consiglio comunale c’è sempre qualcuno che decide di fare diversamente.
C’è chi ipotizza una caduta anticipata dell’amministrazione Episcopo, già a febbraio o comunque una volta appurata la data delle politiche che aprirebbe il valzer delle candidature in Parlamento.
Personalmente non ci credo. Penso che la Sindaca arriverà fino alla conclusione del mandato. I consiglieri comunali difficilmente sceglieranno di interrompere questa esperienza.
E il centrosinistra potrebbe riproporre ancora Maria Aida Episcopo?
È presto per dirlo. Molto dipenderà da ciò che riuscirà a fare nei prossimi due anni. Se riuscirà a recuperare consenso potrà essere ancora lei la candidata. Se invece il trend resterà quello attuale sarà inevitabile aprire una riflessione.
Da dove dovrebbe ripartire l’amministrazione?
Guardando meno agli scontri politici e di più ai cittadini. A Foggia esiste una vera emergenza abitativa. Per questo avevo visto positivamente l’housing sociale: avrebbe consentito di aumentare il patrimonio di alloggi pubblici destinati alle famiglie in difficoltà. È questo il tipo di problemi che la politica dovrebbe affrontare.

Intanto mentre nel centrosinistra si lavora per consolidare gli equilibri interni, anche il centrodestra foggiano ha avviato il confronto in vista delle prossime elezioni amministrative. Negli ultimi giorni si sono susseguite riunioni tra i partiti della coalizione per iniziare a delineare il percorso che porterà alla scelta del candidato sindaco e alla composizione delle liste.Tra i nomi che, per ruolo politico, vengono considerati naturalmente in corsa figurano il capogruppo di Fratelli d’Italia Claudio Amorese e il segretario cittaino di Forza Italia Pasquale Rignanese, entrambi ritenuti candidabili di diritto. Tra i profili più accreditati viene inoltre indicata Rita Montrone, esponente di Fratelli d’Italia che alle ultime elezioni regionali ha ottenuto un significativo consenso nella città di Foggia.

Non viene esclusa neppure l’ipotesi di ricorrere alle primarie di coalizione, soluzione che consentirebbe ai diversi aspiranti candidati di misurarsi sul campo e arrivare a una scelta il più possibile condivisa. Più del nome del futuro sindaco, tuttavia, nel centrodestra sembra emergere la volontà di costruire una squadra amministrativa fortemente caratterizzata dalle competenze.  L’idea è quella di affiancare al candidato una squadra di assessori altamente qualificati, dei veri e propri “mini sindaci”, ciascuno con esperienza specifica nel settore di competenza: dall’urbanistica ai lavori pubblici, fino ai servizi finanziari. Tra le priorità individuate figurano il risanamento dei conti comunali, il recupero dell’immagine di Foggia all’esterno e il rilancio dell’attrattività della città per investitori e imprese, senza trascurare il tema della sicurezza e della qualità della vita. Una strategia che punta a presentare agli elettori non soltanto un candidato, ma un progetto amministrativo fondato su competenza e capacità di governo. Tutto questo chiaramente Episcopo permettendo...

(di Antonio Cardano).

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