“Mi riservo di parlare dopo aver ricevuto ed esaminato gli atti”. A parlare a l’Attacco è l’avvocato Roberto Sisto, legale dell’ex sindaco di Cerignola Antonio Giannatempo, con un peso tuttora rilevante su Fratelli d’Italia nella città ofantina, dove il medico esprime il coordinatore Franco Reddavide. Il 76enne ginecologo in pensione è tra gli indagati nell’inchiesta della DDA di Bari sugli assalti ai blindati portavalori, che venerdì scorso ha portato all’arresto di sette persone. Giannatempo è accusato di favoreggiamento per aver avvertito uno dei presunti banditi e i suoi familiari della presenza di microspie nella stanza di ospedale dove l’uomo, ferito durante un assalto, era ricoverato. Accadde tra il 18 e il 25 novembre 2024 quando Giannatempo, già all’epoca in pensione, era stato in servizio proprio nell’ospedale di Cerignola dove il 40enne Biagio Barrasso, tra gli odierni arrestati, era ricoverato per aver riportato una ferita da arma da fuoco, nel corso di una rapina commessa sulla statale 96 all’altezza di Toritto, nel Barese, il 6 novembre di quell'anno. Secondo gli inquirenti, Giannatempo si sarebbe adoperato affinché i familiari di Barrasso potessero visitarlo al di fuori degli orari consentiti per le visite, raccomandando di avvertire i visitatori: “Parlare poco…non tutto si può dire...tutt'al più le scrivessero le cose...portassero un foglio e una penna”. Secondo la Direzione distrettuale antimafia, così il ginecologo avrebbe aiutato il 40enne ad eludere e sottrarsi alle indagini riguardanti le circostanze del suo ferimento, attive anche con intercettazioni audio-video nella stanza di degenza dove Barrasso era ricoverato, esortandolo a non parlare con nessuno. Nessun commento arriva dal coordinatore provinciale e consigliere regionale Giannicola De Leonardis, contattato da l’Attacco, mentre parlano i due parlamentari meloniani.
“Sono certo che Antonio chiarirà la propria posizione”, commenta a l’Attacco il deputato Giandonato La Salandra. “L’ordinanza nel suo complesso merita una riflessione molto più ampia e la necessità di fermarsi tutti un attimo, come peraltro ho avuto modo di affermare durante il consiglio straordinario monotematico di Cerignola”.
“Conosco Antonio Giannatempo da tanti anni e ne ho sempre apprezzato l’impegno umano e istituzionale. Proprio per questo guardo a questa vicenda con rispetto e con la dovuta prudenza”, dice a l’Attacco la senatrice FdI Annamaria Fallucchi. “Ho piena fiducia nel lavoro della magistratura, che farà il proprio corso, ma allo stesso tempo ritengo che il principio della presunzione di innocenza debba valere per tutti, senza eccezioni. Evitiamo processi mediatici e attendiamo che siano i fatti e gli accertamenti a chiarire ogni aspetto della vicenda”.
Tace il consigliere regionale Nicola Gatta, pure interpellato dal giornale. Sarcastico, invece, l’ex sindaco Franco Metta, che nel consueto video Fb ha preso di mira il primo cittadino dem Francesco Bonito: “Scusate se mi scappa un poco da ridere perché, avendo una fantasia malata, mi immagino il Bollito (Bonito, ndr) quando gli avranno portato il giornale con titolo in prima pagina, quello degli arresti sui blindati e sotto la scritta “indagato per favoreggiamento l'ex sindaco di Cerignola”. Mi immagino il Bollito che si alza in piedi e inizia a festeggiare come se avesse fatto gol, poi arriva il figlio e gli dice: papà, non è Metta, è Giannatempo, quello che con i suoi voti ha determinato la tua elezione”.
Intanto non è sfuggito ai meloniani cerignolani e foggiani come Giannatempo, ieri l’altro, pur alle prese con la baraonda che lo ha travolto e su cui non ha proferito parola, abbia trovato la volontà di ribadire la propria appartenenza alla corrente fittiana del partito. Lo ha fatto commentando su Fb il post in cui Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea, ha comunicato l’incarico di rappresentante speciale dell'Unione europea per Cipro: “La tua innata correttezza, la tua particolare capacità di confrontarti con tutti, la tua smisurata intelligenza ti rendono indispensabile per la risoluzione dei problemi. Ad maiora semper, buon lavoro. A presto per un affettuoso saluto”. E non manca chi si domanda se Fitto, vista l’indagine della DDA che coinvolge il cerignolano, vorrà sentirlo.
Nell’articolo di ieri de l’Attacco sul caso Giannatempo si citava anche l’ex presidente del consiglio comunale Natale Curiello, oggi in Lega, indagato nell’ambito dell’inchiesta del 2025 sul resort San Barbato per autoriciclaggio. Erroneamente si riconduceva a tale indagine l’arresto e la remissione in libertà invece avvenuti nel 2013 nell’ambito di altra indagine giudiziaria, refuso di cui l’Attacco si scusa coi lettori e col diretto interessato. Già nella mattinata di ieri l’errore è stato corretto sul sito web e sull’edizione digitale del giornale. “Non ho mai ricevuto alcuna informazione di garanzia, comunicazione o altro atto giudiziario in relazione alla vicenda richiamata dall’articolo”, spiega Curiello. “Non sono mai stato arrestato e, di conseguenza, non sono mai stato rimesso in libertà per fatti riguardanti il San Barbato Resort. Non si tratta di una sfumatura o di una diversa interpretazione dei fatti, si tratta di affermazioni gravi e false”.
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