“Anche la seconda edizione di Ciambò è terminata. Non possiamo restare in silenzio davanti ad una tale manifestazione di insensibilità sociale e politica spacciata come volontà di valorizzare il territorio e le sue tradizioni. Quale territorio e quali tradizioni si riscontrano in una tavolata privata (tale è) con biglietto a pagamento di 65 euro a persona? Quali sono il valore e le nuove opportunità per una comunità esclusa umiliata e obbligata a guardare gli altri senza poter partecipare?”.
“Che grave errore sta compiendo questa amministrazione di “sinistra” che privilegia i pochi e tiene fuori (letteralmente) i tanti!
“Errore o scelta politica della bella gioventù della “sinistra” locale? E chi paga le stravaganti idee di questi rampanti esperti di convivialità e strategie turistiche? Gli esclusi. E cosa ne viene agli esclusi, i soldi dei turisti? Quali, quanti, dove, come. Le riduzioni della Tari per i cittadini più fragili?
“Dall’ultimo Consiglio comunale proprio sulla Tari si è capito il contrario. Come ha detto il nostro consigliere comunale in Consiglio, Libero Palumbo, i tanti fragili, economicamente e non solo, restano esclusi e i pochi fortunati festeggiano “Ciambò”, alla faccia della inclusività sociale proclamata a gran voce sui programmi elettorali da questi nuovi paladini della nostra “povera” comunità.
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