Il Canone Unico Patrimoniale sulle tende parasole, noto storicamente come “tassa sull'ombra”, si applica alle tende fisse o retrattili delle attività commerciali che sporgono sopra spazi pubblici, configurando un'occupazione del suolo o dello spazio aereo sovrastante. Disciplinato dalla Legge 160/2019, questo canone ha sostituito le vecchie tasse TOSAP, COSAP e l'imposta sulla pubblicità. La gestione e le esenzioni sono interamente delegate ai singoli Comuni, le regole specifiche variano in base al Regolamento comunale del luogo in cui si trova l'immobile. Alcune amministrazioni, come i Comuni di Livorno o Perugia, hanno abolito del tutto il canone sulle tende per supportare il commercio. Ed è quanto chiede il consigliere comunale Nunzio Angiola che con un comunicato stampa fa sapere di aver presentato una proposta di modifica del Regolamento del Canone Unico Patrimoniale affinché il Comune di Foggia introduca l’esenzione totale, oppure, in subordine, una significativa riduzione del canone dovuto per le tende parasole fisse e retrattili aggettanti sul suolo pubblico. “Non si tratta di una proposta estemporanea né tantomeno irrealizzabile. Esistono già precedenti in Italia. Il Comune di Livorno, ad esempio, ha previsto nel proprio regolamento l’esenzione dal Canone Unico Patrimoniale per le occupazioni effettuate con tende fisse o retrattili, dimostrando che una scelta di questo tipo è perfettamente compatibile con la normativa vigente”, ha continuato Angiola nella sua nota.
“Continuare a tassare le tende significa, nei fatti, tassare l’ombra. È una logica che oggi appare, in città come Foggia, anacronistica. Le tende parasole non rappresentano un privilegio concesso agli esercenti, ma producono un beneficio collettivo. Rendono più confortevoli gli spazi pubblici, proteggono cittadini e clienti dall’esposizione diretta ai raggi solari, favoriscono la permanenza nelle vie dello shopping, sostengono il commercio di prossimità e contribuiscono alla vitalità del centro urbano. In una città come Foggia, tra le più calde d’Italia durante il periodo estivo, esse costituiscono anche uno strumento concreto di adattamento ai cambiamenti climatici. L’ombreggiamento degli spazi urbani è oggi una misura raccomandata dalle politiche di resilienza climatica delle città europee. Se da un lato si investe in alberature, pergolati e infrastrutture verdi per contrastare le isole di calore, dall’altro appare contraddittorio continuare a gravare economicamente su chi, con risorse proprie, realizza sistemi di ombreggiamento che migliorano la qualità della vita negli spazi pubblici – ha continuato il consigliere di Cambia -. Questa proposta rappresenta anche un segnale di vicinanza alle attività commerciali, che negli ultimi anni hanno dovuto affrontare aumenti dei costi energetici, inflazione, calo dei consumi e le difficoltà di un mercato sempre più complesso. Eliminare o ridurre questa voce di costo significa sostenere concretamente chi contribuisce ogni giorno alla vitalità economica della città”, ha affermato il consigliere di opposizione, evidenziando la necessità da parte della classe politico-amministrativa della città di Foggia di dare un segnale di apertura e di supporto alle categorie produttive cittadine, ormai numericamente ridotte.
“L’auspicio è che su questo tema si possa registrare una convergenza ampia, al di là degli schieramenti politici”, ha proseguito Angiola, ricercando l’unione su tale argomento anche da parte degli altri gruppi politici.
“Se una città come Livorno ha già compiuto questo passo, anche Foggia può e deve avere il coraggio di farlo. È arrivato il momento di dire basta alla “tassa sull’ombra” e di trasformare una voce di prelievo in un incentivo alla vivibilità della nostra città”.
A l’Attacco Angiola sostiene la bontà del proprio progetto, ritenendo che non si può parlare di una piena e compiuta modernità e di sostegno alle categorie produttive senza tenere conto del clima e di come esso sia diventato fortemente impattante nella vita quotidiana.
“Non possiamo parlare di città resiliente ai cambiamenti climatici e, allo stesso tempo, continuare a far pagare una vera e propria tassa sull’ombra. Chiedo all’Amministrazione comunale un atto di buon senso: esentare o ridurre drasticamente il Canone Unico Patrimoniale sulle tende parasole. Sarebbe un segnale concreto a favore del commercio, della salute pubblica e della vivibilità urbana. Se Livorno ha già dimostrato che è possibile, non vedo perché Foggia non debba farlo”, ha concluso.
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