San Marco in Lamis, l’indagine di Procura e GdF ha fatto cadere la prima testa in Comune: via Del Mastro

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E’ caduta la prima testa, all’interno del Comune di San Marco in Lamis, dopo l’inchiesta di Procura di Foggia e Guardia di Finanza su presunti episodi di corruzione, turbativa negli appalti pubblici, induzione indebita, falso, omissione di atti d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, truffa e reati in materia di lavori pubblici. Un’indagine ampia quella del pm Giuseppe Mongelli, che però coinvolge soprattutto l’ente amministrato dal due volte sindaco dem Michele Merla, oggi anche consigliere provinciale. L’Attacco lo aveva anticipato giorni fa e ora c’è l’ufficialità rispetto alle dimissioni del dirigente comunale Antonio Del Mastro, indagato al pari del primo cittadino, da cui fu scelto come dirigente a tempo determinato negli scorsi anni come responsabile dei lavori pubblici. Che l’ingegnere avesse rassegnato le proprie dimissioni era stata la voce circolante sul finire della scorsa settimana, riportata su queste colonne. Poi qualcuno aveva dubitato di tale reale sua intenzione e ipotizzato un ripensamento. E invece no: come era stato scritto – e come ora confermato dalla determina del responsabile del settore affari generali Michele Giuliani di presa d’atto e risoluzione del contratto – Del Mastro, “assunto con contratto di lavoro a tempo pieno e determinato ai sensi dell’articolo 110, comma 1 del D.lgs.n.267/2000, in servizio dal 29.04.2022 fino a scadenza del mandato sindacale, ha rassegnato le dimissioni volontarie dal servizio a decorrere dal 19 luglio prossimo”. Il termine di risoluzione del rapporto del lavoro decorre dal 19 luglio, dunque l’ultimo giorno lavorativo è il 18 luglio 2026. C’è chi parla di una decisione dovuta ad una accesa discussione con Merla, che lo sollecitava a lasciare l’incarico. Peraltro, l’ingegnere non avrebbe gradito affatto il goffo tentativo di mettere una pezza spostandolo in altro settore, come funzionario di alta qualificazione degli affari generali. Per gli inquirenti Del Mastro, come responsabile del settore lavori pubblici e manutenzione, avrebbe falsamente attestato l'assenza di causa e incompatibilità tra l'ufficio pubblico ricoperto e l'essere socio di Res Aedificatoria Real Estate srl, società che ha in corso di realizzazione un complesso residenziale nel paese garganico. Inoltre, la realizzazione del complesso immobiliare avrebbe comportato la commissione di gravi illeciti superati formalmente con la redazione dell'attuale Piano urbanistico generale del Comune sammarchese, atto che sarebbe viziato da irregolarità e omissioni di natura tecnica. 

E’ per tale ragione che il pm Mongelli ha chiesto al Comune: tutti i permessi a costruire, nonché relativi fascicoli istruttori, rilasciati all’impresa del dirigente Del Mastro, ovvero Res Aedificatoria Real Estate srl; l'atto di sottomissione, datato 31 ottobre 1975 e registrato il 10 novembre di quell’anno col numero 8051 presso il Comune di San Marco in Lamis; il PUG (Piano urbanistico generale) del Comune approvato con delibera del consiglio comunale nel 2014, in particolare per quel che attiene al regolamento edilizio per le nuove costruzioni; gli atti di nomina di Del Mastro per gli incarichi ricoperti nel tempo presso il Comune di San Marco in Lamis.

Già a gennaio 2025 l’Attacco evidenziò i dubbi circolanti a San Marco in Lamis dopo che il dirigente Del Mastro all’incarico relativo all’urbanistica aggiunse anche quello dei lavori pubblici, rimasto vacante dopo l’assunzione del dirigente Tullio Daniele Mendolicchio (anch’egli indagato nell’ambito della stessa inchiesta) presso il Comune di Foggia.

L’ex assessore comunale Del Mastro, infatti, appariva controllore e controllato al contempo, per via del suo coinvolgimento nell’affare del villino Serrilli. Come rivelato su queste colonne nel 2024 e mai smentito dai diretti interessati, sono nomi noti quelli relativi al caso della demolizione e ricostruzione dell’antica villa Serrilli, tutelata dalla Soprintendenza, in favore della costruzione di numerosi appartamenti nel pieno centro della città garganico. Il vincolo della Soprintendenza fu dapprima confermato dal TAR ma poi annullato dal Consiglio di Stato.

L'area interessata è stata per ben due volte asservita ad inedificabilità e vi erano state ben due dinieghi ad edificare da parte dell'amministrazione comunale nel 1994, col sindaco Galante, e nel 2011 con atto a firma del responsabile del Settore urbanistica, ingegnere Mendolicchio, il quale ricoprì tale incarico fino al termine del 2023. Poi ne prese il posto l’ingegner Del Mastro, fino a quel 31 dicembre 2023 responsabile del Settore lavori pubblici e manutenzione. Villa Serrilli tempo fa fu acquistata dalla Res Aedificatoria Real Estate srl, costituita nel 2012 e avente come amministratore unico Antonio Nardella. L’Attacco evidenziò che erano però altre quattro persone quelle che comparivano come soci della srl: al 33,33% ciascuno il dirigente comunale Antonio Del Mastro e Gentile Costruzioni srl (dunque il costruttore Pietro Gentile), mentre al 16,67% ciascuno l’ingegnere Giacinto Lombardi e suo fratello Franco Nazario Lombardi. In aula vi sono ben due consiglieri di maggioranza parenti stretti - Elisa Catta moglie di Nazario Lombardi e Luigi De Nisi cugino di Giacinto e Nazario Lombardi - di soci di Ars Aedificatoria, che sta costruendo nel luogo del demolito Villino Serrilli.

In paese si pensa già alle comunali del 2027, con Merla che sarebbe intenzionato a riprovarci per la terza volta. Ma non tutti sono d’accordo, tra i suoi. Nel Pd ambierebbero a succedergli, secondo fonti sammarchesi, sia Caterina Ferro che Nicola Potenza, con il sostegno di Tosco. Angelo Ianzano, già dato per candidato sindaco, era assessore con Merla quando Del Mastro fu assunto e che si è occupato del servizio di igiene urbana. Ora qualcuno pronostica che Del Mastro sosterrà Ianzano, che lo volle in Comune e che fu determinante per il successo di Merla.

Intrecci e scenari che per gli analisti locali spiegano i silenzi di oggi sui fatti legati all’inchiesta giudiziaria e a quanto accade a Palazzo di città. Silenzi nell’opposizione ma anche, e soprattutto nel Pd provinciale e regionale: questo perché Merla da anni è uno degli attori principali della galassia che fa capo all’assessore regionale e dominus dem Raffaele Piemontese.

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