Si parla del deposito plastica Corepla: impianto ASE resta ancora fermo nonostante l’utilizzo di soldi pubblici

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Un servizio del TGR Puglia ha rimesso Manfredonia al centro di vicende che sembrano riproporsi ciclicamente: le aree industriali, le scelte calate dall’alto, le competenze che si intrecciano tra Comuni confinanti. La notizia era inerente due nuove aree individuate da Corepla (Consorzio per il recupero della plastica) per il deposito temporaneo della plastica selezionata e pressata: Galatina e Manfredonia. È bastato questo per scatenare un immediato cortocircuito comunicativo, con ipotesi, allarmi, supposizioni e una domanda che ha iniziato a circolare con insistenza: dove sarebbe questa area? E soprattutto: chi decide? La voce che si è fatta largo più rapidamente è quella che punta all’Isola 12 dell’ex area Enichem. Un luogo che, per storia e simboli, basta nominarlo per far scattare reazioni istintive. Ma l’Isola 12 non ricade nel territorio amministrativo di Manfredonia, bensì in quello di Monte Sant’Angelo. Proprio da Monte arrivò una frase che è tornata a circolare. In un comizio del 2022, Pierpaolo d’Arienzo disse: “Abbiamo sentito i nostri amici e cugini di Manfredonia, ma nel territorio di Monte Sant’Angelo decide Monte Sant’Angelo”. Un’affermazione che alludeva proprio all’area ex Enichem e ai progetti possibili grazie alle ZES. Oggi, quella frase viene letta come una sorta di rivendicazione preventiva. In questo clima di incertezza, il già capogruppo democratico Massimo Ciuffreda è stato il primo a intervenire, con un ragionamento che non parte dall’ipotesi Corepla ma da ciò che Manfredonia già possiede e non utilizza. “Prima di immaginare nuovi impianti o nuove servitù per il nostro territorio, c’è una domanda che la politica regionale dovrebbe porsi: perché non valorizzare ciò che già esiste?” dice. E ciò che esiste, per lui, è l’impianto ASE, fermo da anni per un cavillo territoriale e burocratico. “Un ostacolo che non penalizza soltanto quell’impianto, ma finisce per frenare lo sviluppo di un’intera area industriale, con ricadute negative su investimenti, occupazione e competitività”. 

Il Comune di Manfredonia, invece, ha scelto un tono più difensivo, dal momento che non entra nel merito delle aree, né delle competenze. Punta tutto sulla necessità di ridimensionare l’allarme, perché “il dibattito pubblico è stato attraversato da ricostruzioni che hanno alimentato forte preoccupazione tra i cittadini, lasciando intendere che Manfredonia sia stata già individuata quale sede di un impianto per la plastica”. 

Secondo la versione di Palazzo San Domenico, la riunione regionale non annunciava decisioni ma affrontava una criticità della filiera pugliese della plastica. “Si parla dell’eventuale individuazione, da parte di Corepla, di un’area logistica privata destinata al deposito temporaneo di plastica già selezionata, pressata e stoccata”. Nessun impianto di trattamento, quindi, e nessuna decisione ufficiale. E soprattutto un invito: “Appare quanto mai necessario evitare di trasformare ipotesi tecniche ancora in fase di approfondimento in certezze assolute”.

Anche per Angelo Riccardi – seppur per ragioni diverse - l’allarme sull’impianto Corepla è “ingiustificato e, per certi versi, grottesco”. 

“Un impianto CSS a Manfredonia dovrebbe essere letto come un’occasione di sviluppo e nuova occupazione, non come una minaccia – la sua tesi -, men che meno sul piano ambientale, dove il rischio è semplicemente inesistente”.

Riccardi mette al centro della scena, però, l’impianto ASE mai entrato in funzione, che diventa il simbolo di un’Amministrazione che parla di ciò che non esiste e tace su ciò che esiste già. “Mi sarei aspettato, dopo due anni, almeno una parola sull’impianto di selezione realizzato da ASE S.p.A.: una struttura che esiste, pagata con denaro pubblico, capace di produrre benefici economici e ambientali, e che invece resta inutilizzata”. 

Ricorda i numeri: 900.000 euro di investimento, dodici posti di lavoro potenziali, miglioramento della differenziata, riduzione della TARI. “Il Comune interviene per rassicurare la città su un impianto che non esiste ancora, e tace su quello che la città possiede già”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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