Casa Sollievo della Sofferenza, adesso è tutto nelle mani di Leone XIV: cosa può fare la Regione?

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Per decenni è stata il simbolo della sanità cattolica italiana, l’opera più potente e visionaria lasciata da Padre Pio: un ospedale nato per curare i corpi e lenire le sofferenze dell’anima. Oggi però Casa Sollievo della Sofferenza attraversa la crisi più difficile della sua storia. Debiti milionari, conti fuori controllo, vertenze e tensioni interne hanno spinto il Vaticano a intervenire direttamente. Papa Leone XIV ha deciso di “attenzionare” l’ospedale di San Giovanni Rotondo, istituendo una commissione speciale chiamata a fare chiarezza sui bilanci e a mettere in sicurezza il futuro della struttura. Le cifre emerse nelle ultime settimane raccontano un quadro pesantissimo: un disavanzo che, secondo diverse ricostruzioni, oscillerebbe tra i 220 e i 300 milioni di euro. Numeri che hanno acceso l’allarme dentro e fuori le mura del Policlinico fondato da Padre Pio, considerato per anni un’eccellenza sanitaria e uno dei principali punti di riferimento del Mezzogiorno. Il rischio evocato da più parti è quello di un default che avrebbe conseguenze enormi non solo sul piano economico, ma anche sociale e sanitario. La decisione del Pontefice rappresenta un passaggio storico e insieme drammatico. Il Vaticano sceglie infatti una linea durissima: vigilanza straordinaria, controllo dei conti e verifica della gestione per tentare di salvare una delle opere simbolo della Chiesa nel mondo. Un intervento che arriva dopo mesi di indiscrezioni, tensioni e preoccupazioni crescenti attorno ai bilanci dell’ospedale. Intanto, mentre si cerca di capire dimensioni e responsabilità della crisi, cresce l’ansia tra dipendenti, pazienti e territori che da decenni guardano a Casa Sollievo come a un presidio essenziale. Perché la partita che si apre non riguarda soltanto i numeri. In gioco ci sono il futuro di migliaia di lavoratori, la tenuta di una struttura strategica per il Sud e soprattutto l’eredità morale e spirituale dell’opera voluta da Padre Pio. L’Attacco prova a  ricostruire le ragioni del commissariamento, i conti della crisi, le reazioni del mondo politico e istituzionale, le tensioni interne e gli scenari che ora si aprono per il futuro dell’ospedale simbolo di San Pio che tutti hanno interesse di tutelare.

La decisione di Papa Leone XIV di istituire una Commissione di indirizzo e vigilanza per accompagnare il rilancio della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza apre una nuova fase per l’ospedale fondato da Padre Pio a San Giovanni Rotondo. Una scelta che ha raccolto reazioni dal mondo politico e istituzionale, accomunate dalla convinzione che la struttura rappresenti un patrimonio sanitario, occupazionale e sociale da salvaguardare. Tra i primi a intervenire il deputato foggiano di FdI, Giandonato La Salandra, che ha definito il provvedimento del Pontefice “una decisione lungimirante” per tutelare “un’eccellenza sanitaria, umana e spirituale della Capitanata e dell’intero Mezzogiorno”. “La scelta del Santo Padre testimonia ancora una volta la centralità dell’opera voluta da San Pio da Pietrelcina e la volontà concreta di garantirne il futuro”, ha dichiarato il parlamentare, ricordando come Casa Sollievo rappresenti un presidio sanitario e di ricerca riconosciuto a livello nazionale. La Salandra ha inoltre sottolineato la necessità di individuare adeguate misure di sostegno per consentire alla struttura di continuare a garantire cure d’eccellenza, innovazione e assistenza ai pazienti provenienti da tutta Italia.

Sul tema è intervenuto anche Giulio Scapato, consigliere regionale di Prossima, che ha invitato a leggere il provvedimento pontificio senza parlare impropriamente di commissariamento. “È giusto e normale che il Papa voglia vedere chiaro all’interno della struttura e valutare la situazione economica, che presenta una debitoria consistente”, ha spiegato. Scapato ha evidenziato i limiti di intervento della Regione Puglia rispetto alla gestione di una struttura privata, ma ha anche ribadito la necessità di salvaguardare un presidio sanitario strategico per l’intero territorio. “Casa Sollievo è un ospedale di eccellenza e la priorità è non perdere queste realtà. Salvare la struttura significa anche evitare i costi della mobilità passiva e preservare un importante turismo sanitario che porta risorse sul territorio pugliese”. Secondo il consigliere regionale, la Regione potrebbe contribuire affinché le risorse destinate alla sanità rimangano in Puglia anziché finire fuori regione. “Se emergeranno errori macroscopici sarà compito del Papa intervenire e sostituire chi ha fallito”, ha aggiunto. Nel corso dell’intervento, Scapato ha anche allargato il ragionamento alla situazione della sanità pugliese, sottolineando come le responsabilità debbano essere condivise tra i diversi livelli istituzionali. “È vero che il Governo centrale non eroga somme sufficienti per coprire l’aumento dei costi di farmaci e personale, ma è anche vero che chi ha amministrato precedentemente non è esente da colpe e per questo il presidente Decaro ha già messo mano a ciò che era nelle sue possibilità, sostituendo vertici che  potrebbero aver contributo  a questa situazione”.

Posizione favorevole anche quella della consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Rosa Barone, che ha accolto con soddisfazione l’intervento diretto della Santa Sede. “Sono molto contenta che il Papa abbia voluto prendersi cura direttamente della situazione attraverso una commissione di vigilanza - ha dichiarato - perché solo approfondendo e guardando in faccia la realtà dei numeri si può davvero affrontare e risolvere il problema”. Per Barone il primo pensiero deve andare “all’opera voluta da Padre Pio”, ma anche ai pazienti, agli utenti e al personale sanitario che ogni giorno opera nella struttura. “È importante che si faccia piena luce sulla realtà dei fatti affinché si possa lavorare nella massima serenità e garantire il servizio che cittadini e malati meritano”, ha aggiunto.

Tra gli interventi anche quello dell’onorevole di Forza Italia Giandiego Gatta, che ha espresso fiducia nel lavoro della nuova Commissione nominata dal Pontefice. “Mi auguro che la commissione di indirizzo e vigilanza espleti al meglio ogni sua attività e che possa trovare già riscontro  nei prossimi mesi”, ha dichiarato. Gatta ha sottolineato la complessità della situazione economica della struttura, parlando di “un buco finanziario che, da quanto si apprende, supererebbe i 220 milioni di euro”, ricordando anche l’esistenza di crediti verso la Regione Puglia “di cui si è parlato troppo poco”.  Nonostante le difficoltà, il parlamentare azzurro si è detto fiducioso nella scelta compiuta da Papa Leone XIV.  “Sua Santità ha dimostrato grande sensibilità verso la condizione attuale di uno dei più prestigiosi ospedali italiani. La decisione di nominare una commissione con un comitato tecnico rappresenta la prova più tangibile della Sua volontà di garantire al nosocomio di San Pio, efficienza,  efficacia e sostenibilità economica e finanziaria quindi continuità nel tempo”. Per Gatta, Casa Sollievo della Sofferenza “è patrimonio della comunità garganica, pugliese e non solo” e dovrà continuare ad essere “un punto autorevole di riferimento nel campo medico e della ricerca scientifica a livello nazionale”.

Sulla stessa linea d’onda anche il Consigliere regionale e segretario provinciale di Foggia di Forza Italia Paolo Dell'Erba. “L'attenzione del Papa sulla situazione di Casa Sollievo della Soffefenza non mi sorprende. Credo che i provvedimenti che saranno presi potranno delineare la giusta strada per venire fuori da questo difficile momento in cui salvaguardia dei posti di lavoro e adeguati stipendi devono essere al primo posto, così come la qualità dell'assistenza sanitaria riconosciuta a livello nazionale. Ero presente a San Giovanni Rotondo in occasione del settantesimo anniversario di Casa Sollievo, una struttura che non è solo un ospedale ma un'opera voluta da San Pio. L'impegno del Santo Padre è un segnale importante che dovrà essere raccolto da chi può e deve fare qualcosa per l'ospedale”.

Ad intervenire sulla vicenda anche il sindacato Fials. Il segretario aziendale Maurizio Di Candia ha spiegato che la decisione del Papa sarebbe maturata anche alla luce delle numerose richieste inviate al Vaticano dai rappresentanti dei lavoratori. Secondo la Fials, il dato più rilevante riguarda i poteri attribuiti alla Commissione vaticana, chiamata ad assumere decisioni di ordinaria e straordinaria amministrazione e ad avere un ruolo diretto nella governance della Fondazione. Un elemento che, secondo il sindacato, ridimensionerebbe anche il peso del Comitato tecnico e della direzione generale, più volte contestata dai rappresentanti dei lavoratori. “Le decisioni strategiche saranno assunte dalla Commissione ed è questo il punto centrale”, ha sottolineato Di Candia, che guarda già ai prossimi passaggi relativi al rinnovo degli organi amministrativi della Fondazione.  “Ci aspettiamo di essere ascoltati dalla nuova Commissione - ha concluso - affinché si possa definire un percorso credibile di riequilibrio e rilancio della struttura coinvolgendo anche la Regione Puglia”.

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