Concorsone a Vigna Nocelli, è stata un’avventura (in tutti i sensi): in viaggio da tutta la Penisola

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Giornata numero quattro a Vigna Nocelli per il concorso che vede ben 21.022 aspiranti operatori socio-sanitari contendersi i 1.000 posti disponibili. Il concorso, bandito dal Policlinico Riuniti di Foggia, ha visto un’adesione massiccia di candidati provenienti da quasi tutte le regioni della Penisola, anche se a detta di molti concorsisti, in tanti hanno deciso di non presentarsi, stante la lontananza da casa. Non ha aiutato certo la scelta della location per il sostenimento delle prove. A sollevare criticità sono stati tanti aspiranti che giunti da diverse parti d’Italia si sono ritrovati nelle campagne del foggiano per arrivare a Vigna Nocelli, una struttura privata, con non pochi disagi per la viabilità degli autobus e delle automobili arrivati sul posto. Per la verità tale scelta è stata criticata dall'ex consigliere regionale Mario Conca, che ha denunciato i disagi vissuti dai partecipanti, molti dei quali hanno dovuto affrontare lunghe attese tra code di automobili e temperature elevate. “Parliamo di 21.022 candidati per 1.000 posti, numeri che avrebbero richiesto una programmazione all’altezza”, aveva osservato Conca. Per la circostanza sarebbe stato più opportuno utilizzare altre location che senz’altro si sarebbero meglio prestate allo scopo, come la Fiera di Foggia o magari adottare gli spazi dell’ateneo foggiano, oppure valutare la Fiera del Levante di Bari. Altro nodo è quello della sicurezza e del soccorso in caso di malori, ipotesi non peregrina, viste le alte temperature di questi giorni. “In caso di emergenza, come avrebbe potuto transitare un’ambulanza in mezzo a questa interminabile fila di veicoli?”. La presenza di suoli agricoli che fanno da sponda alla strada, costituisce certamente un ostacolo per il transito dei veicoli destinati ad avere la precedenza stradale, quelli legati alla sicurezza e al soccorso sanitario. Tali perplessità sono state poste anche da Tommaso Scatigna, consigliere regionale di Fratelli d’Italia che, con una nota stampa, non meno di tre giorni fa si era così espresso: “Avevamo già segnalato pubblicamente da almeno due settimane attraverso il collega, Giannicola De Leonardis, una possibile concentrazione delle prove in un’unica sede, con conseguenti criticità organizzative e sociali”.

Sono 21.022 gli aspiranti al cosiddetto “posto fisso”, quello garantito dal contratto collettivo nazionale sulla sanità, per i candidati al concorso per Operatori Socio Sanitari bandito dal Policlinico Riuniti di Foggia. La prima fase concorsuale prevede in tre turni giornalieri, a partire dal 22 giugno, per concludersi il 30, la somministrazione della prova preselettiva consistente in una trentina di domande a quiz, alle quali si aggiungono tre ulteriori quesiti supplementari. Appena 1000 sono i posti messi a bando per un ruolo professionale del quale mai come negli ultimi anni se ne sente la necessità.

Sono in tantissimi, provenienti da tutta Italia ad essere giunti in quello che probabilmente diventerà l’agro più famoso della Penisola, quello tra Lucera e il capoluogo, per via della presenza della struttura scelta dalla governance del Policlinico Riuniti di Foggia per l’espletamento delle prove: il Resort Vigna Nocelli. Il concorso è ambitissimo per gli aspiranti OSS, vista la non recente messa a bando del contest a livello sanitario. L’ultimo concorso bandito, risalirebbe al 2018, troppo tempo per una crescente richiesta di fabbisogno professionale, legata al turn-over e alla necessità per tanti di entrare nel mondo del lavoro dalla porta principale: quella della Sanità pubblica.

Ed è proprio la voglia di lavorare nel pubblico che ha spinto tanti concorrenti a percorrere centinaia di chilometri, sfidando il caldo, l’aleatorietà di una prova concorsuale ritenuta dai più organizzata male, oltre alle difficoltà connesse alla sede non proprio agevole per chi non è del posto. Tali problematiche, soprattutto quelle legate alla comprensibilità del bando di concorso, sono emerse tra i candidati che come spesso accade, si sono riuniti in camere virtuali, come chat WhatsApp e gruppi social, nei quali ci si confronta e ci si conforta. L’agognato posto fisso, in una temperie storica dominata dalla precarietà, assume così i contorni non di un’ossessione, come è stata definita da sociologi che ne hanno tratteggiato la valenza associandola alla cultura italica della comodità e dell’agio, ma una necessità, per sottrarsi a logiche di gioco e di sottomissione di un privato poco avvezzo al rispetto delle regole in materia di tutela del lavoro. Intanto a Vigna Nocelli, diventato per l’occasione, padiglione concorsuale ad interim, sono in tanti quelli che aspettano di poter entrare, dopo il primo turno delle 8,30. Ieri mattina, intorno alle 10,45, sono usciti i candidati del primo step.

Ad attenderli, familiari ed amici, mentre pronti a varcare l’ingresso della sala predisposta c’erano i restanti, giunti già dalle prime ore della mattina. Ma, benché la formula del concorso desti più di una perplessità, in quanto ancorata ad un modo di reclutare il personale della PA, per molti versi obsoleto e sesquipedale, c’è da dire che essa generi una certa redistribuzione di moneta.

Basti pensare al pernottamento dei candidati provenienti da fuori provincia e da regioni lontane, costretti a dover prenotare una camera anche per più giorni. Lo sanno bene gli albergatori lucerini che sono stati direttamente contattati dalla direzione del resort, sede delle prove. “Ci è stato chiesto se potevamo dare delle camere a disposizione, ma avendo poca disponibilità, abbiamo dato conferma di 8-10 camere – così racconta Vito Maggiore, titolare dell’Hotel La Balconata, ubicato a due passi dalla stazione di Lucera -. Abbiamo circa 20 ospiti tra i candidati al concorso, molti dei quali giunti in autobus”. Non sa dare un numero preciso degli ospiti della struttura, invece, Stefania Di Noia, responsabile accoglienza del Best Western Hotel Palace, i cui clienti vista la lontananza dal centro abitato, sono quasi tutti automuniti. “Per i pochi arrivati con mezzi pubblici, quasi tutti provenienti dal Veneto e dall’Umbria, abbiamo predisposto un servizio trasfert, unitamente al coordinamento con il Resort per il servizio navetta messo a disposizione da Vigna Nocelli. In ogni caso si sta lavorando abbastanza ed è un bene per il territorio”. Una trentina in tutto sono le camere noleggiate presso l’Hotel Federico II, tenendo dentro anche gli alloggi del b&b di cui dispone il proprietario, Alessandro Circelli, storico albergatore del centro federiciano, così come ha fatto sapere su queste colonne.

Anche il suggestivo Borgo Vinceri, struttura posta alle pendici della Fortezza è stata presa d’assalto, secondo quanto fanno sapere a l’Attacco i responsabili. “Disponiamo di otto camere e almeno sei sono state occupate dai concorsisti, molti dei quali provenienti dal tarantino e dalla provincia di Lecce”. Ma ricettività a parte, secondo i candidati, presenti nella mattinata di venerdì, si sarebbe potuto fare meglio. Ne è convinto Marco, 25 anni barese doc, giunto in auto con la mamma. “La distanza certamente ha avuto il suo peso, per fortuna venendo da Bari sono più vicino, ma ci sono tanti che provengono da località più lontane, ma anche il caldo del periodo scelto non aiuta. È stato deciso tutto in fretta. Insomma, sono tante le cose che non sono andate come avrebbero dovuto. Sarebbe stato meglio se il concorso si fosse svolto negli spazi della Fiera, così come è accaduto a Bari per gli infermieri”.

Dal racconto dei candidati è emerso anche che non poche sono stati i rinunciatari, che non sono proprio partiti alla volta di Foggia. “So di persone che hanno mollato e non si sono proprio mosse. La lontananza con i relativi costi è ad oggi un grosso limite – ha continuato il giovane -, ma ci sono stati anche alcuni che si sono sentiti demotivati soprattutto i primi due giorni quando la situazione qui era improponibile, a causa del caldo e della mancanza di ombreggio, poi man mano nei giorni seguenti, l’organizzazione si è meglio predisposta, montando questi ombrelloni che si vedono in giro per la struttura”.

I primi giorni del concorso sono apparsi ai più assai critici per l’accoglienza di persone giunta da ogni parte d’Italia. Ma, sentito da l’Attacco, Giuseppe Pasqualone, commissario straordinario del Policlinico Riuniti di Foggia, difende la scelta e il corretto agere amministrativo del concorso. “La scelta di optare per Vigna Nocelli è legata al fatto che Foggia non dispone di strutture adeguate. La fiera non può contenere quel numero importante di candidati, oltre al fatto che si sarebbe bloccato tutto in termini di viabilità. In città ci sono sale che sono molto esose e anch’esse non avrebbero potuto contenere i partecipanti. La struttura scelta dispone di un ottimo punto di ristoro ed è perfettamente in grado di garantire frescura ai partecipanti”, ha affermato. Quanto alle polemiche legate alla viabilità, Pasqualone conferma la scelta. “Talvolta la gente non si organizza come dovrebbe ed è poco rispettosa, e poi il primo giorno è sempre così. Da quel che ho appreso, pare che le cose stiano andando per il verso giusto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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