Pazienza-Totaro, la governance che divide. Nuova interrogazione su Tremiti, polemiche sui soldi a Carpino e guerra M5S-Lega

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Divide e scatena polemiche l’ente Parco nazionale del Gargano, rispetto a casi tutti rivelati da l’Attacco. Come il caso Tremiti.

In ogni territorio la tutela dell’ambiente è fondamentale ma se si tratta di un’Area Marina Protetta come le isole Tremiti, vero paradiso naturalistico per la cui salvaguardia lo Stato riversa ogni anno una pioggia di fondi pubblici, l’attenzione dovrebbe essere massima. Eppure proprio alle Diomedee, dove i fondali e l’ecosistema sono delicatissimi e fragili, accade che anche nell’estate 2022 – come già avvenuto lo scorso anno – i campi ormeggio siano un miraggio. Importanti ovunque, diventano essenziali in una riserva marina che deve fra fronte a cambiamento climatico, tropicalizzazione dei mari e surriscaldamento globale ma anche vittima di fenomeni antropici.

L’istituzione di due campi boe, oltre a garantire la maggior sicurezza delle imbarcazioni, avrebbe dovuto inoltre garantire una maggior tutela dei fondali e delle praterie di Posidonia oceanica in particolare, evitando l’utilizzo di ancoraggi alla fonda da parte delle imbarcazioni e salvi, comunque, i divieti di ancoraggio già previsti nelle zone A e B. E invece nulla anche quest’estate: è andata deserta, infatti, la gara dell’ente Parco nazionale del Gargano - che partiva da 139.344,15 euro e scadeva il 22 maggio scorso – per l’affidamento della manutenzione straordinaria e della gestione dei campi boe dell’AMP isole Tremiti per l’anno 2022.

La questione ha meritato una seconda interrogazione parlamentare al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, sempre da parte del deputato tarantino Giovanni Vianello (Alt), che ha segnalato il “rischio per l’ecosistema marino”.

“A causa della discutibile e tardiva gestione sui campi boa che permettono l’ormeggio alle navi e alle barche, fondamentali per preservare dagli ancoraggi le praterie di posidonia che sono un habitat protetto prioritario, alle Isole Tremiti anche quest’anno come l’anno scorso, c’è il pericolo di ancoraggi selvaggi delle imbarcazioni che mettono a rischio l’ecosistema marino”, ha spiegato il parlamentare dopo la notizia del mancato affidamento del servizio di manutenzione e gestione dei campi boa nell’AMP. “Già nel 2021 inviai un’interrogazione al ministro facendo notare una serie di inefficienze nella gestione dell’AMP da parte dell’Ente Parco nazionale del Gargano. Oggi la storia sembra ripetersi con una gara per l’affidamento della gestione dei campi boa andata deserta. Resto oltretutto perplesso”, ha concluso Vianello, “come anche di fronte alla proposta di alcuni privati di provvedere a ripristinare a proprie spese le boe nelle zone sensibili, l’Ente Parco sia stato totalmente indifferente. E’ evidente che la gestione dell’AMP sia ad oggi decisamente superficiale e mi auguro che il ministro Cingolani almeno quest’anno non chiuda gli occhi come ha fatto lo scorso anno”.

Il riferimento è a diving, come Marlintremiti, che non hanno avuto nemmeno una risposta dall’ente Parco, pur volendo sborsare di tasca propria per le boe necessarie alla sicurezza dell’attività e alla tutela dell’ambiente.

Ha provocato forti reazioni nell’opinione pubblica, a Carpino come nel resto della Capitanata, anche la notizia – data su queste colonne la scorsa settimana – del contributo da 750mila euro concesso dal presidente del PNG Pasquale Pazienza con atto monocratico del 30 maggio in favore del Comune di Carpino accogliendo favorevolmente l’istanza finalizzata all’ottenimento di un sostegno economico per la riqualificazione e messa in sicurezza di Piazza del Popolo, Via Mazzini, Via Cavour e altre strade urbane, così come da progetto esecutivo presentato all’ente a gennaio scorso.

Una delibera arrivata nel pieno della campagna elettorale, col sindaco Rocco Di Brina atteso alle urne del 12 giugno per l’agognata riconferma a Palazzo di città. E proprio in un comizio il primo cittadino piddino aveva anticipato l’imminente rifacimento di piazza e vie.

Al di là delle discussioni sulla maniera in cui l’ente spende i soldi del lautissimo avanzo, alcuni carpinesi hanno stigmatizzato sia la tempistica sia la stessa utilità dell’intervento.

“E io pago!”, è sbottato Domenico Sergio Antonacci di Gargano NaTour, storico membro dell’associazione Carpino Folk Festival. “Vi racconto una storiella a proposito di efficienza della spesa pubblica, o meglio spreco di denaro pubblico: circa 6 anni fa furono spesi 500.000 euro per la riqualificazione di Via Mazzini, il corso principale di Carpino, e già allora criticai l'intervento perché a ridosso della campagna elettorale. Ma torniamo al presente, perché in una sorta di damnatio memoriae l'attuale amministrazione, a ridosso delle elezioni, ottiene un finanziamento di 750.000 euro per intervenire nuovamente su Via Mazzini (e altre zone circostanti) con un progetto di messa in sicurezza. Ma messa in sicurezza di che? Vi assicuro che la pavimentazione di Via Mazzini è in ottimo stato! Il finanziamento viene dal Parco Nazionale del Gargano, sempre solerte quando di mezzo ci sono interessi altri rispetto a quelli reali e collettivi del territorio. Ovviamente difficile vedere tali cifre stanziate dal Parco quando si tratta di conservazione, tutela, promozione del patrimonio naturalistico e culturale. Questo, purtroppo, è il Gargano: non riesce, non vuole, o non sa vedere oltre il proprio naso”. C’entra sempre l’ente Parco con quello che, dietro le quinte, sta avvenendo a Monte Sant’Angelo, pure chiamata al voto domenica prossima.

Qui Lega e M5S sostengono Felice Scirpoli, sfidante del sindaco uscente dem Pierpaolo d’Arienzo, ma uno dei motivi di imbarazzo per i vertici pentastellati nel presenziare a comizi in città è legato proprio alle antitetiche posizioni rispetto ai salviniani sulla gestione del PNG da parte del presidente Pazienza (nominato in quota Lega). Da anni, infatti, il M5S è del tutto critico sulla governance dell’ente con sede a Monte Sant’Angelo, tanto da auspicarne il commissariamento. Una gestione che è solitaria da tempo “abnorme”, come segnalato dalla Corte dei conti, vista l’assenza del consiglio direttivo e del direttore effettivo. Si va avanti da settembre 2021 col facente funzioni, il discusso Vincenzo Totaro. Una gestione che da anni è anche quotidianamente criticata dal mondo ambientalista di Capitanata.

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