Vieste continua ad essere, in Capitanata, il Comune che può più investire negli eventi e nella promozione turistica. Merito degli incassi progressivamente crescenti dell’imposta di soggiorno, che anno dopo anno si rivelano superiori alle previsioni.
Nel 2023 furono accertati 3.423.359,78 euro, nel 2024 la somma salì a 3.482.324,50 euro, mentre per il 2025 la previsione era di 3.604.500 euro e gli accertamenti hanno portato 3.649.768 euro. In cassa, coi residui, da tale imposta, arrivano alla fine ben 3.703.653,01 euro.
“L’imposta di soggiorno accertata è superiore rispetto alla previsione assestata. La maggiore entrata è confluita in avanzo di amministrazione vincolato per le finalità previste per l’utilizzo di tale imposta”, ha spiegato il Servizio finanziario del Comune nella relazione al rendiconto di gestione dell’esercizio 2025. Non tutto il ricavato dell’imposta di soggiorno, peraltro, è destinato al turismo: lo scorso anno 520.000 euro, derivanti proprio dall’imposta di soggiorno, furono destinati al finanziamento di lavori pubblici. Il risultato di amministrazione 2025 è stato pari a 14.992.628,69, con un avanzo che ammonta a 3.253.607,12 euro, un risultato di competenza di 10.569.568,25 euro, un fondo cassa al 31.12.2025 pari a 12.749.732,50 euro. Il conto economico evidenzia un risultato positivo pari a 8.130.149,17 euro, mentre lo stato patrimoniale registra un patrimonio netto al 31.12.2025 di 154.015.387,57 euro. Infine residui attivi per 15.123.786,98 euro, di cui 10.891.782,50 euro provenienti dalla gestione ante 2025, e residui passivi pari a 6.158.938,82 euro, di cui 1.533.632,07 euro provenienti dalla gestione ante 2025. Una solida situazione finanziaria che consente di prepararsi al meglio alle sfide che attendono la storica regina pugliese delle vacanze.
E’ una profonda trasformazione quella che il comparto turistico sta vivendo in tutta la Puglia. Per Vieste - che oggi esprime l’assessora regionale al turismo, la propria Graziamaria Starace - l’estate 2026 è la prima a cui arriva dopo che le sia stato tolto lo scettro del primato storico delle presenze. I dati non mentono e quelli di Pugliapromozione su arrivi e presenze del 2025 parlano chiaro: Vieste dovuto suo malgrado cedere il primo posto nella classifica pugliese delle presenze turistiche ufficiali (cioè dichiarate) al capoluogo di regione, Bari, che già era prima per arrivi.
A Bari lo scorso anno le presenze sono state 2.207.411 (+250,7% rispetto alle 629.501 del 2015) rispetto alle 2.177.658 di Vieste (+14,1% rispetto alle 1.907.838 di dieci anni prima). Un passaggio di testimone che non poteva non verificarsi, alla luce del successo turistico che Bari sta avendo sempre più, tra segmento crocieristico, congressuale e flussi movimentati dall’aeroporto internazionale di Palese, che oggi ha un volo diretto anche con New York. Una ragione di più a Vieste – che resta il traino del comparto turistico della provincia di Foggia – per orientare gli sforzi verso l’agognata destagionalizzazione, investendo ulteriormente in un’offerta diversificata, che spazia dall’ormai trito balneare alla culturale, l’enogastronomia, il turismo naturalistico/sportivo.
Gli eventi sono disseminati in svariati mesi dell’anno, sebbene quelli principali si concentrino ancora nei mesi estivi. Ad aprire i battenti all’estate viestana sarà come ogni anno la fortunatissima Vieste en Rose, il primo giugno, per la quale l’amministrazione Nobiletti ha aumentato fino a 120mila euro il proprio contributo. Innumerevoli saranno poi gli appuntamenti di luglio del prestigioso festival Il libro possibile, solo per restare agli eventi già annunciati. Di rilievo le due mostre dedicate a Giorgio de Chirico e Renato Guttuso.
La prima, “Ritorno al Mediterraneo”, sarà visitabile presso il museo civico archeologico Michele Petrone dal 23 maggio al 27 settembre 2026, con inaugurazione il 22 maggio dalle ore 18.00. Non farà invece più tappa a Vieste il festival di Legambiente per il Sud Italia, FestambienteSud, che dopo anni nella città del Pizzomunno realizzerà l’edizione 2026 tra Martina Franca, Rignano Garganico, San Marco in Lamis, la terra natìa Monte Sant’Angelo e conclusione a Vico del Gargano.
Restano da risolvere le gravi criticità sul fronte sanitario (per cui pare una costante competizione a distanza quella tra Starace e il sindaco Giuseppe Nobiletti, da un lato, e la consigliera regionale dem viestana Rossella Falcone, piemontesiana doc), l’isolamento che si tenta di contrastare sollecitando il completamento della superstrada SSV Gargano nonostante i vincoli dell’area 1 del Parco nazionale del Gargano, le ripercussioni sulla comunità di un tessuto economico che si regge tuttora solo sulla stagione balneare e che paga lo scotto della proliferazione di b&b e case vacanze, nell’impossibilità di trovare immobili in locazione non turistica.
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