Un accordo transattivo da 19,2 milioni di euro, dopo i 4,3 milioni già versati alla curatela fallimentare negli scorsi anni. E’ stata questa la decisione assunta infine dall’amministrazione Episcopo, a Foggia, per chiudere definitivamente il procedimento più importante di quelli pendenti nei confronti della curatela dell’ex municipalizzata dei rifiuti Amica spa, originato dalla gestione dei servizi di igiene urbana, cimiteriali e scolastici affidati alla società, successivamente dichiarata fallita. Da anni i giudici sollecitavano l’ente e la curatrice Mirna Rabasco a risolvere il contenzioso con una transazione, così come fatto varie volte anche dai revisori dei conti del Comune capoluogo e dall’eletto contiano Francesco Strippoli. A far cadere gli ultimi indugi è stato, a giugno scorso, il rigetto della sospensiva, almeno parziale, da parte della Corte di appello di Bari, della sentenza di condanna del Tribunale di Bari del 2025, che ha condannato l’ente municipale a pagare al Fallimento Amica spa l'importo capitale di 27.498.334,25 euro, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali dalla data della sentenza al saldo effettivo. Come rivelato su queste colonne, restava però ampia la distanza tra le parti: la curatela Amica chiedeva altri 20 milioni di euro, oltre ai 4,3 giù versati dal Comune, per un totale di 24,3 milioni di euro circa; invece Palazzo di città era disposto ad aggiungere ai 4,3 milioni altri 15 milioni, arrivando al massimo a 19 milioni di euro. Insomma, ballavano circa 5 milioni di euro. La situazione si è sbloccata la scorsa settimana, quando ci sono state prima una riunione ad hoc voluta dall’assessore al contenzioso Giulio De Santis e poi la delibera di giunta, venerdì scorso, sulla base della relazione della dirigente del Servizio Avvocatura Maria Teresa Antonucci. La proposta di definizione transattiva onnicomprensiva e tombale ha un importo determinato in 19.192.308,56 euro, che dunque sposa la linea di Rabasco e che fa capire come in Comune sia aumentato il timore che il rigetto della sospensiva rappresenti un’anticipazione di sentenza di condanna. “Oltre al giudizio principale, pendono ulteriori controversie di rilevante valore economico, tra cui: un procedimento arbitrale scaturito dalla causa del 2014 avente ad oggetto il recupero del corrispettivo per i servizi di igiene ambientale relativi al periodo 2009-2011 e per l'Ecotassa 2008-2011, per un valore originario di 17.512.796 euro, in relazione al quale la consulenza tecnica d'ufficio espletata in sede arbitrale ha accertato l'insussistenza del credito, avendo il Comune già provveduto al pagamento delle relative somme; un giudizio ordinario innanzi al Tribunale di Foggia dal 2015, avente ad oggetto la pretesa indennitaria ex art. 2041 c.c. per ingiustificato arricchimento in relazione a servizi di pulizia cimiteriale, raccolta deiezioni canine e pulizia aree picnic, per un valore di 3.262.722 euro, rispetto al quale il giudice ha già formulato, con ordinanza di febbraio 2024, proposta conciliativa per l'importo di 2.812.030 euro”, ha ricordato Antonucci.
“Il Comune ha già corrisposto alla procedura, in esecuzione di titoli giudiziali relativi a cause connesse, la complessiva somma di 4.333.328,43 euro”. Ad aprile scorso l’amministrazione Episcopo autorizzò i due legali incaricati - Ugo Patroni Griffi e Felice Eugenio Lorusso – ad avviare trattative finalizzate alla possibile definizione transattiva onnicomprensiva delle pendenze con il Fallimento Amica. C’è inoltre stata una relazione tecnico-finanziaria del commercialista Giuseppe Belfiore La Caprio, aggiornata al 30 giugno scorso, con l'analisi comparativa tra l'esposizione debitoria potenziale complessiva e il valore attuale della proposta transattiva, secondo criteri di attualizzazione finanziaria e ponderazione del rischio di soccombenza per singolo procedimento. L’amministrazione ha acquisito numerosi pareri legali: non solo quelli di Patroni Griffi e Lorusso, ma anche quelli degli avvocati Giacomo Porcelli e Fabio Ciccariello, dello studio NASAW Avvocati, nonché delle avvocate comunali Antonella Carlomagno e Antonucci.
Ebbene, sulla base di tali apporti consulenziali, si è arrivati a determinare l'importo di 19.192.308,56 euro, quale sintesi ponderata delle singole poste di rischio afferenti a ciascun procedimento. Rabasco, lo scorso 25 giugno, ha richiesto che la proposta transattiva venga formalizzata entro 10 giorni, termine decorso il quale la stessa avrebbe dato esecuzione alla sentenza di primo grado, provvisoriamente esecutiva. Da qui l’urgenza di procedere alla trasmissione formale della proposta, le cui somme risultano già vincolate e imputate all'esercizio finanziario 2026 nell'ambito del fondo rischi contenzioso, con conseguente sussistenza della copertura finanziaria nell'esercizio di competenza, senza necessità di impegnare esercizi futuri.
Dopo tale atto di indirizzo da parte della giunta mancano altri passaggi per archiviare la faccenda: la deliberazione del consiglio comunale per il riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio; l'adozione dell'atto finale di approvazione dell'accordo da parte dell'organo comunale; l'autorizzazione del giudice delegato, previo parere del comitato dei creditori.
“La convenienza economica dell'accordo risulta dalla comparazione tra l'esposizione debitoria potenziale complessiva - comprensiva di capitale, rivalutazione monetaria e interessi legali - e l'importo transattivo offerto, con conseguimento di un significativo risparmio per l'ente”, ha sottolineato la dirigente Antonucci. “La definizione dell'accordo quale transazione novativa e tombale, con effetto estintivo di ogni e qualsiasi pretesa, nota o ignota, delle parti derivante dai rapporti oggetto di contenzioso, garantisce certezza giuridica e stabilità finanziaria all'ente ed è un’operazione coerente con le indicazioni della Corte dei conti e con i principi della legge che valorizza la gestione prudente, tempestiva e adeguatamente documentata del rischio processuale”.
Com’è noto, nel procedimento in corso in Corte d’appello ci sono numerosi soggetti convenuti quali obbligati solidali col Comune (gli ex amministratori, sindaci, direttori generali e funzionari di Amica spa), ma la proposta transattiva che il Comune intende formulare alla curatela ha carattere strettamente soggettivo e produce effetti esclusivamente tra l’ente, socio unico della fallita società, e la curatela, dunque senza alcun effetto nei confronti degli altri soggetti convenuti.
Ma non è tutto. La scorsa settimana la discussione in Comune ha riguardato anche come coprire il definanziamento dei vari progetti PINQuA che non sono stati realizzati nei tempi del PNRR, tra cui quello da oltre 9 milioni di euro che avrebbe dovuto portare alla nascita di 56 alloggi ERS in via Capitanata.
Come già anticipato, l’ente sta cercando da mesi di capire se ci siano altre fonti di finanziamento con cui sostituire i soldi PNRR. Nel frattempo deve essere il bilancio comunale a farsene però carico: stando a quanto trapela, infatti, si attingerà all’avanzo di amministrazione per almeno 7,5-8 milioni di euro, che si aggiungeranno ai 2 milioni di euro già accantonati in bilancio nei mesi scorsi proprio alla luce del sicuro definanziamento del progetto PINQuA più importante. Ciò significa che la somma da poter investire si ridurrà di parecchio, visto che ai 12 milioni dell’avanzo verranno tolti 8 milioni di euro circa.
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