Raccolta rifiuti 7 giorni su 7, la seduta cade per un solo voto ma Strippoli (M5S) non si arrende

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A Foggia, in consiglio comunale, sono bastati pochi minuti e un solo voto di scarto per far saltare la discussione di quella che l’eletto M5S Francesco Strippoli definisce “la prima vera revisione del contratto e del piano industriale dall'inizio del mandato”. Il 31 luglio scorso l'aula ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno di Pasquale Cataneo sulla Cun del grano: ventitré i presenti al momento del voto. 
Quando è arrivato il turno della mozione sulla raccolta dei rifiuti indifferenziati sette giorni su sette, la verifica del numero legale ha certificato che i consiglieri in aula erano scesi a sedici, uno in meno rispetto alla soglia richiesta: la seduta è stata sciolta, e con essa è saltata la trattazione del provvedimento a prima firma di Strippoli, consigliere pentastellato. Tra chi aveva abbandonato l’aula prima della discussione del punto all’ordine del giorno, figurano alcuni esponenti del Pd, partito di maggioranza che non aveva sottoscritto la mozione, e alcuni degli stessi firmatari del provvedimento. Non ultima beffa, tra questi ultimi anche il capogruppo M5S Mario Dal Maso, non più presente in aula al momento della discussione della mozione di cui è firmatario. “È un peccato”, dice a l’Attacco Strippoli. “Non è uno sgarbo personale nei miei confronti, ma a danno della città”. La mozione, firmata il 18 dicembre 2025 e discussa “solo” sette mesi dopo, puntava ad attivare il servizio di raccolta anche la domenica, superando l’ordinanza che dal 2013 vieta il conferimento dei rifiuti in quella giornata. A sottoscriverla, oltre a Strippoli, erano stati Dal Maso, Giovanni Quarato e Francesco Salemme del Movimento 5 Stelle, Antonio De Sabato (Progetto Concittadino), Stefania Rignanese (Psi), Antonello Di Paola (Prossima) e Achille Capozzi (Con). Il testo chiedeva l’avvio di una fase sperimentale rimodulando i turni, l’inserimento strutturale del servizio nel contratto con Amiu Puglia e l’attivazione di controlli e sanzioni da parte della Polizia Locale.

A quantificare l’operazione era stato un report tecnico redatto da Amiu Puglia su richiesta della commissione ambiente, datato 5 dicembre 2025 e firmato dalla presidente Antonella Lomoro. Il costo stimato per estendere la raccolta indifferenziata alla domenica è di 191.823,06 euro l’anno: 30.501,90 euro per la raccolta pomeridiana nella zona centro, 82.694,04 euro per il servizio nelle zone a carico laterale e 78.627,12 euro per il riassetto delle stesse zone. A questo andrebbe aggiunto un incremento di personale del 10-15% per garantire le turnazioni. Nelle conclusioni, la stessa Amiu si dichiarava disponibile “su indicazioni dell’amministrazione comunale e previa definizione degli aspetti economico-contrattuali” alle modifiche richieste.

La battaglia di Strippoli non nasce con la mozione. “Nel programma di coalizione, proprio su nostra proposta e insistenza, venne inserita la revisione del contratto di servizio e del piano industriale”, racconta il consigliere a l’Attacco, ricordando che l’esigenza era emersa ancora prima della sua elezione, quando insieme ad altri candidati del Movimento aveva individuato “le grandi storture” del piano industriale vigente. Una volta in consiglio, la mancata raccolta domenicale gli è apparsa da subito tra le criticità più evidenti: “A Bari la stessa impresa raccoglie i rifiuti anche la domenica. È impossibile impedire ai cittadini di gettare la spazzatura nei cassonetti. La pausa domenicale ha senso solo dove c’è il porta a porta”. Non un dettaglio da poco, per una città che nel rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente del 2023 si colloca al 104esimo posto su 105 capoluoghi per raccolta differenziata.

Strippoli racconta di aver avuto una serie di incontri tecnici con Amiu, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, per verificare la fattibilità e i costi dell’operazione. In quelle occasioni, la parte tecnica della spa, a partire dal direttore generale Antonello Antonicelli, si sarebbe mostrata favorevole. Diverso il tono della presidente Lomoro, a cui il consigliere dice di aver chiesto direttamente perché a Foggia non si potesse fare come a Bari: “Mi ha risposto: perché state sempre a pensare a Bari, cosa si fa a Bari. L’ha messa su un piano di risposta provocatoria”.
Una versione diversa, ma non distante, arriva da Amiu Puglia. “Manca soltanto l’indicazione da parte dell’amministrazione comunale, rispetto a quello che l’amministrazione chiede”, spiega a l’Attacco Fabrizio Baia, consigliere di amministrazione della società in house, sulla definizione economico-contrattuale richiamata nel report.

Baia ridimensiona il confronto con Bari: “Non significa che a Foggia la domenica non venga fatta la raccolta. In diverse zone si fanno già due passaggi al giorno, mattina e pomeriggio: sarebbe più corretto parlare di un servizio quattordici su sette”. “Dal punto di vista dell’impresa non è cambiato nulla rispetto alla disponibilità già manifestata a dicembre”, conferma Baia, che sul costo si allinea al dato del report: “Circa 191.800 euro, salvo eventuali revisioni”. Sul fronte dei costi, Strippoli indica come possibile copertura un margine già presente nel contratto in essere. “Il contratto prevede che paghiamo ad Amiu 21-22 milioni di euro l’anno. Alla fine dell’anno, sommando risparmi di varia natura, come quelli sul carburante, ce ne ritroviamo a pagare circa 19”. Questa differenza, legata anche alle decurtazioni applicate ad Amiu per servizi non svolti nel 2023 e nel 2024, sarebbe secondo il consigliere sufficiente ad assorbire il costo del nuovo servizio senza aggravio per il Comune: “In un contratto da 22 milioni, è una cifra irrisoria. Avresti un giorno in più di pulizia a una cifra minima”.

Sull’assenza del Pd tra i firmatari, Strippoli non ha ricevuto spiegazioni: “Non me l’hanno mai detto apertamente. Ogni cosa che riguarda modifiche al contratto trova il partito piuttosto scettico, soprattutto se la proposta viene da me”. Sui tempi lunghi tra la stesura della mozione, pronta da gennaio, e la discussione in aula, il consigliere chiama in causa la crisi politica, che ha rallentato la calendarizzazione di tutte le mozioni, e le sedute assorbite da bilancio e salvaguardia degli equilibri, che per regolamento non prevedono altri punti.
Interpellato sulla dinamica che ha portato al numero legale mancato, Strippoli non parla di una scelta deliberata contro il sette su sette: “Non direi che sia mancata la volontà politica in senso stretto. È mancata la forza di restare in aula fino in fondo, la maturità di capire l’importanza di questa mozione. Non si sono ancora colti i vantaggi di quanto migliorerebbe la città. È qualcosa che noteranno sia i cittadini sia gli stessi consiglieri, quando il servizio verrà istituito”.

Tra gli effetti che il provvedimento avrebbe prodotto c’è anche il superamento automatico dell’ordinanza del 2013 che vieta il conferimento domenicale. Secondo la ricostruzione di Strippoli, quella norma nacque non per ragioni ambientali, ma da un taglio di costi nel passaggio del servizio da Amica ad Amiu, quando la raccolta fu ridotta da sette a sei giorni. Sulla questione, il consigliere riporta anche la posizione della vicesindaca e assessora all’ambiente Lucia Aprile, secondo cui una modifica di questa portata deve necessariamente passare dalla volontà del consiglio comunale, in quanto organo di indirizzo politico, anche nella prospettiva di un voto bipartisan.
Sul futuro della mozione, Strippoli non chiude la porta: “Finché ci sarà la raccolta stradale si potrà sempre fare”.

di Luca De Marco.

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