“Se si vuole si può”. È la frase con cui Domenico Frisoli, presidente dell’Associazione Icaro, riassume a l’Attacco il senso di un impegno che va avanti dal 2002. In oltre vent’anni, l’associazione ha premiato medici, imprenditori, artisti e ricercatori della Capitanata “che hanno raggiunto obiettivi con le loro forze, senza raccomandazioni”. Un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani: dimostrare, con l’esempio, che il talento del territorio può emergere senza scorciatoie.

E’ stato il Piano triennale del fabbisogno di personale al centro dell’ultima riunione di maggioranza a Foggia, svoltasi lunedì scorso. Il campo largo guidato dalla sindaca Marida Episcopo ha discusso della bozza trasmessa dal dirigente del personale e capo di gabinetto Giuseppe Marchitelli, che attende l’agognata stabilizzazione come dirigente, dopo aver vinto lo scorso anno una procedura per funzionario a tempo indeterminato. Stando ai rumors che trapelano da Palazzo di città ci sarebbe stata maretta nella riunione dei capigruppo, su tempi, contenuti ed eventuali stabilizzazioni. “Il documento non è definitivo”, mettono le mani avanti eletti di maggioranza. E anche dagli uffici c’è chi dice che la versione finale sarà diversa. “Non c’è stata maretta, solo una diversità di vedute su chi ha richiesto la proroga per ulteriori sei mesi o un anno. Quindi la discussione è stata sul far scorrere la graduatoria o mantenere alcuni vecchi dipendenti. Su questo stiamo ragionando, facendo valutazioni il più possibile oggettive. E’ stata una normale discussione”, commenta a l’Attacco una fonte del campo largo. “Non è normale che a luglio non sia stato ancora approvato”, stigmatizza dal centrodestra a l’Attacco il capogruppo di Fratelli d’Italia, Claudio Amorese

“Ho letto con attenzione le dichiarazioni rilasciate oggi dall’assessore alla Legalità del Comune di Foggia Giulio De Santis e non posso che esprimere profondo rammarico per il tono e i contenuti delle sue esternazioni. Di fronte alla legittima denuncia dell’Associazione Giovanni Panunzio - Eguaglianza, Legalità, Diritti, che da quasi due anni segnala l’inagibilità della sede di via Scillitani, un assessore avrebbe dovuto limitarsi a fare ciò che gli compete: risolvere il problema. Invece, si è scelto di alimentare una polemica nei confronti di un’associazione che da anni rappresenta un presidio di legalità sul nostro territorio. La questione è semplice. La sede assegnata all’associazione presenta gravi infiltrazioni e il distacco di calcinacci, risultando di fatto inutilizzabile da fine 2024. Il Comune, cui compete la manutenzione straordinaria dell’immobile, aveva il dovere di intervenire tempestivamente. Di recente il 12 marzo 2026, negli atti del Consiglio comunale, l’assessore De Santis aveva dichiarato che la vicenda era stata risolta attraverso l’assegnazione di un locale attiguo. Se oggi siamo ancora a discutere della stessa questione, è evidente che quella soluzione non è stata sufficiente o comunque non ha prodotto gli effetti annunciati. Anziché assumersi la responsabilità di questo ritardo che si protrae da quasi 2 anni, l’assessore ha preferito spostare il confronto su un terreno improprio, evocando presunti attacchi all’amministrazione, richiamando il tema della memoria delle vittime di mafia e contrapponendo l’azione del Comune a quella dell’associazione. È una scelta che considero profondamente sbagliata.

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