Il bilancio di Amiu Puglia spa relativo all'esercizio 2025, con dati separati per centri di costo (Bari e Foggia), registra un risultato positivo pari a 2.525.599 euro rispetto ai 50.649 euro del 2024. Nella relazione sulla gestione firmata dalla presidente Antonella Lomoro, emerge come la raccolta differenziata nel capoluogo daunio – socio al 21,97% della società in house del servizio di igiene urbana – non solo resti lontanissima dal 65% indicato dalla legge come soglia minima, ma sia anche distante 20 punti percentuali rispetto al risultato del socio, il Comune di Bari. Difatti la differenziata ha registrato il 47,84% nel 2025 nel capoluogo di regione, ovvero -1,44% rispetto a quanto era stato preventivato, il 49,28%. Mentre a Foggia si prevedeva di raggiungere il 34,93% e invece a fine 2025 il dato conclusivo è stato pari soltanto al 27,65%, una differenza del -7,28%. La governance della spa barese guarda al bicchiere mezzo pieno, dicendo che “il raffronto con lo stesso periodo dell’anno 2024 mostra a Foggia per la raccolta differenziata un incremento del +18,65% e un decremento della quantità di rifiuti indifferenziati del -2,73%, per un complessivo incremento dei rifiuti raccolti del +2,37%”. Al 31.12.2025 l'organico aziendale si attestava a 1.093 unità lavorative, di cui 797 in forza presso la sede di Bari e 296 presso la sede operativa di Foggia, per una forza complessiva equivalente pari a 1.070 unità. A Bari nel periodo gennaio-dicembre 2025 sono state effettuate 159 assunzioni, di cui 19 operai a tempo determinato 3b operatore conduttore di cui 2 cessati e 140 operai a tempo determinato livello J operatori di cui 67 cessati. A Foggia sono state assunte 17 persone, di cui 17 operai livello J di cui 16 a tempo determinato e 9 operai livello 3b. Nella relazione si ricorda che, per quanto concerne il Comune di Foggia, Amiu Puglia spa è affidataria in house dei servizi di igiene urbana in virtù del nuovo contratto di servizio, sottoscritto il 14 marzo 2023, il cui corrispettivo, per l’anno 2025, quale primo anno della fase a regime, è stato rideterminato, rispetto a quello definito nel piano industriale, in relazione a quanto effettivamente realizzato, e risulta così articolato: 17.986.608 euro a titolo di corrispettivo derivante dal contratto stipulato con il Comune di Foggia di cui 17.324.607 euro, per i servizi del ciclo integrato, e 662.001 euro, per i servizi extra perimetro;  2.436.377 euro a titolo di corrispettivo riconosciuto dal Comune di Foggia a titolo di rivalsa costi di recupero delle frazioni differenziate. A tali importi si aggiungono corrispettivi disciplinati da apposita convenzione, quali: 2.170.769 euro per l’attività di trattamento dei rifiuti indifferenziati presso il TMB di Passo Breccioso; 2.983.347 euro a titolo di trasporto e smaltimento della frazione biostabilizzata EER 190501 e di trasporto della frazione secca EER 191212. Al 31 dicembre 2025, la società ha sostenuto un onere complessivo pari a 8.154.280 euro per il servizio di trattamento, trasporto e smaltimento dei rifiuti indifferenziati.

Un accordo transattivo da 19,2 milioni di euro, dopo i 4,3 milioni già versati alla curatela fallimentare negli scorsi anni. E’ stata questa la decisione assunta infine dall’amministrazione Episcopo, a Foggia, per chiudere definitivamente il procedimento più importante di quelli pendenti nei confronti della curatela dell’ex municipalizzata dei rifiuti Amica spa, originato dalla gestione dei servizi di igiene urbana, cimiteriali e scolastici affidati alla società, successivamente dichiarata fallita. Da anni i giudici sollecitavano l’ente e la curatrice Mirna Rabasco a risolvere il contenzioso con una transazione, così come fatto varie volte anche dai revisori dei conti del Comune capoluogo e dall’eletto contiano Francesco Strippoli. A far cadere gli ultimi indugi è stato, a giugno scorso, il rigetto della sospensiva, almeno parziale, da parte della Corte di appello di Bari, della sentenza di condanna del Tribunale di Bari del 2025, che ha condannato l’ente municipale a pagare al Fallimento Amica spa l'importo capitale di 27.498.334,25 euro, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali dalla data della sentenza al saldo effettivo. Come rivelato su queste colonne, restava però ampia la distanza tra le parti: la curatela Amica chiedeva altri 20 milioni di euro, oltre ai 4,3 giù versati dal Comune, per un totale di 24,3 milioni di euro circa; invece Palazzo di città era disposto ad aggiungere ai 4,3 milioni altri 15 milioni, arrivando al massimo a 19 milioni di euro. Insomma, ballavano circa 5 milioni di euro. La situazione si è sbloccata la scorsa settimana, quando ci sono state prima una riunione ad hoc voluta dall’assessore al contenzioso Giulio De Santis e poi la delibera di giunta, venerdì scorso, sulla base della relazione della dirigente del Servizio Avvocatura Maria Teresa Antonucci. La proposta di definizione transattiva onnicomprensiva e tombale ha un importo determinato in 19.192.308,56 euro, che dunque sposa la linea di Rabasco e che fa capire come in Comune sia aumentato il timore che il rigetto della sospensiva rappresenti un’anticipazione di sentenza di condanna. “Oltre al giudizio principale, pendono ulteriori controversie di rilevante valore economico, tra cui: un procedimento arbitrale scaturito dalla causa del 2014 avente ad oggetto il recupero del corrispettivo per i servizi di igiene ambientale relativi al periodo 2009-2011 e per l'Ecotassa 2008-2011, per un valore originario di 17.512.796 euro, in relazione al quale la consulenza tecnica d'ufficio espletata in sede arbitrale ha accertato l'insussistenza del credito, avendo il Comune già provveduto al pagamento delle relative somme; un giudizio ordinario innanzi al Tribunale di Foggia dal 2015, avente ad oggetto la pretesa indennitaria ex art. 2041 c.c. per ingiustificato arricchimento in relazione a servizi di pulizia cimiteriale, raccolta deiezioni canine e pulizia aree picnic, per un valore di 3.262.722 euro, rispetto al quale il giudice ha già formulato, con ordinanza di febbraio 2024, proposta conciliativa per l'importo di 2.812.030 euro”, ha ricordato Antonucci.

Dietro la decisione di Unifg – rivelata in esclusiva da l’Attacco la scorsa settimana – di ritirare tutti gli atti della super gara per l’affidamento dell’appalto integrato relativo all’ex caserma Miale di Foggia e di rifare la procedura c’è una rassicurazione arrivata da Roma in merito ai fondi ministeriali. Il 5 maggio l’Ateneo aveva chiesto al MUR (Ministero dell’Università e della ricerca) di voler confermare “che l’eventuale rinnovo della procedura di gara”, a causa delle numerose criticità segnalate dall’ANAC, “non incida sull’assegnazione del finanziamento e che lo stesso, in tal caso, resti confermato”. 

E’ di fatto fermo il concorso di Arca Capitanata per la copertura di due posti di dirigente amministrativo a tempo pieno e indeterminato, di cui uno riservato agli interni. L’iter fu avviato dall’amministratore unico Pippo Liscio il 20 marzo scorso, così come previsto dal PIAO 2026-2028 di gennaio, ma poi incappò nel duplice intervento della Regione – tramite il capo di gabinetto del presidente Antonio Decaro, Davide Pellegrino – volto a far correggere questioni inerenti alla procedura. Che non si sappia quando la procedura si concluderà lo ammette lo stesso Liscio, che con delibera del 2 luglio ha approvato la modifica della Sottosezione “Piano triennale dei fabbisogni di personale 2026-2028” del Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) 2026-2028. “Si prevede, a partire dal 1° agosto 2026 e sino al 31 luglio 2027, la spesa (aggiuntiva rispetto alle attuali previsioni) per una posizione dirigenziale a tempo determinato, necessaria a garantire la continuità dell’azione amministrativa nelle more della conclusione della procedura concorsuale per la copertura di due posti di dirigente amministrativo a tempo pieno e indeterminato, già indetta”, vi si legge. “Tale previsione è finalizzata esclusivamente ad assicurare il regolare svolgimento delle funzioni dirigenziali e la piena operatività delle strutture organizzative dell'ente nel periodo transitorio antecedente alla copertura definitiva delle posizioni programmate”. “La conclusione della procedura concorsuale e la conseguente immissione in servizio dei vincitori richiedono tempi tecnici non determinabili con certezza in sede di programmazione”, ha scritto il vertice dell’Agenzia regionale per la casa e l’abitare di via Caggese, “e, pertanto, si rende necessario prevedere, per il periodo dal 1° agosto 2026 al 31 luglio 2027, la relativa spesa finalizzata ad assicurare la continuità dell'azione amministrativa e delle funzioni dirigenziali nelle more della copertura delle posizioni programmate”. Ieri l’Attacco ha provato invano a contattare il civico emilianista di CON. In attesa di capire se Decaro, volendo dare prova di una nuova stagione nel solco della piena legalità e del rigore, metterà fine all’anomala ed illecita situazione relativa ad Arca Capitanata, dove siede ancora un amministratore che ha superato l'età pensionabile da oltre due anni nonostante la legge lo vieti espressamente (con le conseguenze gravi di atti per alcuni nulli, perché assunti da persona non avente i requisiti per rivestire quel ruolo, e dell’obbligo di restituzione di compensi illecitamente percepiti), ci si domanda dunque che ne sarà dell’iter concorsuale, che ha registrato 120 domande di partecipazione

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