Un giorno chiesi alla zebra sei una zebra bianca con strisce nere o sei nera con strisce bianche? La zebra guardandomi mi chiese: sei tu un uomo agitato con alcuni istanti tranquilli o sei un uomo tranquillo con alcuni attimi agitati? Sei un tipo trasandato con alcuni modi ordinati o sei un tipo ordinato con alcune cose trasandate?
Sei un uomo felice con alcuni attimi di tristezza o sei triste con alcuni momenti di felicità? Non chiederò mai più alla zebra delle sue strisce” (Shel Silverstrein). Ognuno di noi ha una propria visione della realtà, vediamo cose, persone e luoghi secondo il nostro punto di vista, che varia da persona a persona a seconda della propria cultura, tradizione, educazione e abitudini.
Possiamo cambiare una visione, un'opinione anche da un giorno all'altro perché siamo diversi noi, abbiamo un altro umore, proviamo un'altra emozione. Ed è proprio quest'ultima che ci contraddistingue e ci rende unici. Ogni esperienza che viviamo è del tutto personale, ci sarà sempre un modo diverso di sentire quel profumo, mangiare quel frutto, di abbracciare, di sorridere.
Tutto ciò che percepiamo è al nostro interno, è registrato dentro di noi in una zona chiamata corteccia cingolata posteriore (CCP), un'area importantissima, a forma di cintura che si trova dietro la corteccia cingolata nel cervello che circonda il corpo calloso. Zona importantissima perché è la sede dell'autoconsapevolezza e della gestione delle memorie associate al dolore. Quest' area ci dà una rappresentazione precisa dell'immagine che noi abbiamo di noi stessi. Come ci percepiamo?
Ci sentiamo realmente belli, intelligenti, sicuri? Purtroppo non sempre accade così, riflettiamo costantemente nell'altro le nostre incertezze, aspettiamo che qualcuno ci dica quanto siamo brillanti, di bell'aspetto, affascinanti. Proiettiamo le nostre paure ed insicurezze fuori di noi, affidando agli altri il compito di poterci "giudicare" e dare un valore.
In realtà siamo i soli a poter cambiare noi stessi, partendo dall'ascolto del nostro corpo. Ogni giorno siamo differenti, la nostra mobilità fisica cambia, la nostra elasticità mentale, i nostri punti di vista mutano. Anche se ogni giorno mangiamo le stesse cose a colazione o incontriamo le stesse persone al lavoro, una parte di noi cambia. Oggi siamo diversi da quelli che eravamo ieri.
Dobbiamo sapere che ogni giorno è un'opportunità per crescere e migliorarsi, per conoscersi; solo conoscendosi in profondità si può cambiare dall'interno e si può raggiungere il proprio equilibrio psicofisico, emotivo, si può auspicare alla felicità. Essere grati è un ottimo punto di partenza per ricordarci dove siamo, quanta strada abbiamo fatto, chi siamo, quali sono le persone che ci circondano adesso.
Questo passaggio ci permette di connetterci con il presente, con il qui ed ora, di lasciar andare il passato e di non ancorarci al futuro (che ci proietta nelle preoccupazioni). Le certezze che abbiamo sono la natura, la nostra esistenza, l'amore.
Proviamo a chiederci se ciò che facciamo ogni giorno ci rende vitali, se così non fosse ricordiamoci che quando non apprezziamo il presente, diventiamo stanchi, poco stimolati e stimolanti: evitiamo di ripetere attività senza interesse.
Cerchiamo di mostrare, invece, attenzione e proviamo a ringraziare, scambiare conversazioni con un collega, dare un abbraccio ad un'amica, fare un complimento alla persona che amiamo. Tutto ciò che doneremo tornerà (nel corpo, nella mente e nello spirito), ci arricchirà e ci cambierà a livello fisiologico, biochimico e neurovegetativo. A chi non fa piacere ricevere un complimento?
C'è chi arrossisce, chi si intimorisce, chi ringrazia, in tutti e tre i casi produciamo ormoni del benessere, attiviamo il sistema parasimpatico. Analogamente agendo sul corpo, ascoltandoci, gli stiamo dicendo grazie, grazie di esserci. L'osteopatia somato-emozionale attraverso il piano fisico (intervenendo con tecniche craniali) va a sollecitare questo stato di gratitudine nell'aria della consapevolezza, permettendo di riconnetterci al presente e di cambiare le nostre abitudini. "Dobbiamo essere grati delle persone che ci rendono felici, sono gli affascinanti giardinieri che fanno fiorire la nostra anima" (Marcel Proust).
*Fisioterapista Osteopata
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