Stare al contatto con la natura, scoprire un posto a pochi chilometri di distanza che ha molto da raccontare e, soprattutto, cimentarsi in una disciplina sportiva. Nasce con queste fondamentali premesse l’iniziativa ‘La scuola sul fiume Ofanto’ ideato dall’associazione CanoAufidus grazie a dei fondi stanziati dalla Regione Puglia. “È un’iniziativa associativa”, ha confermato a l’Attacco Daniela Gallo, tecnico base dell’associazione e titolare di un agriturismo in contrada Moschella, a Cerignola. “La nostra associazione ha sede a San Ferdinando di Puglia, ma opera lungo tutto il corso del fiume Ofanto – ha aggiunto –. Non ci limitiamo a questi corsi per le scuole, però volevamo puntare su questo target perché ci sembra giusto tramettere il nostro sapere. E lo faremo attraverso dei finanziamenti regionali che ci serviranno per erogare diversi tipi di attività. Noi coinvolgiamo adulti, anziani, bambini, persone con disabilità. L’obiettivo, che abbiamo fatto nostro ed è stato trasmesso dall’assessorato regionale, è diffondere la pratica sportiva e l’attività fisica”. Il corso, rivolto a studenti delle scuole medie e superiori, intendere rispondere all’esigenza evidenziata dall’assessorato regionale allo Sport di incentivare la pratica fisico-motoria-sportiva. “Abbiamo, quindi, deciso di puntare sui più giovani – ha aggiunto Gallo – coinvolgendo le scuole del territorio, visto che i ragazzi non sempre hanno questa possibilità e possiamo operare con qualsiasi comune del Parco naturale regionale del fiume Ofanto. L’attività, dunque, viene sovvenzionata dalla Regione Puglia, mentre ai partecipanti chiediamo solo un contributo minimo per coprire i costi dell’assicurazione. I corsi si svolgeranno a partire da fine marzo, poi ad aprile e maggio. A giugno di solito gli alunni non vanno più a scuola e proseguiremo fino a settembre”. L’iniziativa, quindi, è aperta in particolare ai comuni di Rocchetta Sant’Antonio, Candela, Ascoli, Cerignola, San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli, Margherita di Savoia e Barletta.
“Svolgeremo prettamente due tipi di attività – ha sottolineato Daniela Gallo –: siamo un’associazione, abbiamo una 20ina di canoe e non tutti andranno in acqua. Divideremo le classi tra chi materialmente approccerà la canoa, consegnando ai ragazzi delle nozioni base perché si presume che il 90 per cento di loro non abbia mai pagaiato. E chi, invece, andrà alla scoperta dell’ecosistema. Tra i referenti dell’associazione c’è chi lavora nei centri di educazione ambientale e che comunque ha esperienza più che pluriennale nell’ambito della biodiversità, del fiume e delle zone umide. Insomma, alcuni ragazzi avranno una formazione sul campo, altri impareranno a condurre la canoa e viceversa. L’attività si svolgerà nell’arco di una mattinata, ma potremo arrivare anche a tre/quattro giornate consecutive – sempre di mattina – qualora ci fosse una richiesta specifica dai rappresentanti delle scuole coinvolte”.
Per partecipare basta contattare i numeri che sono presenti sulla locandina e poi, di concerto con i rappresentanti delle scuole, fisseremo delle date. “Non ci saranno problemi di trasporto, e dunque ulteriori oneri per le scuole, perché saremo noi dell’associazione a raggiungere i centri interessati dal fiume Ofanto -ha specificato Gallo –, quindi sarà possibile vedere posti diversi del corso d’acqua. Possiamo agire solo nel territorio pugliese, perché il corso è finanziato dalla Regione Puglia. Aprire ai turisti? Ci stiamo pensando, attualmente è solo un’idea”.
Secondo l’idea dell’associazione CanoAufidus, una mattinata di Scuola sul Fiume significa stare a contatto con la natura, sperimentare e sperimentarsi, conoscere il fiume Ofanto e le caratteristiche del suo ecosistema. “L’intero corso del fiume, a mio parere, è tutto da scoprire – ha sottolineato Gallo –. Il simbolo del parco è la lontra, però si tratta di un animale invisibile: sappiamo della sua esistenza attraverso le orme, delle tracce che lascia, ma praticamente nessuno l’ha mai visto. Di recente c’è stato un avvistamento alla foce, a Barletta, di giorno tra l’altro, quindi un evento più unico che raro. Gli altri aspetti caratteristici sono la presenza del pioppo bianco, dei salici, dei canneti. Insomma, sono presenti dei piccoli angoli di paradiso che normalmente le persone non conoscono”.
Stare all’aria aperta e a contatto con la natura è uno dei capisaldi delle iniziative associative. Ma non solo. “Diamo molta importanza all’aspetto ambientale – ha confermato Gallo –. Il 23 marzo è in calendario una festa della primavera alla Moschella all’interno della quale sono previste una serie di attività tra cui le passeggiate al fiume, il giro in bicicletta e l’utilizzo della canoa. È un’iniziativa rivolta a tutti. Questo tipo di attività sono organizzate per ‘movimentare’ il territorio, dunque a trarne beneficio sono soprattutto cittadini locali, anche se con il mio agriturismo lavoro pure con i turisti attraverso la masseria didattica”.
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