Foggia, la costruzione della moschea e la destra che soffia sul fuoco dell’islamofobia: parla il Comitato

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

I cittadini di fede Islamica sentono il bisogno di chiarire cosa sia l’islamofobia. A chi conosce bene la lingua italiana e forse anche un po’ di greco antico imparato a scuola, dovrebbe venire semplice associare a quella parola il significato di “paura dell’Islam”. Ma il Comitato Multinazionale per la Moschea di Foggia ha percepito la necessità di ribadire, ricordare, spiegare che “l’islamofobia viene definita a livello internazionale come un sentimento di avversione o paura infondata verso l’Islam e verso coloro che vengono percepiti come musulmani generando diffidenza stereotipi e forme di discriminazione che non trovano alcun fondamento nella realtà quotidiana delle nostre città dove migliaia di famiglie musulmane vivono, lavorano, studiano e contribuiscono al benessere collettivo con impegno e senso civico”. Questo è accaduto in risposta alla notizia, data pochi giorni fa dal gruppo di Futuro Nazionale di Foggia, di aver raccolto 2.000 firme contro la costruzione della moschea. Sembra strano che un problema del genere si sia presentato in una città come il capoluogo della Capitanata, in cui la percentuale di immigrati è alta ed essendo, per molta parte, di origine africana, sono di confessione islamica. Il segretario dell’associazione che riunisce i senegalesi foggiani, Issa Samaha spiegato a l’Attacco: “C’è bisogno della moschea a Foggia, il numero di senegalesi e di musulmani è alto. E poi, anche altre città come Roma, Milano o Napoli ne hanno una. Quindi, perché non dovrebbe esserci a Foggia dove ci sono molti stranieri musulmani che lavorano nelle campagne?”. Il Comitato per l’apertura della moschea ribadisce: “Secondo le Nazioni Unite, questo fenomeno nasce da ostilità non basata sui fatti e si manifesta attraverso esclusione sociale ostacoli nell’accesso ai servizi pubblici narrazioni distorte e atteggiamenti che alimentano divisioni invece di favorire la convivenza e negli ultimi anni tale dinamica si è intensificata anche in Europa rendendo necessario un lavoro costante di informazione, dialogo e responsabilità condivisa”.

Il rischio che si sta correndo a Foggia è quello di addossare ad un solo gruppo la responsabilità di un problema di sicurezza che in città esiste ma che non riguarda solamente gli stranieri (gli ultimi fatti di cronaca hanno coinvolto foggiani italiani da sempre). “Un gruppo di politici estremisti sta manipolando i cittadini. Si pensa che il problema sia la sicurezza, tutti la vogliono, anche io. Ma i cittadini foggiani non sono razzisti, non possono esserlo anche perché, quando ho lavorato come operaio, ero con loro e venivamo trattati tutti alla stessa maniera”.

Probabilmente si dovrebbe fare attenzione a segnali come quelli inviati da chi si rifiuta di riconoscere che a Foggia e in provincia la comunità islamica esiste, non può essere negata, messa al margine. “In Italia la presenza musulmana è parte integrante del tessuto sociale ed economico nazionale e nella città di Foggia essa rappresenta una realtà stabile composta da lavoratori studenti imprenditori e famiglie che partecipano attivamente alla vita della comunità locale contribuendo allo sviluppo del territorio e alla crescita culturale della città, nonostante questo, persistono ancora pregiudizi e incomprensioni che richiedono un impegno serio per essere superati”, afferma il Comitato.

Mainul Islam, presidente del Comitato islamico Foggia-Bangladesh ha spiegato a l’Attacco, che “come comitato per la costruzione della moschea a Foggia, stiamo la vorando e ci stiamo interfacciando con diverse forze politiche. È un lavoro che avrà bisogno di tempo per essere portato a termine. Abbiamo l’appoggio dello stesso Vescovo di Foggia, mons. Ferretti che si è augurato di vivere abbastanza per poter essere il primo vescovo della città a sostenere un’iniziativa di questo genere”. Sulla notizia delle duemila firme contro l’apertura della moschea, ha commentato: “Non abbiamo reagito, onestamente, perché non abbiamo voluto. Stiamo osservando con grande attenzione, però e abbiamo avuto la possibilità di parlare con qualcuno che ha deciso di firmare. I foggiani non sono razzisti ma vengono manipolati da alcune forze politiche estremiste”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet