Foggia fra mercato e campionato: arriva la Salernitana e il cruccio è di giocare a porte chiuse

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Quattro mesi dopo si preannuncia tutta un’altra partita. Lo scenario sarà lo stesso, si giocherà ancora nel deserto dello Zaccheria, ma l’esito stavolta potrebbe essere diverso. Allora (era il 26 aprile) l’1-3 finale sancì la retrocessione sul campo in D dei rossoneri di Barilari. Domani  potrebbe essere tutta un’altra storia. O almeno, è quanto si augurano in casa Foggia.

E' una sfida che arriva prestissimo nella stagione, eppure porta già con sé il peso di un confronto significativo: per i rossoneri sarà il primo vero test interno dopo la ripartenza, per i granata l’occasione di cancellare immediatamente una partenza flop. Il momento delle due squadre, del resto, non potrebbe essere più diverso. Il Foggia si presenta all’appuntamento forte dell’impresa di Crotone, dove ha conquistato una vittoria pesantissima all’esordio grazie alla rete di Petito. Un successo che ha restituito entusiasmo a una piazza uscita con le ossa rotte dalla scorsa stagione e che ha alimentato immediatamente la curiosità attorno alla nuova creatura affidata a Gaetano Auteri.

La Salernitana, invece, ha cominciato il campionato nel modo opposto: sconfitta in casa dal Sorrento per 2-1. Un passo falso inatteso per una formazione che parte con ambizioni importanti e che, proprio per questo, arriverà in Puglia con la necessità di dare una risposta. La seconda giornata propone dunque già un primo bivio: da una parte chi vuole cavalcare l’onda dell’entusiasmo, dall’altra chi deve dimostrare che l’esordio è stato soltanto un incidente di percorso. Per il Foggia, però, sarebbe un errore lasciarsi trascinare soltanto dall’euforia. La vittoria dello Scida ha certificato alcune qualità della squadra di Auteri, ma ha anche evidenziato quanto il progetto sia ancora in costruzione. Lo stesso tecnico, dopo il successo di Crotone, ha sottolineato come la squadra abbia mostrato calcio, pericolosità e autorevolezza soltanto a tratti e quanto ci sia ancora da lavorare. È proprio questo il significato più autentico di Foggia-Salernitana: non una sentenza sul valore dei rossoneri, ma un test per capire quanto sia già solido un gruppo che deve ancora completarsi. Il mercato, infatti, non è ancora arrivato alla parola fine. Dopo la rivoluzione estiva che ha cambiato profondamente il volto della rosa, la dirigenza continua a lavorare per consegnare ad Auteri un organico completo e competitivo.

Il Foggia attende ancora tre o quattro innesti per alzare ulteriormente il livello, soprattutto nei reparti nei quali servono alternative e maggiore profondità. Ecco perché la sfida alla Salernitana può diventare un termometro particolarmente interessante. Il Foggia dovrà capire se le certezze emerse in Calabria possono essere riproposte contro un avversario più esperto e presumibilmente capace di alzare il ritmo e la pressione. Dovrà soprattutto dimostrare di poter giocare con personalità anche quando non sarà sufficiente aspettare l’occasione giusta, ma servirà costruirla. È il passaggio dalla sorpresa alla conferma. Attorno alla squadra, intanto, l’entusiasmo cresce.

La risposta della città alla nuova stagione è stata evidente e anche l’allenamento a porte aperte allo Zaccheria di giovedì ha restituito un colpo d’occhio fatto di colori e passione. Un entusiasmo che, paradossalmente, domani non potrà entrare nello stadio. La gara sarà infatti disputata a porte chiuse, per effetto della sanzione inflitta al Foggia nello scorso campionato. Ed è forse questo l’aspetto più surreale del confronto. La città avrebbe voluto accompagnare la squadra nel primo appuntamento casalingo della nuova stagione, proprio contro l’avversaria che pochi mesi fa aveva rappresentato il punto più basso della storia recente. Invece lo Zaccheria sarà senza pubblico, trasformando una partita che avrebbe avuto una cornice incandescente in un confronto quasi sospeso, inevitabilmente condizionato dal silenzio sugli spalti.Il contrasto con il 26 aprile scorso è impressionante.

Allora Foggia-Salernitana non fu semplicemente l’ultima giornata di un campionato: fu la partita che decretò la retrocessione dei rossoneri in Serie D. La Salernitana vinse 3-1, condannando il Foggia alla D. Domani lo scenario sarà diametralmente opposto sul piano emotivo e sportivo. Ad aprile c’erano una squadra ormai svuotata, una stagione da dimenticare e un verdetto da evitare. Ad agosto c’è invece un Foggia appena rinato, reduce da una vittoria esterna che ha restituito fiducia, la Salernitana non sarà più soltanto il simbolo della retrocessione ma il primo grande ostacolo sulla strada della rinascita.

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