La leadership pugliese nel settore specifico la si era già vista con la recente assegnazione delle “Bandiere Blu”, contrassegno turistico che la Foundation for Environmental Education assegna alle località costiere che eccellono per qualità delle acque, gestione ambientale, raccolta differenziata e servizi ai bagnanti. I 27 riconoscimenti regionali, di cui cinque alla Capitanata con Peschici, Vieste, Rodi, Isole Tremiti e Zapponeta, rappresentano la seconda piazza nazionale che però diventa la prima, per il sesto anno consecutivo, per qualità delle acque di balneazione, eccellenti per il 99,9%. Dietro la Puglia ci sono Friuli (99,6%) e Basilicata (99,1%), secondo il risultato delle analisi microbiologiche effettuate dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, nell’ambito della rete che coordina le varie Agenzie regionali, tra cui l’Arpa Puglia. Il restante 0,1% classificato “non eccellente” riguarda solo il tratto denominato “Fogna Cittadina Molfetta (500 metri a sud)” lungo il litorale dell’omonima cittadina, classificato in qualità comunque “buona”. Lungo i circa 1.000 chilometri di costa, in Puglia sono stati individuati ben 676 “acque” (cioè tratti costieri) destinate alla balneazione, che corrispondono a un totale lineare pari a circa 900 km: in provincia di Foggia ne sono stati analizzati 254, 46 in provincia di Bat, 78 in quella di Bari, 88 nel Brindisino, 139 nel Salento e 71 sull’arco jonico tarantino. Arpa Puglia effettua annualmente il monitoraggio delle acque di balneazione controllandone la qualità e in ogni “punto stazione” vengono misurati diversi parametri meteo-marini, mentre in laboratorio vengono analizzati i campioni per la determinazione della carica batterica. Quest’ultima rilevazione, come previsto dalla normativa nazionale, viene effettuata dalle altre Agenzie italiane, rispetto a valori soglia di due parametri microbiologici: “Enterococchi intestinali” ed “Escherichia coli”. In relazione ai campioni raccolti, è stato stimato che ogni anno l’Agenzia pugliese effettua circa 8.500 determinazioni analitiche di laboratorio, disponendo in generale di una notevole mole di dati, così da fornire un quadro sulla situazione annuale e uno storico sulla qualità delle acque.
“Il risultato che vede la Puglia confermarsi al vertice nazionale rappresenta il riconoscimento di un lavoro quotidiano svolto con competenza, rigore scientifico e grande senso di responsabilità da tutto il personale – ha dichiarato il direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno – per cui è doveroso ringraziare i professionisti del Centro Regionale Mare, i tecnici impegnati nei campionamenti, gli operatori dei laboratori e tutti quelli coinvolti nelle attività di monitoraggio, analisi e controllo. Dietro ogni dato, ogni classificazione e ogni risultato c’è un impegno costante che richiede preparazione, tempestività e una presenza continua. Ogni anno Arpa Puglia effettua migliaia di determinazioni analitiche e garantisce un monitoraggio capillare delle acque di balneazione, assicurando informazioni affidabili e tempestive a istituzioni, amministrazioni locali e cittadini. Si tratta di un’attività fondamentale non solo per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente, ma anche per la valorizzazione di una risorsa strategica come il mare pugliese. Questo primato conferma la qualità del nostro sistema di controllo e dimostra come la collaborazione tra istituzioni, enti e comunità possa produrre risultati concreti”.
“Questo risultato della Puglia è importante – ha aggiunto il presidente della Regione, Antonio Decaro – perché è il frutto di insieme di azioni sinergiche orientate alla tutela del mare che lambisce i nostri quasi mille chilometri di costa. Il monitoraggio scientifico e l’attività di controllo svolti da Arpa Puglia, gli accordi logistico-operativi con la Guardia di Finanza e il costante miglioramento del sistema di depurazione rappresentano tasselli fondamentali di una strategia integrata che ci consolida come modello di riferimento nella tutela e nella protezione dell’ambiente marino. Un percorso che si rafforza grazie anche al contributo attivo dei cittadini pugliesi, degli operatori e degli stakeholder: una comunità che condivide responsabilità e obiettivi e continua a perseguire la stessa rotta verso la salvaguardia e la valorizzazione del nostro mare, una risorsa preziosa che rappresenta non soltanto un parametro di eccellenza ambientale, ma anche un patrimonio strategico per il turismo, l'economia e l'identità stessa della nostra regione”.
In generale ci sono buone notizie anche per l’intero litorale italiano, perché su un totale di 6.242 chilometri di costa monitorati, 5.926 sono di qualità eccellente, la più alta prevista dalla normativa di derivazione europea, per un totale del 94,9% per la determinazione della balneabilità. Per il resto, altri 207 chilometri (pari al 3,3%) sono classificati di qualità buona, 60 chilometri (1%) risultano appena sufficienti e infine 41 chilometri (0,7%) sono classificati di qualità scarsa, la più bassa prevista dal sistema europeo. A questi vanno aggiunti 8 chilometri non classificati (0,1%) perché privi di un set di dati sufficiente.
Per l’occasione, il Snpa ha fatto sapere: “Nel corso del 2025, il Sistema ha effettuato circa 30.000 campionamenti e monitorato circa 5.000 punti tra mare, laghi e fiumi, garantendo un controllo costante della qualità delle acque. I risultati ricordano anche indirettamente l’importanza di guardare al mare nella sua interezza. La balneabilità, infatti, rappresenta solo uno degli indicatori della salute degli ecosistemi marini: biodiversità, habitat, qualità dei fondali, microplastiche e cambiamenti climatici sono aspetti altrettanto strategici da monitorare e proteggere per il futuro delle nuove generazioni”.
Poi si aggiungono anche altri 673 chilometri di acque interne (laghi e fiumi) che vengono monitorati per la determinazione della balneabilità. Di questi, in Italia 624 sono classificati di qualità eccellente (92,7%), 28 di qualità buona (4,1%), 14 chilometri di qualità sufficiente (2,1%), 6 chilometri (0,9%) di qualità scarsa, 1 chilometro (0,2%) risulta non classificato.
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