Non sarà certo il bando che risolverà la crisi dell’agricoltura pugliese, ma può rappresentare un’occasione di rilancio per molte aziende. È questo il messaggio che Confagricoltura Foggia sta portando in tutta la provincia con un ciclo di incontri dedicato alla presentazione dello SRD01, il nuovo intervento della Regione Puglia che sostiene gli investimenti produttivi delle imprese agricole. Dopo Cerignola, San Severo e Lucera, il tour ha fatto tappa anche a Vico del Gargano, dove tecnici e agricoltori si sono confrontati sulle opportunità offerte dal provvedimento e sulle criticità che ancora gravano sul comparto. “Questo nuovo bando dà la possibilità alle aziende di realizzare investimenti finalizzati ad accrescere il reddito e a migliorare la competitività - spiega a l’Attacco Francesco Paolo Longo, dottore agronomo dell’area tecnica di Confagricoltura Foggia -. Consentirà alle imprese di entrare in mercati più remunerativi attraverso l’innovazione tecnologica e, grazie al contributo regionale, permetterà anche di accedere più facilmente al credito bancario, che nella maggior parte dei casi è indispensabile per realizzare questi progetti”. Lo strumento è, sotto il profilo tecnico, uno dei più interessanti degli ultimi anni. La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 60 milioni di euro e finanzia investimenti molto diversi tra loro: nuovi fabbricati rurali, impianti arborei, sistemi irrigui ad alta efficienza, macchine e attrezzature innovative, impianti fotovoltaici destinati esclusivamente all’autoconsumo aziendale, strutture per lo stoccaggio, interventi di trasformazione e filiera corta, oltre a progetti collettivi promossi da cooperative e organizzazioni di produttori. Anche le aliquote di sostegno sono particolarmente favorevoli. Il contributo ordinario copre il 60% della spesa ammissibile e sale al 65% nelle aree svantaggiate. Per giovani agricoltori e imprenditoria femminile può arrivare addirittura all’80% a fondo perduto, percentuali decisamente superiori rispetto ai tradizionali bandi che, nella maggior parte dei casi, si attestano tra il 30 e il 40%.