Serracapriola, mancano le opportunità ma non i soldi: percezione dei residenti in controtendenza
Ancora una volta, i dati relativi al reddito in Puglia fotografano un triste scenario. Mentre tra i dieci comuni più ricchi risulta un solo centro della provincia di Foggia, San Giovanni Rotondo con 17.613 contribuenti e 21.892 euro di reddito medio per contribuente, nove dei dieci comuni più poveri appartengono alla Capitanata. In ordine decrescente (contribuenti – reddito medio per contribuente): Serracapriola (2.517 – €14.645); Celle di San Vito (113 – €14.505); Anzano di Puglia (847 – €14.434); Cagnano Varano (4.606 – €14.413); Carpino (2.803 – €13.948); Alberona (622 – €13.701); Stornara (4.065 – €12.951); Zapponeta (2.521 – €12.316); Roseto Valfortore (844 – €12.194). Nella giornata di ieri, l’Attacco è stato a Serracapriola per raccontare la percezione dei residenti, rimasti in 3.512, sulla povertà – o presunta tale – che attanaglia il centro foggiano alle porte del Molise. Giunti in prima mattinata, quando gli studenti stanno facendo il loro ingresso a scuola e i piccoli commercianti hanno appena sollevato le serrande delle proprie attività, si osserva il paese animarsi. In un borgo vestito a festa per gli appena trascorsi festeggiamenti in onore di Madre di Dio Incoronata, tutti si conoscono e si salutano chiamandosi per nome, è un filo invisibile a legare la vita di chi ha scelto di restare. Il nostro viaggio comincia da una delle grandi imprese del territorio, il pastificio D’Amicis. Ad accoglierci c’è Mara De Santis, che insieme al fratello gestisce l’azienda di famiglia. 600 kg di pasta prodotti al giorno ed esportati principalmente all’estero, dal Belgio al Canada. È da questo dettaglio che parte la considerazione relativa alla classifica pubblicata negli scorsi giorni. A Serracapriola le vendite sono ottime, nonostante prevalga l'esportazione. Ma indica anche quello che potrebbe essere un fattore incidente in negativo sulla classifica: la presenza di famiglie monoreddito. A pochi passi c’è Il Negozietto da Simona, un piccolo market dotato di tutto il necessario. In un paese sprovvisto di grandi centri commerciali, le piccole botteghe riescono ancora a sopravvivere. Tuttavia, la spesa è ormai residuale, si tratta infatti di un acquisto limitato al quotidiano, come può essere il litro di latte o la pagnotta di pane. Accade, perciò, che per la grande spesa i serrani si spostino a nord verso Termoli o a sud verso San Severo. Presso i supermercati dei due centri, laddove si può contare sulle offerte mensili, spostano grandi somme di denaro. La giovane proprietaria dell’attività afferma come ci siano mesi in cui si lavora pochissimo, specie gennaio, febbraio e maggio, e altri in cui c’è un via vai di avventori più consistente, in particolare d’estate e sotto Natale – anche grazie alla vendita di cestini natalizi –, meno nel periodo pasquale. Un pensionato trovatosi per caso all’interno del negozio, incuriosito dal tema, si unisce al nostro dialogo, precisando come soprattutto gli agricoltori siano tanto depositari e poco investitori.
How to resolve AdBlock issue?
(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).