Strada a scorrimento veloce del Gargano: quali sono davvero le alternative del progetto sulla "Superstrada"
Per settimane il dibattito pubblico sulla cosiddetta “superstrada garganica” si è consumato più a suon di slogan che di documenti, nel gioco della contrapposizione dialettica tra i sostenitori, che parlano di infrastruttura strategica per rompere l’isolamento del promontorio, e le associazioni ambientaliste, le quali denunciano invece il rischio di uno stravolgimento irreversibile del territorio. In mezzo, però, è rimasta una domanda semplice che molti cittadini continuano a porsi: ma concretamente come vogliono realizzarla? Il dossier tecnico del progetto ci viene in aiuto. Leggendolo, la prima cosa che emerge è che non esiste un’unica “superstrada”, ma una serie di ipotesi molto diverse tra loro, con impatti, costi e soluzioni tecniche differenti. Il tratto più delicato è indubbiamente quello tra Vieste e Mattinata, identificato come “Itinerario 3”, cioè il collegamento che attraversa l’area più sensibile dal punto di vista paesaggistico e ambientale. Ed è proprio qui che si concentra lo scontro. La soluzione più “soft” è quella che prevede l’adeguamento delle strade già esistenti, in particolare la SS89 e, in alternativa, la SP53 o la SP54. In pratica si interverrebbe sull’attuale viabilità con allargamenti, rettifiche di curve, nuove rotatorie e piccoli tratti in variante per migliorare sicurezza e tempi di percorrenza ma senza creare un tracciato completamente nuovo.
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