“La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Ognuno deve fare la propria parte. Il territorio, la Regione, il Governo nazionale: tutti hanno responsabilità. Continuare con lo scaricabarile non serve assolutamente a nulla. Se davvero vogliamo dare un futuro alla Capitanata dobbiamo sederci allo stesso tavolo e costruire finalmente una strategia condivisa”. Il consigliere regionale di Per la Puglia il lucerino Antonio Tutolo rifiuta qualsiasi lettura ideologica della vicenda. “Io non faccio una questione di destra o di sinistra. Non mi interessa chi governa oggi e chi governerà domani. Mi interessa capire quale idea di sviluppo abbiamo per questa provincia. Perché l’aeroporto è importantissimo, ma da solo non potrà mai risolvere i problemi della Capitanata”. Per il consigliere regionale il rischio più grande sarebbe quello di continuare a considerare il Gino Lisa esclusivamente come un’infrastruttura destinata a sostenere il turismo stagionale. “L’aeroporto deve vivere dodici mesi l’anno e questo sarà possibile soltanto se il territorio sarà capace di produrre economia stabile. Se continuiamo a ragionare solo in funzione del turismo rischiamo di perdere la sfida ancora prima di iniziarla”. Da qui la sua idea di sviluppo, che parte da quella che definisce la vera vocazione economica della provincia. “La Capitanata ha una forza straordinaria che troppo spesso dimentichiamo: l’agricoltura. Ma oggi non basta più produrre materie prime. Dobbiamo trasformarle qui, creare filiere industriali, dare valore aggiunto ai nostri prodotti. Sempre più imprenditori provenienti da altre regioni stanno guardando con interesse alle nostre produzioni. È questa la strada sulla quale dobbiamo investire se vogliamo creare occupazione e movimentazione economica durante tutto l’anno”. Tutto questo, però, parte da una condizione imprescindibile: l’acqua. “Per qualcuno oggi è diventato un argomento di campagna elettorale, ma chi mi conosce sa che porto avanti questa battaglia dal primo giorno del mio mandato in Regione. Tanto che nel 2022 volli personalmente un Consiglio regionale monotematico dedicato allo sviluppo della Capitanata, al quale prese parte anche il viceministro Francesco Paolo Sisto. In quella sede posi una richiesta molto semplice: servono investimenti per garantire l’acqua a questo territorio. Lo dicevo allora e continuo a dirlo oggi. Per me l’acqua non è uno slogan elettorale, è un impegno”.

“Ottenere la continuità territoriale”. È questa la convinzione della senatrice di Fratelli d’Italia Anna Maria Fallucchi, che da anni segue personalmente il dossier e che oggi torna a lanciare un appello alla Regione Puglia affinché completi definitivamente un percorso iniziato troppo tempo fa. “È una battaglia che seguo praticamente dall’inizio e sulla quale non ho mai abbassato la guardia. Già nel 2024 presentai una interrogazione parlamentare con la richiesta di riconoscimento per il territorio di Foggia. Dal Ministero delle Infrastrutture  furono immediatamente richiesti alla Regione tutti gli approfondimenti necessari, ma quella documentazione è arrivata solo un anno fa, dopo moltissimi solleciti e, peraltro, in maniera parziale”. La parlamentare ricorda come negli ultimi anni il confronto istituzionale abbia comunque prodotto alcuni passi avanti, con l’avvio degli studi richiesti per verificare i presupposti necessari all’introduzione degli Oneri di Servizio Pubblico. Un percorso che però, secondo Fallucchi, deve ora arrivare rapidamente al traguardo. “Nel frattempo è cambiata la guida della Regione. A Michele Emiliano è succeduto Antonio Decaro e oggi l’assessorato ai Trasporti è affidato a un foggiano, Raffaele Piemontese e quindi afferma la senatrice “quale momento migliore? È proprio a lui che ho rivolto il mio appello, perché ritengo che questa sia una di quelle questioni sulle quali dovremmo presentarci tutti uniti. Quando si parla del futuro della Capitanata le appartenenze politiche devono fare un passo indietro”. Per la senatrice garganica la continuità territoriale non rappresenta semplicemente un contributo economico alle compagnie aeree, ma uno strumento capace di modificare strutturalmente il ruolo del Gino Lisa. “Molti non conoscono realmente cosa significhi continuità territoriale. Non è un privilegio ma un insieme di misure che consentono ai territori svantaggiati di avere pari opportunità di mobilità rispetto al resto del Paese. Generalmente viene applicata alle isole, ma esistono anche territori continentali che, per conformazione geografica e difficoltà nei collegamenti, possono accedervi. La Capitanata possiede tutte queste caratteristiche”.

Per una mattina il confronto sull’aeroporto “Gino Lisa” è uscito dalle sedi istituzionali ed è entrato in redazione. Attorno allo stesso tavolo si sono seduti il presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Vasile, i rappresentanti dei comitati Vola Gino Lisa e Mondo Gino Lisa e il direttore de l’Attacco, Piero Paciello dando vita a un dibattito serrato che ha riportato al centro una domanda destinata a segnare il futuro della Capitanata: cosa serve davvero perché lo scalo di Foggia diventi un’infrastruttura stabile e competitiva? Il confronto, a tratti acceso, ha fatto emergere due letture differenti della stessa realtà.  

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