Ogni estate racconta una storia nuova, complessa, fatta di luci e ombre. Quella del 2026, in Capitanata, ci consegna un territorio che continua a convivere con problemi antichi, ma che non rinuncia a cercare nuove strade per il proprio futuro. È ancora un’estate di incendi che hanno minacciato boschi e aree di straordinario pregio naturalistico, ricordandoci ancora una volta quanto fragile sia il nostro patrimonio ambientale e quanto sia necessario investire nella prevenzione, nella tecnologia e nella tutela del territorio. Sul Gargano gli incendi non sono più un'emergenza occasionale. Sono diventati una tragica consuetudine: tra pinete secolari, macchia mediterranea e biodiversità, il Promontorio indifeso continua a bruciare. Non basta più contare gli ettari perduti: è il momento di chiedersi perché ogni estate si ripeta lo stesso copione. 
È l'estate del caldo record e delle preoccupazioni del mondo agricolo, che continua a rappresentare una delle colonne portanti dell'economia provinciale, pur dovendo affrontare costi crescenti, cambiamenti climatici e mercati sempre più complessi.
È naturalmente l’estate del turismo, con il Gargano ancora una volta protagonista di una stagione che ha confermato la forza attrattiva di un territorio capace di unire mare, natura, storia e tradizioni. Ma il successo turistico porta con sé anche una riflessione sulle sfide da affrontare. Restano aperte alcune criticità storiche: una rete viaria spesso inadeguata, collegamenti non sempre all’altezza delle esigenze di chi arriva e di chi vive questi luoghi, servizi che devono essere potenziati e un’assistenza sanitaria che, soprattutto nei mesi estivi, continua a mostrare fragilità di fronte all’aumento della popolazione temporanea e alla maggiore pressione sulle strutture territoriali. La vera sfida presente e futura sarà approdare ad un modello di sviluppo stabile, superando la logica della sola stagione estiva e accendere un motore permanente di economia, occupazione e nuove opportunità, capace di offrire soprattutto ai giovani una prospettiva diversa e un motivo in più per restare. 

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che i più recenti dati sulla dispersione scolastica richiedano una lettura capace di riconoscere i progressi compiuti senza ridimensionare un fenomeno che continua a rappresentare una criticità strutturale del sistema di istruzione. Il miglioramento è evidente. Nell’Unione europea la quota dei giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente l’istruzione e la formazione è scesa dall’11% del 2015 al 9,1% del 2025, ormai prossima all’obiettivo europeo di un valore inferiore al 9% entro il 2030. Nello stesso periodo il tasso è passato dal 12,5% al 10,6% tra i giovani uomini e dal 9,4% al 7,5% tra le giovani donne.

Da una provocazione nata in un piccolo comune dei Monti Dauni a una battaglia che vuole arrivare direttamente a Palazzo Chigi. Dopo la vasta attenzione mediatica suscitata dalla storia di Massimiliano Accetturo, cittadino di Rocchetta Sant’Antonio che, davanti al costo ormai proibitivo dei carburanti, ha scelto simbolicamente di lasciare più spesso l’automobile e utilizzare la sua cavalla Maja per gli spostamenti e le commissioni quotidiane, il Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani sceglie proprio Massimiliano e Maja come portavoce simbolici della battaglia contro il caro carburanti nelle aree interne e nei piccoli centri italiani. Una storia che ha fatto sorridere, incuriosito e conquistato televisioni, giornali e social network, ma dietro la quale si nasconde una questione molto più seria. Nei piccoli comuni italiani, infatti, il carburante rappresenta sempre più spesso un costo difficilmente sostenibile per famiglie, lavoratori e imprese. Le distanze sono maggiori, il trasporto pubblico è spesso insufficiente o inesistente e l'automobile non rappresenta una scelta, ma una necessità.

Caro Direttore,

ho ritenuto opportuno far trascorrere qualche giorno dalla pubblicazione del lavoro dalla vostra redazione, a seguito del forum da Lei organizzato con il Presidente di Aeroporti di Puglia, dott. Vasile. Qualche giorno di riflessione a freddo, con l'intento di lasciare fare ai tecnici il loro mestiere e non intasare il pur già nutrito dibattito mediatico che n’è conseguito. Si è scritto, letto e detto tanto. Sotto gli aspetti meramente “tecnici” il calo dei passeggeri a luglio - con il “meno 30%” criticamente evidenziato dal dott. Vasile - è stato il fattore roboante dal quale sono scaturite le varie valutazioni. La “Community Mondo Gino Lisa” ha pubblicato uno specifico Comunicato Stampa nel quale sono stati analizzati ed elaborati i dati statistici ufficiali di Assaeroporti. Un’analisi attenta e accurata che incrocia la diminuzione del numero delle tratte e delle frequenze, per meglio comprendere lo scenario e non cadere in fuorvianti valutazioni, inutili allarmismi o in una vera e propria penalizzazione mediatica tra i non esperti, giungendo a conclusioni azzardate su come “Foggia vola (o non vola)”.

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