Lucera, Pitta Sindaco. The day after, la nuova geografica politica della città: uscite eccellenti e new entry

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I dati ufficiali dell’ultima delle 33 sezioni di Lucera sono arrivati oltre l’1.30 della notte tra lunedì e martedì, e fino a quel momento, per chi ha resistito, è stato uno stillicidio di numeri, dati e proiezioni soprattutto nel comitato elettorale di Giuseppe Pitta. Per il riconfermato Sindaco, invece, le risultanze ampiamente a suo favore erano state registrare ad dirittura nel pieno pomeriggio, intorno alle 18.30, quando i suoi avversari Vincenzo Checchia e Nicola Di Battista si sono presentati in Piazza Duomo per congratularsi per il risultato raggiunto. C’era attesa soprattutto per capire quale sarebbe stata la performance generale dell’armata delle otto liste messe in campo da Pitta, perché l’obiettivo era quello di arrivare al 62,5% per spuntare anche il 16esimo consigliere comunale di maggioranza. Alla fine resteranno 15, con 8.887 voti che sono valsi il 58,29%, a fronte delle preferenze dirette al Sindaco che si sono fermate al 53,29%, comunque 8.501. Pitta in effetti è stato l’unico a pagare dazio sul voto disgiunto, soluzione di voto che è stata uno dei temi principali delle quattro settimane di pro paganda ufficiale, specie dalle parti di Checchia che in effetti può vantare il saldo maggiore: 4.976 voti a suo favore (cioè il 31,20%) a fronte di un consenso incassato dalle tre liste della coalizione “Noi per Lucera” che è stato di 4.470, valendo il 29,32%. Ottimo valore aggiunto anche quello espresso da Di Battista, il quale ave va schierato quattro liste che hanno totalizzato 1.890 (12,40%), mentre il consenso personale è arrivato a 2.474 preferenze (15,51%). I candidati totali in questa tornata elettorale sono stati 321, a fronte di 24 posti disponibili nell’assemblea cittadina che viene rinnovato per oltre metà dei suoi componenti, con 11 debutti assoluti tra maggioranza e mi noranza e 13 ritorni, non per forza della scorsa assemblea, perché ci sono anche rientri piuttosto datati del decennio scorso. La formazione più votata è proprio quella di “Pitta Sindaco” con 2.800 preferenze che valgono il 18,36% dei consensi, mentre il consigliere più suffragato è stato con 669 preferenze, trascinando la lista che porta il suo stesso nome a 2.226 voti e al 14,60% del totale, seconda in classifica.

Buona parte dei pronostici o delle anticipazioni della vigilia sono state rispettate alla fine della campagna elettorale per le Amministrative a Lucera, tranne il più importante: erano pochi veramente convinti della vittoria al primo turno di Giuseppe Pitta, compreso lui stesso e soprattutto con queste proporzioni, perché la soglia psicologica degli 8 mila voti, già superata di pochissimo nel 2020, sembrava difficilmente raggiungibile in questa occasione. E invece la cittadinanza è andata molto oltre, fino agli 8.501 che sono valsi il 53,29% dei consensi.

"È stata una vittoria della gente – ha commentato Pitta nel primo mini comizio improvvisato intorno alle 20 davanti alla sua sede, prima di quello più solenne che ha tenuto ieri sera – e sono stato travolto e commosso dalla fiducia che è stata riconosciuta a me e alla coalizione. Non era un risultato scontato riuscire a vincere al primo turno. E non lo era vincere con questi numeri. Voglio ringraziare tutti i lucerini, tutti coloro che hanno votato per me, ma anche chi ha espresso democraticamente il proprio voto per Vincenzo e Nicola. Insieme, maggioranza e minoranza, dovremo lavorare duramente per meritarci la fiducia anche di chi non si è recato alle urne. Sono e sarò il sindaco di tutti. Dopo cinque anni di amministrazione, in questo nuovo mandato ho preso l’impegno con tutti i cittadini di fare ancora meglio. Di migliorare anche me stesso per la mia, la nostra città. Bisogna ringraziare ogni singolo candidato, ogni singola candidata. Hanno lavorato moltissimo in queste settimane e ancora prima. Questo risultato premia il vostro impegno. Ringrazio il mio staff, tutte le persone che mi hanno dato energia, fiducia e una pacca sulla spalla nelle giornate più dure. Ringrazio mia madre e mio padre non solo per il sostegno, ma per avermi donato determinazione e forza. Ringrazio mia moglie che mi sopporta e mi supporta con una pazienza e un amore infiniti e infine ringrazio mio figlio che mi vede troppo poco".

E in effetti lui stesso ha fatto sapere e capire di volersi mettere subito al lavoro, anche perché alcune questioni sono rimaste in sospeso per mancanza materiale di tempo per portare a termine procedimenti soprattutto di carattere urbanistico. “Pendono” un paio di nuovi Piani Esecutivi da dover approvare definitivamente con il nuovo Consiglio comunale, resta la delicatissima diatriba dell’affidamento dei monumenti a un soggetto privato che ora potrebbe avere la strada spianata anche da punto di vista politico, ma soprattutto c’è curiosità di vedere quale e come sarà il nuovo assetto sia della nuova Giunta e di conseguenza dall’assemblea cittadina fortemente rinnovata. La parte del leone è certamente appannaggio della lista “Pitta Sindaco” che ha espresso ben sei consiglieri con 2.800 voti: Pietro Di Carlo (429), Giacomo Capobianco (422), Stefania Terlizzi (415), Maria Angela Battista (350) assessore uscente alla Cultura, Mario Coccia (273) consigliere uscente e Michele Schiavone (190). Quasi certamente il primo sarà confermato presidente del Consiglio, ma la formazione dovrà esprimere almeno un assessore, così da far scalare in aula Costantino Pellegrino arrivato settimo con 174 preferenze, mentre l’ottavo Pierluigi Colomba (172) potrebbe svolgere il ruolo di portavoce a cui stavolta Pitta non vuole rinunciare.

Buona ma non buonissima la performance del Partito Democratico, con 1.430 preferenze che vedono al primo posto Carolina Favilla (382), seguita dall’ex vice Sindaco Claudio Venditti (360) e dal segretario cittadino Ivano Di Matto (301). L’architetta è quella destinata ad andare nell’esecutivo, quasi certamente come unica rappresentante dem, così da far salire Antonella Matera (254) che è una degli uscenti. La seconda lista che faceva capo direttamente a Pitta, “Energia Civica”, ha totalizzato 1.064 voti, portando in aula Luigi Granieri (299), assessore uscente ai Servizi sociali e Piero Di Pierno (211). Il primo dovrebbe tornare in Giunta, lasciando spazio a Lucia Zoppicante (208) che aveva chiuso la legislatura da transfuga di Forza Italia. Il movimento “Progetto Concittadino” era alla sua prima esperienza fuori dalla città di Foggia, con 932 voti che hanno fruttato l’elezione di Antonio Scirocco (301) già facente parte del Consiglio dal 2020. Difficilmente andrà lui stesso in Giunta, per cui bisognerà vedere le altre due posizioni del podio occupate da Emanuela Gentile (271) e Franco Ventrella (203), entrambi uscenti e la prima è stata anche assessora per i primi tre anni. Più o meno la stessa situazione si potrebbe verificare con la lista “Lucera al Centro” (899 voti) monopolizzata da Tonio De Maio a sua volta consigliere provinciale da tre mandati. Per un assessore, c’è una soluzione esterna con Pia Preziuso (155) e già vice presidente del Consiglio uscente o Angela Zausio (124), oppure continuare con Alfonso Trivisonne che ha occupato un posto nel governo cittadino dal 2020 con la delega al Personale “Officina Comune” è arrivata a 837 preferenze, con la punta rappresentata da Daniela Pagliara (354), assessore ai Lavori Pubblici che potrebbe essere quindi riconfermata. Dietro di lei c’è il più giovane eletto, Ruben Uzzi di 22 anni (314) e solo terzo l’altro consigliere uscente Raffaele Iannantuoni.

Poi c’è “Siamo Lucera” con 547 voti, la lista animata soprattutto dalla famiglia Finizio, con il chiaro intento di acquisire in gestione i due maggiori monumenti cittadini, cioè castello medievale e anfiteatro romano. La procedura pubblica di partenariato con un soggetto privato, promossa dall’Amministrazione Pitta, ha subito un evidente e forzato rallentamento nel mese di marzo scorso, anche a causa delle proteste e sospetti generati dall’eccessiva vicinanza delle stesse persone che poi fanno parte della cooperativa Lux Cereris che ambisce all’affidamento. A ogni modo, Gianni Finizio (275) guida il gruppo dei votati, seguito da Anna Maria Conte (100) e Marcello Calabrese (90). E considerata la situazione molto particolare, non è detto che ci sia un assessore da esprimere. Infine, il Movimento 5 Stelle è l’unica lista che ha espresso consiglieri eletti, con soli 378 voti ottenuti, e Gianluca Corvelli primo in classifica con 116 preferenze.

Per quanto riguarda le due coalizioni sconfitte, “Noi per Lucera”, guidata da Vincenzo Checchia, la prima lista porta il nome di Antonio Tutolo, con 2.266 preferenze, e il consigliere regionale da solo ne ha conseguite 669. Dietro di lui c’è il consigliere uscente Pasquale Colucci (372) e la new entry Saveria Del Gaudio (244). La formazione “Facciamo luce”, espressione diretta dal candidato Sindaco, è arrivata a 1.418 preferenze totali, portando in aula Fabrizio Pitocco (455) e Maria Barbaro (340), assessora fino ad agosto scorso, e componente di Giunta per oltre dieci anni anche con le prime due Amministrazioni di Antonio Tutolo, dal 2014 in poi, oggi riferimento di “Azione” in città. “Orizzonti futuri”, invece, con 826 voti, porta in aula il riconfermato Francesco Aquilano (257), mentre esce Francesca Niro (247), a sua volta seconda dei non eletti a novembre scorso nella lista “per la Puglia” al Consiglio regionale. Infine, lo schieramento di Nicola Di Battista che aveva quattro formazioni, ma in aula ci andrà solo lui e Danilo Catapano (201) di Fratelli d’Italia che è arrivata a 716 preferenze totali. Niente da fare, invece, per Forza Italia-Ppe Noi Moderati (592), Radici Future (la civica espressa direttamente dal candidato Sindaco con 411) e ultima Lega-Udc-Dc con 171 preferenze in tutto.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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