Non i simboli e nomi di partiti, ma le idee. È da questo principio che prende il via il percorso delle “Primarie delle Idee”, l’iniziativa promossa da Italia Viva e approdata a Bari, a Villa De Grecis, con l’obiettivo di raccogliere proposte da cittadini, amministratori, professionisti e mondo delle associazioni per contribuire alla costruzione del programma del futuro centrosinistra.
Ad aprire il confronto sono stati alcuni dei principali esponenti dell’area riformista: Davide Faraone, Marianna Madia, Benedetto Della Vedova, Enrico Borghi. Presenti anche gli europarlamentari Giorgio Gori e Teresa Bellanova, e il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro. Al centro del dibattito temi come sanità, scuola, università, ricerca, innovazione, lavoro, imprese, welfare e diritti civili, con dodici proposte programmatiche elaborate attraverso una piattaforma partecipativa che utilizza anche strumenti di intelligenza artificiale per raccogliere e affinare i contributi dei cittadini.
Davide Faraone ha spiegato il senso dell’iniziativa sottolineando che “le primarie rimangono la via maestra”, ma prima è necessario costruire una piattaforma condivisa capace di tenere insieme il campo progressista. Solo successivamente, ha osservato, sarà il momento di affrontare il tema della leadership della coalizione.
Sulla possibilità che il suo nome possa rappresentare il futuro candidato del centrosinistra, Antonio Decaro ha scelto la prudenza. “Sto facendo il presidente della Regione”, ha dichiarato, spiegando che il suo impegno oggi è rivolto ad affrontare questioni che hanno una forte rilevanza nazionale, dalla sanità alle infrastrutture, fino al riequilibrio tra Nord e Sud. Per l’ex sindaco di Bari, il passaggio decisivo è un altro: “Occorre costruire un programma sul quale la coalizione può lavorare per le Politiche”.
Anche Teresa Bellanova ha insistito sulla necessità di allargare l’alleanza e mettere al centro i bisogni delle persone. L’ex ministra ha richiamato le criticità del Mezzogiorno, dall’occupazione femminile ancora troppo bassa alle carenze infrastrutturali, sostenendo che solo un progetto riformista fondato sui contenuti potrà rappresentare un’alternativa credibile al governo nazionale. Una linea condivisa dagli altri ospiti dell’iniziativa, che hanno ribadito come il percorso debba partire dalle idee per trasformarle in un programma comune, lasciando in secondo piano, almeno per ora, la corsa alla leadership.
Nell'edizione de l'Attacco di oggi un ampio approfondimento
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